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Cina, export sopra le attese a maggio: +16,9%

Con la fine del lockdown a Shanghai e con la riapertura delle fabbriche le esportazioni hanno ripreso a crescere

L’export della Cina a maggio 2022 ha fatto registrare un aumento del 16,9%, battendo tutte le previsioni degli economisti. Questo risultato è stato possibile solo grazie all’allentamento delle restrizioni anti Covid-19 imposte per circa due mesi a Shanghai, capitale economica e commerciale del Paese. Anche le importazioni sono cresciute contro le aspettative.

Cina, export e import contro le aspettative

I dati pubblicati oggi da Pechino confermano la ripresa economia della Cina dopo due mesi di pesanti restrizioni, in cui la logistica e la catena di approvvigionamento mondiali sono state compromesse. Per la prima in tre mesi, a maggio 2022 l’export è tornato a crescere e ha registrato un +16,9% sul maggio dell’anno precedente. Ad aprile la crescita dell’esportazioni è stata solo del 3,9%.  Contemporaneamente, anche l’import è cresciuto, per la prima volta in tre mesi, del 4,1%, infrangendo ogni previsione. Anche la bilancia commerciale ha sorpreso gli analisti totalizzando un surplus di 78,76 miliardi di dollari, mentre le previsioni lo davano a 58 miliardi di dollari.

“Riteniamo che questa ripresa possa continuare se non ci saranno ulteriori lockdown”, ha affermato Iris Pang, capo economista della Greater China di ING, come riportato da Reuters. Ha aggiunto anche che il rimbalzo sia delle esportazioni che delle importazioni è dovuto principalmente alla ripresa del porto di Shanghai nell’ultima settimana di maggio. I dati mostrano che l’operatività del porto di Shanghai è tornata a livelli pre restrizioni (95,3% del livello ritenuto normale).

Ciononostante, gli esperti, che utilizzano le esportazioni della Cina come parametro per la salute dell’economia mondiale, si dichiarano cauti a causa della prolungata guerra russa in Ucraina che gettato nel caos i mercati e ha fatto aumentare i prezzi delle materie prima, petrolio incluso.

Sostegno economico

Per proseguire con la ripresa, il governo ha annunciato un importante pacchetto di 33 misure d’aiuto per stimolare gli investimenti e le politiche industriali. “Continueremo a rafforzare l’attuazione di una politica monetaria prudente per creare un ambiente monetario e finanziario sano”, ha affermato il vice governatore della Banca Popolare della Cina. Inoltre, gli USA stanno pensando di rimuovere alcuni dazi per cercare di mitigare la pressione dell’inflazione.

Parallelamente, il Consiglio di Stato si è rivolto ai governanti locali per facilitare la ripresa della produzione, per rilanciare la catena di approvvigionamento e per contrastare la disoccupazione.

Nonostante tutte queste manovre, l’obiettivo d’inizio anno di una crescita del 5,5% de PIL sembra assai irrealistico senza eliminare la strategia “Zero-Covid” che prevede lockdown generalizzati anche con pochissimi casi di Covid-19.

Un altro fattore che ha contribuito al rilancio dell’export della Cina è la recente svalutazione dello Yuan.

 

 

 

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Editor: Lorenzo Bossola

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