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Cambio eruro-dollaro: la moneta europea ai minimi da 20 anni

L’euro crolla ai minimi da 20 anni contro il dollaro: colpa dell’aumento dei prezzi e dell’impatto economico della guerra in Ucraina.

I turisti americani possono gioire perché l’Europa sarà meno cara quest’estate visto che l’euro ha perso l’1,72% nei confronti del dollaro, sfiorando la parità. Ieri il cambio tra la moneta unica dell’Eurozona e quella americana si è attestato a 1,0281$ (con un minimo 1,0238$),  il livello più basso da dicembre 2002. Paura per una nuova recessione, ma arriva anche delle rassicurazioni.

Il cambio euro-dollaro

Il calo di ieri dello 1,72% è un’ulteriore conferma di un trend di oltre un anno che ha visto l’euro perdere circa l’8% rispetto al dollaro. Anche le altre monete europee legate all’Euro come il fiorino ungherese, gli zloty polacchi e leu rumeni hanno perso valore rispetto alla moneta americana. Secondo alcuni esperti il calo dell’euro è un’arma a doppio taglio perché da una parte conferisce un vantaggio all’export ma dall’altra farà aumentare ulteriormente i costi dell’energia che viene importata per la maggior parte.

Le borse europee come Francoforte, Parigi, Milano e Londra hanno recepito male il calo perdendo oltre l’1%. La piazza italiana è la peggiore con una perdita del 2,99%.

L’euro non ha perso sono nei confronti del dollari ma anche verso il franco svizzero scendendo ai minimi dal 2015 e verso la sterlina britannica (che a sua volta ha perso valore). Non solo le monete del vecchio continente stanno perdendo nei confronti del dollaro ma che lo yen giapponese e il dollaro australiano stanno vivendo tempi difficili.

I motivi del crollo

I motivi principali sono l’aumento dei prezzi dell’energia da un anno a questa parte e soprattutto dall’invasione russa in Ucraina che gravano su imprese e famiglie e peggiorano i bilanci pubblici. Dunque, gli investimenti sono per forza di cose ridotti e lo spettro della crisi economica si fa sempre più reale.  Ma secondo l’economista tedesco Daniel Gros intervistato da LA Stampa la caduta dell’euro non è un pericolo: “semplicemente non lo è. Almeno nel medio periodo. E’ un aggiustamento tecnico legato a quello che sta succedendo ai prezzi del petrolio”.  Inoltre, ha affermato che un euro debole sul dollaro potrebbe paradossalmente aiutare l’economia europea: “L’euro a 90 centesimi di dollaro ci andrebbe benissimo. Potrebbe dare un po’ di fastidio agli americani, ma per loro la moneta non è un elemento importante come per noi europei.

 

Cover photo: DW

 

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Editor: Lorenzo Bossola

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