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Bellocchio, lacrime e applausi

Prima le lacrime, poi la standing ovation. La stampa ha accolto in maniera trionfale Buongiorno notte, il film di Marco Bellocchio dedicato ai cinquantacinque giorni di prigionia di Aldo Moro, rapito e poi ucciso dalle Brigate Rosse. Tratta da Il prigioniero, libro scritto dalla stessa Anna Laura Braghetti, uno dei carcerieri di Moro, la pellicola è una delle più autorevoli candidate alla vittoria finale. I giornalisti, dopo aver lungamente applaudito al termine della proiezione riservata alla stampa, hanno tributato a Bellocchio una vera e propria standing ovation subito prima dell’inizio della conferenza stampa. Anche Giovanni Moro, figlio del presidente della Democrazia Cristiana, ha apprezzato il film e ha scritto all’amministratore delegato di Rai Cinema, Giancarlo Leone, per ringraziarlo dell’invito all’anteprima, «invito tanto più gradito in quanto non dovuto giacché il film non richiedeva alcun visto o imprimatur da parte della famiglia. Né d’altra parte l’eventuale consenso o dissenso dei familiari avrebbe potuto aggiungere o togliere nulla al suo valore». Il figlio di Moro ha anche sottolineato la scelta del regista di «riflettere sull’esperienza dell’uomo Aldo Moro in carcere, senza vincoli o ambizioni di ricostruzione storica o di fedeltà all’insieme dei fatti, illuminando aspetti importanti di quella vicenda».
Un parere condiviso dallo stesso Bellocchio: «l’oggetto del mio film non è la verità storica – ha dichiarato in conferenza stampa – non mi ha interessato, pur essendo argomento di fondamentale importanza, capire chi c’era dietro i terroristi, affrontare quel dibattito sul complotto che per anni ci siamo portati dietro. Da lì – spiega il regista – l’invenzione di Chiara, il personaggio interpretato da Maya Sansa, che a un certo punto reagisce, non ci sta, come invece non è avvenuto nella realtà». Inevitabile, visto l’argomento trattato, attendersi polemiche. «Penso che arriveranno più da sinistra che da destra – dice Bellocchio – magari mi rimprovereranno di aver trattato male i terroristi. Comunque mi auguro non ci siano strumentalizzazioni, e non lo dico per mettere le mani avanti. Ho preso una vicenda fondamentale della storia italiana avendo la possibilità di raccontarla in libertà, altrimenti non avrei accettato di farlo». Sul Corriere della Sera Tullio Kezich ribadisce la natura quasi onirica del film di Bellocchio, sottolineando l’intenzionale distanza del regista da qualsiasi pretesa storica o cronachistica: «ogni tanto – scrive – i significati di questo film dalla fattura impeccabile sembrano sfuggire un po’ alle mani dell’autore: ma si possono controllare i sogni?».
Per tutte le informazioni e il calendario della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia si può consultare il sito della Biennale. (5 settembre 2003)
Nella foto, Roberto Herlitzka, il protagonista di Buongiorno, notte nei panni di Aldo Moro in una posa diventata tristemente storica: il leader della Dc con la bandiera delle Br alle spalle fotografato dai terroristi

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