Dizionario Arte

decalcomania

Decalcomania. Tecnica che consente di produrre un’immagine ricalcandola da una superficie all’altra. Si ritiene che sia stata inventata dal *surrealista spagnolo OSCAR REBOLLEDO-DOMÕNGUEZ (1906-1958), a Parigi, nel 1935 circa, sebbene il termine sia stato usato durante il XIX secolo per una tecnica simile usata nella progettazione della ceramica (la parola deriva dal francese décalquer ‘ricalcare’, e manie ‘mania’; negli anni Sessanta del XIX secolo ci fu effettivamente la moda delle immagini ricalcate su vetro, porcellana ecc.).

Secondo il metodo di DomÕnguez, macchie di colore vengono lasciate su un foglio di carta con ampie pennellate; il primo foglio viene poi coperto con un altro foglio e sfregato delicatamente in modo che il pigmento bagnato passi da una superficie all’altra, producendo il tipico effetto di grotte fantastiche, giungla o vegetazione sottomarina. Lo scopo del procedimento, che aveva l’appoggio di Breton, era che il dipinto venisse realizzato senza nessuna idea preconcetta del suo soggetto o forma (sans objet préconçu). Molti altri surrealisti lo adottarono; il più conosciuto fu Max Ernst che talvolta iniziava un quadro con una decalcomania e lo completava con mezzi convenzionali. Vedi anche automatismo.

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