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Calenda rompe con il PD di Letta e fa un favore alla destra

Calenda ha deciso di interrompere l’alleanza con il PD di fatto regalando le elezioni alla destra come indicano i sondaggi

Il leader di Azione Carlo Calenda ha deciso di rompere il patto di alleanza con il PD di Enrico Letta. La grande alleanza di centrosinistra dunque perde un pezzo importante, considerando che Calenda rappresentava l’elemento di connessione con il centro e con gli elettori delusi di centrodestra. Secondo i nuovi sondaggi questa rottura conferisce un ulteriore vantaggio alla destra, soprattutto negli uninominali.

Calenda e Lette: la fine dell’amore

È durata poco l’unione elettorale tra Calenda e Letta, terminata a causa di “pezzi stonati” a sinistra. “È una delle decisioni più sofferte ma non intendo andare avanti con questa alleanza”, ha detto il leader di Azione. Ciò che non gli è andato a genio è stata l’allargamento del fronte anche a Fratoianni, Di Maio e Tabacci considerati opposti alla cosiddetta “agenda Draghi” che avrebbe dovuto fare da legante per tutta la coalizione. I Dem alla notizia dell’allontanamento di Azione, hanno subito ricordato a Calenda che quando aveva siglato il patto era inteso che la coalizione si sarebbe allargata anche a sinistra. Calenda non ci sta e va all’attacco: “Il Pd poteva scegliere tra fare l’ammucchiata “contro” e fare un progetto politico serio, alla fine ha scelto l’ammucchiata contro. E l’ammucchiata contro perderà”. La risposta di Letta non si è fatta attendere: “Ho ascoltato Carlo Calenda. Mi pare da tutto quel che ha detto che l’unico alleato possibile per Calenda sia Calenda. Noi andiamo avanti nell’interesse dell’Italia”.

 

Emma Bonino di +Europa e, ormai ex, alleata di Azione, invece, decide di rimanere fedele al patto col PD firmato poco giorni fa: “C’è stato un patto con Enrico Letta che è stato siglato il 2 agosto di quest’anno”. Inoltre, sull’addio di Calenda: “È lui che ha dato l’addio. Eravamo insieme fino a sabato, e domenica ha deciso di andarsene per conto proprio. Ha mancato alla parola data per ragioni fumose, non convincenti e men che meno dirimenti, non del Medioevo, e io a quello mi attengo”.

I sondaggi

Secondo i sondaggisti la vittoria della destra è praticamente certa dopo la rottura tra Azione e PD. Ma ciò non vuol dire che sia un danno per il partito di Calenda. Secondo Antonio Noto della Noto sondaggi, con questa “fuga solitaria” Calenda può puntare al 10% perché gli si apre tutto lo spazio al centro e anche una possibile alleanza con Renzi. Evidentemente preferisce perdere con più voti che provare a vincere come partitso di minoranza di coalizione. Alessandra Ghisleri però avverte che i partiti che corrono da soli hanno uno svantaggio agli uninominali e che, con questa legge elettorale, la traduzione in seggi dei voti ottenuti al proporzionale è così immediata.

 

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Editor: Lorenzo Bossola

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