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Elezioni 2022, le frasi di Berlusconi e Conte incendiamo gli ultimi istanti della campagna elettorale

Berlusconi sulla guerra: “le truppe russe dovevano entrare, in una settimana raggiungere Kyiv, sostituire con un governo di persone perbene il governo di Zelensky e in un’altra settimana tornare indietro”. Giuseppe Conte dice che bisogna comprendere Putin

Le controverse uscite di Silvio Berlusconi e di Giuseppe Conte sulla guerra in Ucraina e su Vladimir Putin sono uno degli argomenti più scottanti e dibattuti della campagna elettorale a una manciata di giorni all’elezioni 2022. Ieri sera a Porta a Porta il leader di Forza Italia ha difeso il presidente russo e la sua “operazione speciale”, per poi precisare oggi che le sue parole sono state travisate. Anche il leader dei 5S fa discutere.

Berlusconi e l’amico Putin

Il conduttore di Porta a Porta, Bruno Vespa, si è rivolto così Silvio Berlusconi che poi ha spiegato le ragioni dell’invasione russa. “Lei ha avuto un’amicizia sincera con Putin, lo riconosce”, chiede Vespa. Per il leader di Forza Italia il suo amico di vecchia data voleva sostituire il governo di Zelensky con “persone per bene”.

Berlusconi spiega in un passaggio dell’intervista che “Putin è stato spinto dalla popolazione russa, dal suo partito, dai suoi ministri a inventarsi questa operazione speciale (Berlusconi utilizza il termine usato dal Cremlino) per cui le truppe russe dovevano entrare, in una settimana raggiungere Kyiv, sostituire con un governo di persone perbene il governo di Zelensky e in un’altra settimana tornare indietro. Invece hanno trovato una resistenza imprevista e imprevedibile da parte delle truppe ucraine che poi sono state anche foraggiate con armi di tutti i tipi da parte dell’Occidente. Ora la guerra è oltre i 200 giorni, ogni giorno aumentano i morti, la situazione in Ucraina è diventata molto difficile da tenere sotto controllo perché – non ho capito nemmeno perché – le truppe russe si sono sparse in giro per l’Ucraina mentre secondo me dovevano soltanto fermarsi intorno a Kyiv”.

 

Dopo le critiche sono arrivati i tentativi di raddrizzare il tiro e aggiunge che le sue parole sono state semplifica e che riferiva il pensiero di altri. “Siamo e saremo sempre dalla parte dell’Europa, degli USA, dell’Occidente, dell’Alleanza atlantica. Siamo parte del PPE, i vertici dell’Unione europea sono espressi dal nostro partito”, dice Berlusconi su Instagram.

Anche il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani, ha cercato di rimediare alle sconcertanti frasi. “Non c’è alcuna possibilità di dibattito con la Federazione Russa. La Russia ha invaso l’Ucraina, la condanna è netta”.

Il leader della Lega non si espone. “Non mi fate interpretare”, ha detto ai microfoni di RTL.

Le critiche

Immediate le critiche di Letta e degli altri leader avversarsi. “Ho sentito Berlusconi, dice cose fuori luogo e improvvide, ha detto che Putin è stato spinto a intervenire in Ucraina per mettere un governo di persone perbene. Sono frasi gravissime, non è un fraintendimento”, dice il leader del Partito Democratico. “È una parzialità in favore di Putin, una parte del nostro sistema politico, la destra, tutto sommato dice: diamo a Putin quello che vuole, smettiamola con la guerra”, ha aggiunto, come riporta La Stampa.

Per il leader di Azione, Carlo Calenda, le frasi di Berlusconi sono eversive. “Berlusconi dopo le frasi di ieri ci ha portato fuori da ogni alleanza atlantica, sono parole eversive. Ha parlato come un generale di Putin, è una cosa di una gravità totale”.

 

Anche Conte fa discutere

Giuseppe Conte ancora una volta pare molto disponibile e aperto a comprendere le ragioni di Putin che lo hanno spinto ad attaccare e a invadere uno Stato sovrano. Il leader del M5S si dichiara favorevole alle sanzioni alla Russia e alle armi all’Ucraina ma spinge per il negoziato di pace. “Macron ha tentato, ma è rimasto isolato. Noi abbiamo detto sì agli aiuti militari, ma manca qualcuno che dia una mano per il negoziato di pace. Bisogna costringere tutto a sedersi al tavolo. Mentre ora stiamo accettando il rischio delle armi nucleari che i russi hanno”, dice Conte. “Le sanzioni? Dobbiamo mantenerle per principio, ma serve un negoziato di pace, è l’unica via di uscita, è ovvio che la Russia si muove in una logica che va afferrata, non giustificata, si parla di sicurezza di un territorio limitrofo, si parla di minoranze russe”, ha aggiunto.

Letto lo attacca su tutta la linea. “Putin ora è all’angolo. Per questo, come un animale ferito, è più pericoloso. La mobilitazione dei riservisti russi è un segnale di enorme debolezza. Bisogna tenere i nervi saldi e sostenere ogni iniziativa portata avanti dalle Nazioni Unite e dall’Europa. L’ultima cosa da fare è prendersela con Zelensky, come incredibilmente ha fatto Conte, o cercare attenuanti alla condotta criminale di Mosca”, dice Letta. “La pace non è resa incondizionata all’aggressore, non è inginocchiarsi davanti a un regime che ammazza e bombarda, imprigiona e uccide dissidenti e giornalisti, stupra donne e deporta bambini”, ha aggiunto.

 

 

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Editor: Lorenzo Bossola

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