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Cosa rischia Donald Trump dopo la perquisizione dell’FBI

Dopo la perquisizione dell’FBI della tenuta di Trump a Mar-a-Lago in Florida, l’inchiesta contro l’ex presidente USA rischia di finire fino alla Corte Suprema

Lunedì l’FBI ha eseguito una perquisizione nella tenuta di Donald Trump in Florida per recuperare dei documenti trafugati illegittimamente dalla Casa Bianca. Quest’operazione è il culmine di una lotta intestina tra l’ex presidente che si reputa al si sopra delle regole e gli organi e istituzioni ufficiali il cui compito è proteggere la documentazione e i segreti della nazione. Il mandato di perquisizione, emesso dal Dipartimento di Giustizia, ha iniziato una sequenza di ripercussioni politiche e legali per Trump.

Donald Trump dopo l’FBI: cosa rischia

Poco dopo l’arrivo degli agenti dell’FBI un arrabbiato Trump ha commentato così: “Questi sono tempi bui per la nostra nazione, poiché la mia bella casa… è attualmente sotto assedio, perquisita e occupata da un folto gruppo di agenti dell’FBI “. Ma i tempi bui sopracitati potrebbero essere ancora più bui per l’ex presidente stesso. Quello che è avvenuto ieri è il culmine di una lotta tra Trump e il Dipartimento di Giustizia e l’FBI che a detta sua hanno cercato di minare la legittimità dei suoi quattro anni da presidente. La decisione del Dipartimento di Giustizia è un azzardo sia dal punto di vista legale che politico, ma la paura che Trump avesse nascosto o distrutto dei documenti che potessero mettere a rischio la sicurezza nazionale ha spinto l’Attorney General Merrick B. Garland ha emettere il mandato. Ciononostante, i piani per il futuro di Trump sono inevitabilmente cambiati.

 

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18 mesi dopo l’assalto di Capitol Hill Donald Trump era pronto a ricandidarsi ufficialmente per le elezioni presidenziali del 2024. Doveva solo decidere se fare l’annuncio prima o dopo le elezioni di midterm del’8 novembre. Già da ieri pare essere intenzionato ad accelerare i tempi di utilizzare questa vicenda, reinterpretata come un “complotto”, come arma politica per ricompattare il suo fronte. Molti analisti per sostengono che non può spingersi più di tanto con i toni e con l’attacco alle istituzioni perché non gode più dell’immunità presidenziale. Secondo l’accusa, i dettagli sono ancora segreti, l’ex presidente è in violazione della legge chiamata “Presidential Records Act” del 1978 che stabilisce che i documenti prodotti dal presidente sono di proprietà del governo federale e non del presidente che li ha creati. Di conseguenza, in caso di condanna Trump rischia l’esclusione dai pubblici uffici il che impedirebbe una rielezione. Il team di legali del “tycoon” potrebbe portare avanti la causa fino alla Corte Suprema, che è in maggioranza repubblicana, sostenendo che è solo la Costituzione, e quindi il limite minimo dei 35 anni d’età, può dire chi può candidarsi alle presidenziali e non una legge ordinaria.

 

Foto di copertina: NYT

 

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Editor: Lorenzo Bossola

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