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Cina, export di giugno: mai così bene negli ultimi 5 mesi

+17,9% nelle esportazioni di giugno rispetto a un anno fa grazie anche alla fine delle pensati restrizioni anti Covid dei mesi passati

I dati ufficiali presentati mercoledì mostrano che l’export della Cina di giugno è il migliore degli ultimi cinque mesi. La fine dei lockdown e delle misure di restrittive, soprattutto a Shanghai, attuate per combattere la propagazione del Covid hanno contribuito positivamente al ritorno dei dati economici a livello di inizio anno.

Export di giugno: la Cina torna a correre per ora

I nuovi dati delle esportazioni sono un chiaro segnale del miglioramento dell’economia cinese negli ultimi mesi. Le fabbriche hanno riaperto, le persone possono circolare e rivivere e il porto di Shanghai, il più grande della Cina, ha ripreso a funzionare e i il pacchetto di stimolo economico del governo è entrato in funzione. Queste sono le precondizioni necessarie per l’aumento record dell’export di giugno. Ma le prospettive imminenti non sono così rosee: le importazioni sono diminuite e la crisi mondiale dei prezzi, dal petrolio alle materie prime, causato dall’invasione russa in Ucraina potrebbero influire negativamente sulla ripresa economica.

In maggio la crescita dell’export aveva fatto registrare un sorprendente +16,9%, gli economisti si aspettavano un +12%, mentre a giugno la Cina ha fatto ancora meglio con +17,9% sempre sull’anno precedente. “Questo salto riflette l’allentamento delle interruzioni della catena di approvvigionamento derivanti dai lockdown”, ha affermato Julian Evans-Pritchard, economista senior di Capital Economics, a Reuters. L’economista ha aggiunto che la riapertura dei porti ha facilitato la ripresa: i dati ufficiali del porto di Shanghai dicono che l’operatività odierno è al 95% di quella pre-lockdown.

Uno dei settori trainanti a giugno è stato l’automotive con 248 mila auto esportate che rappresenta un +30,5% sull’anno precedente.

Le importazioni crollano

Al contrario dell’esportazioni le importazioni di giungo sono cresciute solo dell’1% rispetto a un anno fa contro l’aumento del 4,1% di maggio. Per esempio, le importazioni di greggio sono diminuite del 11%, dato peggiore dal 2018, per via della minor necessità di carburante durante i lockdown. Anche l’import di soia è crollato del 23% per via dell’aumento dei prezzi delle materie prime

Ciononostante, la Cina ha totalizzato un surplus commerciale di circa 97,94 miliardi di dollari solo a giugno. Venerdì prossimo verranno pubblicati i dati complessivi del PIL del secondo trimestre.

 

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Editor: Lorenzo Bossola

 

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