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Accordi di Minsk: cosa sono?

Cosa sono gli accordi di Minsk che Putin ha violato

Pochi giorni fa Vladimir Putin ha riconosciuto il Donbass, territorio perlopiù russo, violando gli accordi di pace presi a Minsk, capitale della Bielorussia. Ma cosa prevedono gli accordi presi a Minsk nel 2014 e nel 2015?

Gli accordi di Minsk sono stati firmati dopo la crisi che nel 2014 ha portato all’invasione della Crimea da parte della Russia e agli scontri nel Donbass nella capitale bielorussa. Negoziati da Ucraina e separatisti filorussi delle regioni orientali, sono stati firmati in due diverse occasioni, nel settembre del 2014 e nel febbraio del 2015, in presenza dei rappresentanti dell’Osce, della Russia e di alcuni Paesi occidentali.

Gli accordi di Minsk: Minsk 1 e 2

Gli scontri si fermarono con gli accordi di Minsk nel 2015, firmati dalle due potenze coinvolte, Russia e Ucraina. Gli accordi prevedevano il ritorno delle regioni ribelli all’Ucraina, Donetsk e Luhansk, in cambio di maggiore autonomia.

Questi accordi non sono mai stati rispettati in realtà.

Con Minsk 1 gli ucraini subirono un’altra disfatta a Debaltseve. Francia e Germania si impegnarono per Minsk 2 con Russia e Ucraina (il cosiddetto quartetto Normandia). L’Ucraina accusa la Russia di non avere mai ritirato le truppe. La Russia al contrario accusa Kiev di essere fantoccio dell’Occidente. L’ultima “pace” di Parigi risale al 2019.

Tra offensive, controffensive e tregue, incomincerà una lunga serie di stragi, dal rogo di Odessa all’abbattimento del Boeing malese con 298 persone a bordo avvenuto il 17 luglio 2014.

La Russia, pur essendo un firmatario non ha mai riconosciuto il proprio ruolo nel conflitto. In effetti, la parola “Russia” non compare da nessuna parte nel testo. Da allora, questo ha permesso al Cremlino di sostenere di essere solo un osservatore e che l’accordo riguardi il governo ucraino.

Minsk 2

Ecco i 13 punti rafforzati dal secondo accordo, che a distanza di 7 anni dalla firma, sostenuta da Francia, Germania, Russia e Ucraina, resta ampiamente inattuato.

1. Cessate il fuoco bilaterale, immediato e totale

2. Ritiro di tutte le armi pesanti da entrambe le parti, divieto di operazioni offensive e di sorvolo della zona di sicurezza da parte di aerei militari stranieri

3. Monitoraggio e verifica del rispetto dell’accordo da parte dell’Osce, avvio di una missione di osservazione

4. Avvio di un negoziato per un autogoverno provvisorio nelle regioni di Donetsk e Luhansk, in conformità con il diritto ucraino, con l’obiettivo del riconoscimento, da parte del parlamento di Kiev, di uno statuto speciale per queste regioni

5. Amnistia per militari e combattenti di entrambe le parti, con l’eccezione dei reati gravi

6. Liberazione di ostaggi e prigionieri di entrambe le parti

7. Garanzia di assistenza umanitaria nelle zone del conflitto

8. Ripresa delle relazioni economiche e del pagamento delle pensioni

9. Ripristino del pieno controllo del confine dell’Ucraina da parte del governo di Kiev

10. Ritiro di tutti i militari, armi e attrezzature belliche oltre che dei mercenari stranieri dalla zona del conflitto; disarmo dei gruppi militari illegali.

11. Riforma costituzionale che preveda il decentramento amministrativo per le regioni di Donetsk e Luhansk

12. Organizzazione di elezioni a Donetsk e Luhansk a condizioni concordate

13. Rafforzamento del gruppo di contatto trilaterale composto dai rappresentanti di Russia, Ucraina e Osce.

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Lukashenko, Putin, Merkel, Hollande, Porosenko

 

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