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Campionato mondiale di calcio, ecco la storia aspettando Qatar 2022

Campionato mondiale di calcio, ecco la storia della competizione a un mese da Qatar 2022

Campionato mondiale di calcio, ecco la storia. A un mese dall’inizio della competizione, che per l’anno 2022 si svolgerà in Qatar, ripercorriamo gli eventi che hanno caratterizzato la sua storia.

Il Campionato mondiale di calcio è la competizione più seguita in assoluto e, come visualizzazioni sulle televisioni del pianeta, supera i Giochi Olimpici. I dati relativi al 2006 ci dicono che il pubblico cumulativo di tutte le partite del Mondiale di quell’anno è stato di 26,29 miliardi di persone, 715 milioni delle quali hanno assistito alla finale tra Italia e Francia: si tratta del 10,9% dell’intera popolazione del pianeta.

Rimet e l’idea di un Campionato del mondo

L’idea di creare una competizione per le squadre Nazionali, nasce nel 1930 da Jules Rimet. In quello stesso anno, si ha la prima edizione del torneo. Inizialmente, esso consisteva solo di una fase finale alla quale prendevano parte tredici nazioni che avevano accettato l’invito. Ad organizzarlo è oggi la FIFA, che assegna la Coppa del Mondo ogni quattro anni. Dal 1930, il torneo si è sempre tenuto, tranne che negli anni 1942 e 1946, a causa della Seconda guerra mondiale. Alle prime nove edizioni è stato dato il nome di Coppa del mondo Jules Rimet mentre alle successive quello di Coppa del mondo FIFA.

La fase di qualificazione

Oggi, il regolamento della competizione, prevede una fase di qualificazione che si tiene nelle sei diverse zone scelte dalla FIFA (Africa, Asia, Centro-Nord America e Caraibi, Sud America, Oceania, Europa). Le 32 squadre che si qualificano, tra le quali è presente di diritto quella della nazione che ospita il torneo, si sfidano per un mese. In passato, oltre alla Nazionale del paese ospitante, si qualificava di diritto anche quella che aveva vinto l’edizione precedente. La Francia ha beneficiato dell’ultima applicazione di questa regola nel 2002. Nel 2026, la manifestazione si allargherà a 48 nazionali e sarà ospitata contemporaneamente da Canada, USA e Messico. Quest’ultimo paese, in particolare, sarà il primo ad averla ospitata per tre volte. L’edizione 2022 del Mondiale vedrà le 32 squadre partecipanti divise in otto gruppi da quattro per la fase a gironi: ad accedere al turno successivo saranno le prime e le seconde classificate. La seconda fase, della quale fanno parte ottavi di finale, quarti, semifinali e finali, sarà invece ad eliminazione diretta.

Come si sceglie il paese ospitante?

Inizialmente, la decisione relativa allo Stato organizzatore del Campionato mondiale di calcio, veniva presa durante i congressi della FIFA ed è sempre stata oggetto di polemiche. A scontrarsi, sono stati i continenti europeo e sudamericano, dove la passione per il calcio è molto forte e questo sport ha un maggiore seguito. Un’edizione in cui fu criticata la scelta del Paese ospitante, fu quella del ’38: il congresso aveva nominato la Francia ma Argentina e Uruguay erano arrivate a boicottare il torneo. A partire dal 1958, la FIFA aveva cominciato ad assegnare l’organizzazione dell’evento con un’alternanza tra America ed Europa. Questo regolamento è rimasto fino al ’98, infatti, nel 2002, la competizione si è giocata per la prima volta in Asia (tra Corea del Sud e Giappone) mentre nel 2010 è stata la prima volta di una nazione africana: il Sudafrica. Sono diciassette i paesi che hanno ospitato la coppa la Coppa del mondo. In Italia si è giocata nel 1934 e nel 1990, in Francia nel 1938 e nel 1998, in Brasile nel 1950 e nel 2014, in Messico nel 1970 e nel 1986, in Germania nel 1974 e nel 2006. I paesi che l’hanno ospitata una sola volta sono: Svizzera, Corea del Sud, Uruguay, Giappone, USA, Spagna, Argentina, Svezia, Cile, Inghilterra, Sudafrica, Russia e Qatar.

L’albo d’oro

Tutte le edizioni del Campionato mondiale di calcio hanno visto delle squadre europee arrivare in finale, tranne quelle del 1930 e del 1950, in cui entrambe le finaliste erano sudamericane. C’è poi il caso di nazionali che non sono mai riuscite a disputare una finale, come quelle di Africa, Nord America, Asia e Oceania. La Turchia e la Corea del Sud hanno però raggiunto rispettivamente il terzo e quarto posto nella competizione del 2002. Dal 1930 ad oggi, le edizioni del Campionato mondiale sono state 21, ma solo otto nazioni hanno vinto il trofeo. Nell’albo d’oro troviamo: cinque vittorie del Brasile (1958, 1962, 1970, 1994, 2002), 4 vittorie dell’Italia (1934, 1938, 1982, 2006) e della Germania (1954, 1974, 1990, 2014), 2 vittorie dell’Uruguay (1930, 1950), dell’Argentina (1978, 1986) e della Francia (1998, 2018), oltre alle singole vittorie di Inghilterra (1966) e Spagna (2010).

Il trofeo: l’idea di un designer italiano

Il trofeo fisico del Campionato mondiale di calcio usato attualmente è la Coppa del mondo FIFA, istituita nel 1970 e disegnata dal designer italiano Silvio Gazzaniga. La coppa è vuota all’interno, alta 36,8 cm, ha un diametro base di 13 cm ed è forgiata in oro 18 carati. Alla base ci sono due fasce di malachite e, nella parte sottostante, sono incisi i nomi delle nazionali e l’anno della vittoria. Fino al 2006, i vincitori della coppa la detenevano fino all’edizione successiva, poi il trofeo si sostituiva con una copia laminata in oro. La FIFA ha però deciso di cambiare regolamento in quanto, gli spostamenti che la coppa subiva, portavano a spendere grosse somme di denaro per il suo restauro. Oggi, l’originale è concesso alla vincitrice solo per la premiazione e per le due ore successive alla finale.

I furti della Coppa

Prima della Coppa del mondo FIFA, il trofeo era stato posto nella hall of fame del Brasile che, nel 1970, aveva vinto il torneo per la terza volta. Nel 1983, però, la coppa fu rubata e non fu più trovata. Prima di questo, un altro furto del trofeo avvenne in Inghilterra nel 1966 ma la coppa riapparve dopo pochi giorni.

Come riconoscimento per le squadre che hanno vinto la competizione, dal ’98, la FIFA ha dato la possibilità di apporre delle stelle al di sopra dello stemma della federazione. La prima nazionale a muoversi in tal senso in maniera non ufficiale era stata il Brasile nel ’68. Oggi, tutte le nazionali che hanno vinto almeno un titolo mondiale, possono apporre una stella per ogni Coppa vinta.

 

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