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Elezioni politiche 2022: le minacce di Putin al centro della campagna elettorale

Le reazioni dei politici italiani alle minacce di Putin. Conte: «Il reddito di cittadinanza è voto di scambio? Accuse ridicole»

Mancano ormai pochi giorni alle elezioni politiche italiane del 25 settembre 2022. E a soli tre giorni alle urne, al centro della campagna elettorale i politici iniziano a pensare seriamente alle ultime minacce del Presidente russo Vladimir Putin. Infatti, quest’ultimo ha annunciato ieri la mobilitazione parziale della Russia dichiarando in diretta tv: «L’Occidente vuole distruggerci. L’Occidente è andato ben oltre i limiti dell’aggressione alla Russia. Sono loro a ricattarci sull’uso delle armi atomiche. Io all’Occidente dico: abbiamo tantissime armi con cui rispondere. E useremo ogni risorsa per difendere il nostro popolo».

Le reazioni dei politici alle minacce di Putin: parla Meloni

Giorgia Meloni ha sottolineato che la sua posizione riguardo le sanzioni verso la Russia non cambia: «Se io andrò a Palazzo Chigi, la linea politica estera dell’Italia non cambia».

La leader di Fdi aggiunge a Mattino Cinque: «Io penso che il governo italiano abbia fatto tutto quello che andava fatto e che l’Italia non debba discostarsi dalle decisioni della comunità internazionale. La guerra in Ucraina è la punta dell’iceberg di un piano per il cambiamento dell’assetto geopolitico mondiale. Se anche noi decidessimo di ritirarci dalle sanzioni, il resto dell’Occidente andrebbe avanti e noi saremmo isolati». E aggiunge: «Se l’Ucraina cadesse, il grande vincitore oltre alla Russia di Putin sarebbe la Cina. La ragione di metodo, invece, è che ritengo una differenziazione della posizione italiana non cambierebbe ai fini del conflitto, se decidessimo di ritirare le sanzioni e di non dare le armi, e saremmo considerati l’Italia spaghetti e mandolino e inaffidabile».

Letta: «Putin felice se vince la destra»

Mentre il segretario del Pd Enrico Letta ha affermato: «Se vince la destra, Putin sarà l’uomo più felice del mondo». Per il segretario dem la leader di Fratelli d’Italia «lavora per sfasciare la nostra Europa». Poi aggiunge: «c’è un euroscetticismo sostanziale come si vede nella volontà ribadita in molti casi di indebolire l’integrazione europea dove possibile». Per il segretario del Pd «quando l’Europa viene indebolita da posizioni come quella di Meloni e Orban produce un risultato per cui la difesa dell’Ucraina è insufficiente».

Luigi Di Maio: «Sono deluso da Conte»

Per Luigi Di Maio, che ha lanciato da poco il nuovo partito Impegno Civico, quelle di Vladimir Putin «sono parole preoccupanti e questo è il motivo per cui abbiamo chiesto chiarezza a tutte le forze politiche di schierarsi contro Putin. Abbiamo visto tante ambiguità in questi mesi da parte di Salvini e Conte. Su Conte sono veramente deluso: il grande flirt con Putin ha messo in discussione la sicurezza degli italiani», ha dichiarato Di Maio, mentre Giuseppe Conte, invece, attacca Mario Draghi: «È accodato a Washington, lavoriamo per la pace».

«Putin sta poi giocando con i rubinetti del gas e per questo dobbiamo fare il tetto massimo al prezzo del gas e un decreto taglia-bollette che almeno paghi l’80% alle bollette di imprese e famiglie», ha aggiunto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, a Mattino Cinque.

Giuseppe Conte: «Meloni dice che compriamo i voti per i sussidi»

Al centro della campagna elettorale anche il Sud. «Meloni dice che compriamo il voto con i sussidi? Voglio dirglielo in napoletano, a lei, a Salvini, a Renzi: non tengono scuorno», sottolinea Giuseppe Conte.

«Il reddito di cittadinanza è voto di scambio? È un’accusa ridicola perché stiamo parlando di un sistema di protezione sociale che esiste in tutti i Paesi occidentali, noi lo abbiamo introdotto tardi. Veramente mi fa specie che Meloni, Renzi e altri si siano intestati questa guerra contro i poveri, loro che guadagnano 500 euro al giorno». Lo ha detto il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ieri a Napoli. «Arriviamo addirittura al paradosso e alla vergogna più assoluta: l’altro giorno in Parlamento è stata votata una norma, in piena campagna elettorale, che alza lo stipendio dei dirigenti dello Stato, che è già di 10mila euro netti. L’hanno votata Forza Italia, Italia Viva e il Pd, non tengono scuorno. E poi fanno la guerra a chi prende 500 euro al mese per sopravvivere. Vergogna», ha aggiunto Conte.

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Editor: Vittoria Ferrari

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