Mame Moda Alessandro Dell'Acqua, il suo trionfo. Alessandro Dell'Acqua
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ALESSANDRO DELL’ACQUA, IL SUO TRIONFO

Napoletano verace con la grazia nel cuore, Alessandro Dell’Acqua trionfa nelle settimane della moda di Milano e Parigi

Ha un sorriso che esplode come un vulcano. Il suo Vesuvio, sia chiaro, che da piccolo ha sicuramente osservato nelle sue passeggiate sul golfo di Napoli: Alessandro Dell’Acqua è l’orgoglio della moda italiana, quella sognatrice, pudica ma anche spudorata.

Lo abbiamo osservato a lungo. Prima con l’eponimo marchio, poi in N°21 e, infine, al timone di Rochas.

Classe 1962, Alessandro nasce quasi alla vigilia di Natale. Era il 21 dicembre. Creativo e alimentato dal desiderio di immergersi totalmente nell’arte, si diploma presso l’Istituto d’arte Umberto Boccioni della sua città, nel 1981.

La sua carriera inizia all’interno del gruppo Marzotto nel quale collabora con Gilmar, Les Copains, Iceberg, Byblos e Maska.

Grazie a Pietro Pianforini (marchio italiano di knitwear) apprende la lavorazione della maglieria divenendo, in seguito, stilista del marchio.

Mame Moda Alessandro Dell'Acqua, il suo trionfo. Alessandro Dell'Acqua. Alessandro Dell'Acqua
Alessandro presenta N°21

A quattordici anni dal suo diploma, nel 1995, Alessandro fonda Alessandro Dell’Acqua: marchio di abbigliamento donna e uomo dal forte appeal. La sua prima collezione, “Punk on Mediterranean Woman” debutta a Milano nel 1996. La prima linea maschile esordisce a Palazzo Pitti di Firenze nel 1998 ove susseguiranno anche le calzature e la profumeria.

Nel dicembre del 2002, inoltre, è stato nominato direttore creativo di La Perla che segna il debutto della linea womenswear dell’azienda di lingerie, nel 2003.

Il clamore generatosi dietro Alessandro Dell’Acqua reca l’esigenza di chiedere il supporto di un partner finanziario. Una fortuna che gli permetterà di distribuire il suo marchio in tutto il mondo. La donna siglata dal designer partenopeo è elegantemente abbigliata. Sensuale. I ricchi tessuti ornati da ruches, le trasparenze e dettagli ricamati: ogni donna desidera essere vestita da lui.

Ma tutti i sogni, anche quelli meravigliosi e tirati su con tanti sacrifici, volgono al termine.

Gli ultimi cinque anni dell’Alessandro dell’Acqua sono stati infernali perché i miei partner, subentrati ai precedenti e detentori del 70% delle quote non avevano alcun rispetto di me e del mio lavoro. Si preparavano a vendere tutto con me dentro, tendendomi all’oscuro“, dichiarò lo stilista.

Nel 2007 la decisione di abbandonare la barca. Si prospetta, così, un periodo buio per il designer. Un percorso tutto in salita. Dalla voglia di riscatto alla paura di non farcela. Alle porte chiuse in faccia e la caparbietà che lo porta a non mollare.

La sua rinascita.

Milano. L’edificio è ubicato tra piazza Cinque Giornate e Piazza Tricolore. Il suo inizio è al civico 21.

Si riaccende la passione per la moda. Dove filtra la luce, c’è amore. Ritorna a disegnare sull’attico che s’affaccia nel quartiere bene della città. Si abbozzano i primi abiti. La matita cade per terra. La mina si frantuma. Alessandro piglia il temperamatite e riporta in uso la grafite e continua a lavorare incessantemente. Ecco, così potrebbe essere parafrasata la sua rinascita.

2009. N°21 diventa realtà. Un’azienda del bergamasco accetta di produrre i primi quaranta capi. Chi non aveva creduto nelle potenzialità del neonato marchio si trovò costretto a ricredersi.

Il Paese è pieno di talenti che però emigrano perché nessuno ha il coraggio di scommettere su un cavallo di razza ancora in erba, o sulla star-up.”

Il realismo post-moderno di Alessandro ha bisogno di congiungersi con il passato del creativo. Il look mascolino della donna N°21 si riappropria della sensualità generata dal designer riscoprendo il piacere di inserire, in passerella, gli abiti nude look.

La nostalgia.

Se guardo, per esempio, certi look che ho creato dieci anni fa, non provo nessuna nostalgia. Anzi: c’è in me come un sentimento di sana cancellazione, come se sentissi l’esigenza primaria di spingermi avanti. Sempre e comunque. Resta, ovviamente, il mio DNA di creativo e di universo di riferimento estetico. Ma oggi la mia prima preoccupazione non è creare qualcosa di strepitoso ed eclatante per la passerella ma di interrogarmi sulla vita quotidiana di una donna,” ha dichiarato in una recente intervista.

2013. Alessandro sbarca a Parigi.

Sono davvero emozionato per questa nuova collaborazione. Rochas è sinonimo di raffinatezza francese e spirito “couture” e come designer non avrei potuto chiedere nulla di più inspirante”, dichiarò appena subito la sua nomina a direttore creativo della celebre maison francese succedendo a Marco Zanini. Corre l’anno 2013.

“Il punto di vista unico di Alessandro e il suo profondo amore per la bellezza sono assolutamente perfetti e in linea con il marchio. Siamo impazienti di vedere come interpreterà i valori e l’idea di femminilità di Rochas.”  Queste furono le parole di Antoine Delgrange, Presidente Rochas, subito dopo la nomina del designer italiano.

Per la griffe di lusso francese adopera con destrezza la seta e le piume; strutture classiche e ben inquadrate. Tocco di follia nell’animalier con stampe eleganti e conservatrici.

Alessandro Dell’Acqua e Tod’s

Da novembre 2018 la maison marchigiana debutterà con “Tod’s Factory”, una capsule collection composta da circa 10 capi e calzature.

Il primo dei quattro dialoghi con gli stilisti sarà con Alessandro Dell’Acqua, chiamato ad interpretare l’heritage dell’azienda italiana.

Volevo realizzare qualcosa di iconico per Tod’s, ma con un po’ più della mia sensualità meridionale”, ha commentato.

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La voce Rochas è consultabile sul Dizionario della Moda di MAM-e.it

Una vita intensa la sua, dal punto di vista sentimentale — sposò in terze nozze Hélène, bellissima musa — e sotto il profilo economico con la nascita di numerose società e il lancio di profumi di successo: Avenue Matignon, Mouche, Moustache.”

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