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Donne afghane: altra stretta sui diritti. Velo per giornaliste, e niente donne in soap opere. L’allarme di Unicef e il contributo di Kim Kardashian

Le donne afghane bandite dalle fiction e obbligo del velo in tv. Ulteriore stretta nei diritti per le donne, l’allarme di Unicef e l’aiuto di Kim Kardashian

Con il Paese al collasso, i talebani, stringono ancora di più le maglie della libertà delle donne afghane. Nuove direttive per la televisione afghana, l’allarme dell’Unicef sulla condizione delle donne e bambine afghane e l’aiuto di una celebrità come Kim Kardashian.

Le donne e la televisione afghana

Mentre il Paese è al collasso, motivo per cui è stato convocato il G20 straordinario lo scorso ottobre, la priorità dei talebani è ovviamente quella di preoccuparsi delle donne, o meglio preoccuparsi di come “tenerle a bada”. Nuove regole che riguardano la televisione afghana impediscono alle donne di apparire nelle fiction televisive del Paese e nelle soap opere. Inoltre, si preoccupano che giornaliste e presentatrici siano ben coperte mentre leggono le notizie: è stato ordinato di indossare il velo sullo schermo, e sebbene le indicazioni circa la lunghezza del velo sono vaghe, la censura spazia. E così, quella maschera di un volto moderato degli aggressori di Kabul, che dalla presa della capitale hanno cercato di vendere alla comunità internazionale, sta pian piano rivelandosi per quello che è: una maschera, apparenza.

Otto nuove direttive per la tv afghana

Secondo alcuni osservatori le indicazioni emanate dal Ministero per la promozione della virtù e la prevenzione del vizio, sono “vaghe” e quindi passibili di interpretazioni. Ma lo stesso portavoce del Ministero Hakif Mohajir ha precisato:

Non si tratta di regole, ma di direttive religiose.

Tra queste compaiono il divieto a qualsiasi film considerato “contrario ai valori afghani e alla Sharia, la legge islamica”. Un altro divieto è mostrare parti intime del corpo. È vietata anche la messa in onda di commedie e spettacoli di intrattenimento che siano considerati di insulto alla religione o offensivi nei confronti dei cittadini afghani. La stessa cosa vale per i film stranieri: non potranno essere trasmessi in tv i film che promuovono valori culturali di altri Paesi. Finora i canali televisivi afghani trasmettevano molti film stranieri con protagoniste femminili.

Un ritorno all’Afghanistan degli anni ’90

Di fatto, un ritorno all’Afghanistan degli anni ’90, quando cinema e televisione erano proibiti così come tutte le forme di intrattenimento, giudicate immorali. Il possesso di una tv o di un videoregistratore poteva significare anche la flagellazione in pubblico, per il malcapitato che tentava di emanciparsi dal “medioevo afghano”. Se comunque, le novità, potrebbero sembrare lievi, non lo è nella sostanza per le donne afghane. Già private quasi del tutto della possibilità di andare a scuola, università, praticare lavori a contatto con il pubblico, e praticare sport, ora vedono un ulteriore stretta.

L’allarme che arriva dall’Unicef sulle donne afghane 

Mentre i talebani si preoccupano di soap opere e film, l’Unicef lancia un allarme: dal 15 agosto è cresciuto il numero di spose bambine e le famiglie sono costrette a vendere le loro figlie per 50 dollari. Le cause sono anche da ritrovarsi dal fatto che le porte delle scuole sono chiuse per la gran parte delle bambine. Situazione tragica delle donne afghane che si ritrova nella memoria delle meno fortunate, come Mahjubin Hakimi, la giovane giocatrice di pallavolo decapitata.

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L’Unicef lancia un allarme per le bambine in Afghanistan

L’aiuto di Kim Kardashian per le donne afghane

Sono circa 30, le calciatrici adolescenti che fanno parte della squadra di calcio giovanile dell’Afghanistan, accompagnate dalle loro famiglie, circa 130 persone in tutto, che sono arrivate in Gran Bretagna, giovedì scorso, con un volo finanziato da Kim Kardashian. Da settembre infatti i talebani hanno proibito alle donne di fare sport: “fare sport per le donne è contro i principi islamici, è inappropriato e non necessario per loro”. Da quel momento, un gruppo multinazionale di società sportive e di organizzazioni per la difesa dei diritti umani hanno cercato di evacuare le atlete afghane. Ed è stato fatto: un volo è atterrato all’aeroporto di Stansted, nei pressi di Londra, e così le ragazze afghane potranno iniziare una nuova vita in Gran Bretagna. Si dice che la Kardashian abbia intenzione di continuare ad assistere le donne afghane e i cittadini che vogliono lasciare il Paese.

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