caduta del muro di berlino
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9 novembre 1989: oggi si festeggia la caduta del Muro di Berlino

9 novembre 1989: oggi si festeggia il trentaduesimo anniversario della caduta del Muro di Berlino

Oggi, 9 novembre 2020, si ricorda la caduta del Muro di Berlino, avvenuta nel 1989, trentadue anni fa. Fu uno degli eventi principali del Ventesimo secolo, perché segnò l’inizio della fine della Guerra Fredda che per quarant’anni divise il mondo tra est ed ovest.

Dal momento della caduta del Muro, si è segnato l’inizio di un processo che è in atto ancora oggi e che ha come obiettivo l’unione globale. Oltre che simbolo di democrazia e riapertura dei confini, questo evento divenne emblema di tutti i fenomeni storici di quell’epoca, che avevano portato alla divisione della Germania e dell’Europa intera.

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La caduta del Muro di Berlino.

E soprattutto oggi ci dà grandi insegnamenti. Nel momento di crisi attuale, dovuta alla pandemia da Covid-19, è importante ricercare giorno dopo giorno la solidarietà internazionale che ci permetta di superare ogni ostacolo e di impedire che nel futuro avvengano altre divisioni.

Quel 9 novembre 1989 fu il popolo berlinese a scendere in strada per abbattersi contro il Muro, stanco delle divisioni e dell’odio continui.

La storia del Muro di Berlino fino alla sua caduta

Il Muro di Berlino fu costruito il 13 agosto del 1961 dal governo della Germania Est, affinché i cittadini non potessero più viaggiare liberamente nei territori della Germania Ovest, dove la vita era più ricca di opportunità.

Durante gli anni della Guerra Fredda, infatti, la Germania si trovata divisa. A Ovest vi era la Repubblica Federale Tedesca, formata da Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti. A Est, invece, la Repubblica Democratica Tedesca in mano all’Unione Sovietica. Questo portò anche ad una ripartizione della città di Berlino, il cui blocco orientale si trovava in condizioni economiche difficili e con restrizioni rigidissime alle libertà individuali.

Il Muro divenne il simbolo principale della cortina di ferro, quella linea immaginaria che divideva in due l’Europa e che di fatto stava a rappresentare i conflitti della Guerra Fredda.

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La caduta del Muro di Berlino.

Nel corso degli anni furono moltissime le persone della Berlino Est che tentarono la fuga verso la parte occidentale, anche a costo di perdere la vita. Infatti, le guardie armate che sorvegliavano il Muro avevano l’ordine di sparare a vista chiunque tentasse di fuggire.

Vi erano però dei posti di blocco, come il Checkpoint Charlie, dove potevano passare coloro che avevano il permesso di raggiungere la Berlino Ovest. Ma si trattava per lo più di diplomatici e turisti, quasi mai di cittadini tedeschi.

I leader occidentali si dimostrarono contrari a questa divisione. John Fitzgerald Kennedy nel 1963 andò in visita alla Berlino Ovest, dove rassicurò i cittadini tedeschi che gli Stati Uniti avrebbero fatto qualsiasi cosa pur di aiutarli. E pronunciò il famoso discorso dove dichiarò: «Ich bin ein Berliner» (“Io sono un berlinese”).

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John Fitzgerald Kennedy a Berlino nel 1963.

9 novembre 1989: un annuncio improvviso e poi l’abbattimento del Muro

Il 9 novembre 1989, arrivò un annuncio improvviso: era di nuovo possibile per i cittadini berlinesi circolare liberamente nella Germania Ovest. Si trattò di un annuncio diffuso da alcuni giornalisti. Questi misero sotto pressione con le loro domande un funzionario della Germania orientale, tanto da portarlo a dare questa informazione, in realtà completamente sbagliata.

Fu così che migliaia di cittadini della Berlino Est si precipitarono verso i posti di blocco del Muro chiedendo di poterli oltrepassare. I berlinesi si armarono anche di piccone per distruggere una volta per tutte quel simbolo di divisione.

Questo portò ad uno dei festeggiamenti spontanei più grandi della storia. Le persone si riversarono felici nella strade per festeggiare il loro ritorno alla libertà e all’unione. Il 3 ottobre 1990 avvenne poi la completa riunificazione della Germania.

Oggi non è rimasto molto del Muro. In alcuni punti di Berlino è possibile osservarne delle parti, che sono diventate note per i loro bellissimi graffiti, come nella famosa East Side Gallery. L’abbattimento del muro assunse una portata mondiale, creando grandi impatti emotivi e sociali in tutta Europa e non solo.

Il Parlamento italiano, con una legge del 2005, ha definito il 9 novembre come “giorno della libertà”, in memoria della caduta del Muro di Berlino.

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Alcuni dei più celebri graffiti dell’East Side Gallery.

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Editor: Susanna Bosio

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