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Casini è davvero l’alto profilo che vogliamo per il Quirinale? Sembra proprio di no

Casini alle elezioni per il Quirinale: le problematiche sul suo nome

Le sue ultime dichiarazioni risalivano allo scorso agosto, rispetto alla questione Afghanistan. Poi, era quasi sparito del tutto dai radar della stampa e dei talk show. Adesso, invece, si torna molto a parlare di Pier Ferdinando Casini per la sua possibile elezione al Quirinale come Presidente della Repubblica.

Come ipotizzato da alcuni osservatori già da giorni, si finirà con un testa a testa proprio tra Casini e Draghi. Oggi non se ne farà nulla. Ma la partita potrebbe giocarsi domani. Non sono escluse comunque ulteriori sorprese, ma trovare altri nomi condivisi sembra molto complicato.

Ripercorrendo il profilo e la carriera di Casini, però, non sembra rivelarsi il famoso “nome di alto profilo” che i partiti stanno cercando. Ecco perché.

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Casini al Quirinale? Troppi problemi

Casini non è di certo il candidato che il centrodestra sperava di poter eleggere. Ma resta comunque un nome che, pur non piacendo a tutti, riesce a parlare da sempre con tutti. E questo ci fa capire quanto la sua carriera nella politica si sia costellata di passaggi tra tutti i partiti, dalla destra alla sinistra.

Ex presidente della Camera, aveva proprio inaugurato la sua elezione scagliandosi contro il cosiddetto “male oscuro del trasformismo“. Proprio lui, che è stato un po’ con la destra e un po’ con la sinistra. Alleato di Silvio Berlusconi ma anche candidato del PD, amico di Matteo Renzi e Gianfranco Fini, ma pure di Massimo D’Alema.

Sembra quasi incredibile, ma nelle ultime ore il suo nome è spuntato nel toto-Quirinale proprio con un messaggio da lui pubblicato sui social. Una foto che lo immortala, in bianco e nero, da giovanissimo, e una descrizione: “La passione politica è la mia vita”.

Nato a Bologna nel 1955, in effetti fin da piccolo si è ritrovato nell’ambiente. Figlio del segretario della Dc della sua città, è entrato a soli 24 anni nel consiglio comunale bolognese. Pochi anni dopo arriva l’elezione alla Camera, la prima di altre sette e di cui una da presidente, più altre due al Senato. Sostanzialmente sono 39 anni all’interno del Parlamento.

Casini: il passaggio dalla destra alla sinistra, e ora al Quirinale?

Contrario al divorzio fin dal referendum del 1974, ha divorziato ben due volte. La prima volta da Roberta Lubich e la seconda da Azzurra Caltagirone. Questo non ha mai ovviamente influito sulla sua presenza fissa al Family day. “Non capisco cosa c’entrino le scelte private con la difesa che io faccio della famiglia”, ha sempre spiegato.

Nel 2010 Casini rifiuta di entrare nel governo Berlusconi. E da lì si avvicina al centrosinistra. Prima trova riparo dietro la figura di Mario Monti, poi si lega a Matteo Renzi, che gli dà un seggio al Senato e gli chiede di guidare la commissione d’inchiesta sulle banche. Ma è un totale fallimento, tra i gruppi parlamentari che non trovano un accordo sui tanti buchi nella vigilanza di Bankitalia.

Insomma, siamo davvero sicuri che Casini possa ricoprire la massima carica dello Stato?

 

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Editor: Susanna Bosio

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