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Bozza finale della Cop26: ridurre le emissioni di Co2 del 45% e rafforzare gli impegni

Nella bozza finale della Cop26 un invito a “rafforzare gli impegni”, e l’obiettivo di ridurre le emissioni di Co2 del 45% entro il 2030

Già annunciata ieri, i lavori sulla bozza finale della Cop26 sono continuati nella notte fino alla mattina di oggi, mercoledì 10 novembre. Quella di stamattina è una vera, prima bozza finale della Conferenza Onu. Tra i punti fondamentali l’obiettivo a ridurre le emissioni, il ruolo delle donne nell’emergenza climatica, l’invito a rafforzare gli impegni e il nodo dei Paesi in via di sviluppo.

Ridurre le emissioni del 45%

Nella bozza finale, l’obiettivo che spicca di più tra gli altri è l’obiettivo di ridurre le emissioni di Co2 del 45% entro l’anno 2030, rispetto al livello del 2010, e a zero “intorno alla metà del secolo”: un’indicazione un po’ vaga, che abbandona il traguardo del 2050, tenendo così a bordo anche Cina e India, Paesi nettamente in ritardo, ma senza i quali non sarebbe possibile vincere la lotta al cambiamento climatico. La sfida è quella di limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi, un impegno a lungo termine, perché si punta a tenere l’aumento della temperatura globale media ben al di sotto dei 2 gradi, limitandola a 1,5°C fino al 2100. Obiettivo che non piacerà alle già citate India e Cina, ma anche ad Arabia Saudita, Russia o Australia.

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Obiettivo: ridurre le emissioni di Co2 del 45% entro il 2030

I Paesi in via di sviluppo nella bozza finale

Un punto della bozza finale della Cop26 tocca invece il nodo dei Paesi in via di sviluppo. Ci sono impegni, ma vaghi e di auspicio: c’è la necessità di mobilitare i finanziamenti per il clima, compreso un sostegno notevolmente rafforzato per i Paesi in via di sviluppo. Il documento esorta i Paesi sviluppati a incrementare il loro sostegno finanziario nei confronti degli altri, e la prima tappa è quella di rispettare la promessa di mobilitare oltre 100 miliardi di dollari l’anno. Sono però, appunto, impegni vaghi, perché le Nazioni africane e le piccole isole del Pacifico, non si accontenteranno di una necessità di mobilitare finanziamenti, ma vorranno azioni più stringenti.

Anche le donne nella bozza finale della Cop26

Nella bozza finale pubblicata nella notte, di cui stamattina si sono messi a punto gli ultimi dettagli, seppur vaghi, menziona anche le donne. In particolare, “incoraggia le parti ad accrescere la piena, significativa ed eguale partecipazione delle donne nell’azione climatica, e a garantire attuazione e mezzi di attuazione rispettosi del genere”.

Boris Johnson alla Cop26

Oggi, mercoledì 10 novembre, Boris Johnson, premier britannico torna sulle prime linee della Cop26. Torna a parlare al mondo, dopo dieci giorni dalla cerimonia di apertura, per esortare a fare di più:

i negoziatori sono agli ultimi metri, i più duri, per cercare di trasformare le promesse in azione sul cambiamento climatico… ma c’è ancora molto da fare. In gioco c’è più di qualunque singolo Paese, occorre unirsi per il pianeta. Abbiamo bisogno di eliminare tutti gli ostacoli se vogliamo mantenere l’obiettivo di agguantare gli 1,5 gradi.

La bozza finale è infatti la base, su cui i negoziatori di tutti i Paesi alla Conferenza Onu, discuteranno per i prossimi tre giorni, fino a venerdì 12 novembre, data di chiusura della Cop26, per arrivare ad una dichiarazione condivisa.

La controversia sui combustibili fossili

A differenza dei rumors dei giorni precedenti, nella bozza finale pubblicata stamattina, ci sono, seppur vaghi, dei riferimenti chiari alla rinuncia al carbone e ai sussidi per i combustibili fossili. È la prima volta che i Paesi si impegnano per questo obiettivo, anche se senza dare troppi dettagli. Per la prima volta infatti si invitano le parti “ad accelerare la graduale eliminazione del carbone e dei sussidi per i combustibili fossili”, ma senza definirne una deadline. Si decide invece, per una tavola rotonda ministeriale con cadenza annuale, la prima sarà nel novembre 2022, per venire incontro agli obbiettivi del pre 2030, e un altro vertice Onu a tema clima nel 2023. Gli auspici ci sono e sono buoni, ora bisognerà guardare ai fatti, e rimanere aggiornati su come si concluderà questa Cop26.

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Obiettivo: eliminare i combustibili fossili come carbone, gas e petrolio

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