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Accordo Cop26 e India: il patto finale è firmato ma sabotato dal Paese indiano

L’accordo finale della Cop26 è sabotato dall’India: frena tutti sul punto del carbone, compromettendo il patto conclusivo

Alla fine, il testo è stato approvato: l’accordo Cop26 chiude la Conferenza delle Nazioni Unite, a Glasgow, ma è sabotato dall’India. Indebolito sul punto del carbone per una modifica in extremis.

L’accordo Cop26

L’accordo della Cop26, la Conferenza delle Nazioni Unite sul clima, adottato dai circa 200 Paesi riuniti al vertice, è stato firmato ieri, domenica 14 novembre. L’approvazione finale del testo, dopo due settimane di duri negoziati, in ritardo anche di una giornata, è stata suggellata con un colpo di martello dal presidente britannico dei negoziati. Definito il “Patto di Glasgow”, l’accordo per accelerare la lotta ai cambiamenti climatici e delineare le basi per il suo futuro finanziamento, è considerato da molti come “annacquato”. Che significa? Una serie di compromessi, che nella sua totalità lo indeboliscono.. tra tutti la modifica in extremis voluta dall’India.

L’accordo Cop26 e l’India

L’India, in fase finale dell’approvazione dell’accordo, è riuscita ad ottenere un ultimo compromesso. Ha modificato all’ultimo minuto un dettaglio, non così irrilevante, nel passaggio che riguarda la fine dell’uso del carbone. Già se n’era discusso: era stata trovata un’intesa riguardante l’uso del carbone, o meglio della suo abbandono, ma molti Paesi non vi aderirono, tra questi proprio l’India. Inoltre, l’India aveva già dichiarato, tramite il premier indiano Narendra Modi che il Paese avrebbe raggiunto le emissioni zero solo nel 2070.

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Primo ministro indiano – Narendra Modi

La modifica in extremis

L’intervento dell’ultimo minuto da parte dell’India è stato fatto per chiedere di sostituire una formula nel passaggio riguardante il carbone. In particolare, la modifica ha previsto la sostituzione di “phase-out” con “phase-down”. La prima è “l’eliminazione graduale”, la seconda è “la riduzione graduale”. La sfumatura è minima, ma basta per aver indebolito e sabotato l’accordo finale. Nonostante l’opposizione di molti alla plenaria finale, la modifica è stata approvata. Una sola parola è stata cambiata, ed è cambiato il senso e l’obiettivo del grande tema “risorsa carbone”. Nuova Delhi è così intervenuta per cambiare una parola da cui dipendevano miliardi di dollari di costi per una riconversione globale.

Il presidente della Cop26

Nonostante le perplessità e le lacrime dello stesso presidente della Cop26, Alok Sharma, la proposta dell’India è passata a beneficio del pacchetto complessivo. Il Presidente, a conclusione del summit internazionale, ha dichiarato “è una fragile vittoria”, consapevole che l’obiettivo di mantenere 1,5°C come aumento di temperatura media c’è, ma che rimarrà debole se non si manterranno gli impegni presi.

Alok Sharma, quindi, ringrazia per l’impegno tutti i partecipanti della Cop26, e ribadisce che è necessario continuare a lavorare insieme per raggiungere gli obiettivi stabiliti alla Conferenza delle Nazioni Unite.

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