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DISMALAND VOLA A CALAIS

Banksy ha scelto, il suo Dismaland andrà ai rifugiati. Ad annunciarlo è stato lo stesso artista di Bristol il giorno della chiusura del Parco avvenuta ieri 27 settembre, dopo incassi record, file interminabili e turisti proveniente da tutto il mondo per ammirare il grottesco lunapark.

Quella struttura piena di opere d’arte firmate da Damien Hirst, Bill Barminski, Caitlin Cherry, Polly Morgan per citare qualche nome, in cui fra una carrozza di Cenerentola ribaltata, una Sirenetta piuttosto cupa e un tristissimo castello, si è celebrata l’ennesima contestazione politica by Banksy.

Ulteriormente arricchita dal concerto per la cerimonia di chiusura, in cui si sono esibite le Pussy Riot, la loro prima volta in Inghilterra, con tanto di una finta contestazione di poliziotti/attori fra risse e manganellate. Quasi il Carnevale di Rio, rispetto al grigiume che si respira da troppo tempo a Weston-super-Mare, la cittadina britannica non troppo distante da Bristol, che Bansky è riuscita a riportare sulle cartine, concedendo una piccola gioia ai suoi abitanti.

Breve perché l’intensità arriverà a Calais nel campo profughi chiamato Jungle, tutte le strutture smatellabili faranno da tetto ia circa 5mila, fra siriani, libici ed eritrei che si trovano lì.

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