Letizia Battaglia
Arte,  Fotografia

Addio a Letizia Battaglia, la fotografa che raccontò la mafia attraverso i sui scatti

Si è spenta Letizia Battaglia, che con la sua macchina fotografica ha raccontato Palermo negli anni della guerra di mafia

Letizia Battaglia si è spenta a 87 anni, la fotografa, testimone e narratrice che con la sua macchina fotografica ha immortalato per decenni fatti di cronaca e di mafia. Ha lottato fino all’ultimo contro la malattia e le sofferenze fisiche che le ha provocato.

Palermo piange la sua fotoreporter

L’annuncio della morte di Letizia Battaglia, fotografa che ha raccontato la guerra di mafia palermitana, è stato dato dal sindaco di Palermo Leoluca Orlando ricordando che «Palermo perde una donna straordinaria, un punto di riferimento. Letizia Battaglia era un simbolo internazionalmente riconosciuto nel mondo dell’arte, una bandiera nel cammino di liberazione della città i Palermo dal governo della mafia. In questo momento di profondo dolore e sconforto esprimo tutta la mia vicinanza alla sua famiglia.

La fotoreporter è venuta a mancare pochi giorni prima che la sua storia irrequieta, interpretata da Isabella Ragonese e raccontata in una fiction di Roberto Andò, venisse trasmessa dalla Rai.

Letizia Battaglia
La bambina con il pallone

«La fotografia è una parte di me ma non è la parte assoluta»

Letizia Battaglia non era solo il simbolo della lotta alla mafia, di cui ha raccontato i sanguinosi anni con passione militante, ma rappresentava anche un modello di emancipazione femminile di grande attualità.

Il suo rapporto con la fotografia cominciò tardi, nel 1971. La svolta della sua vita arrivò nel 1974, quando rispose all’invito del direttore del giornale L’Ora, Vittorio Nisticò. Unica donna tra tanti uomini, ben presto diventò una testimone della grande cronaca di Palermo e della Sicilia.

Il suo contratto prevedeva di riportare fotograficamente i morti ammazzati, le mogli delle vittime e le sorelle disperate, le stragi. Le sue foto, in bianco e nero, sono icone drammatiche e simboliche delle vicende di mafia. Ma lo sono anche quelle che riprendono i boss imputati nel maxiprocesso, Giovanni Falcone che raccoglieva le rivelazioni di Tommaso Buscetta, la figura di Giulio Andreotti accusato di avere avuto rapporti con Cosa nostra.

Letizia Battaglia
Assassinio di Piersanti Mattarella

Lo scatto più celebre

«Consiglio di fotografare tutto da molto vicino, a distanza di un cazzotto, o di una carezza», diceva Letizia Battaglia. Ed era proprio vicino quando realizzò il suo, forse più famoso, scatto del 6 gennaio 1980. Quel giorno immortalò l’allora presidente della Regione Sicilia Piersanti Mattarella appena colpito a morte dai killer mafiosi. Suo fratello Sergio, futuro Presidente della Repubblica, lo sorregge tra le sue braccia e lo toglie dall’auto davanti agli occhi di un giovane Piero Grasso e del giudice Gaetano Costa, ucciso poco tempo dopo.

La fotoreporter affermava che l’odore del sangue dei morti di mafia non l’ha più abbandonata. L’archivio di Letizia Battaglia è una immensa galleria di personaggi, ma anche un giacimento di memoria dell’Apocalisse palermitana.

La fotoreporter non si occupò solo di morti e di mafia, ma ritrasse anche molte donne e bambine. Celebre è lo scatto della bambina con il pallone, immortalata sullo sfondo delle miserie del quartiere della Kalsa.

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