Mame: elle Huppert film weekend
Cinema,  Spettacolo

ELLE: LA MAGNIFICA HUPPERT E GLI ALTRI FILM DEL WEEKEND DAL 24 AL 26 MARZO

Horror e thriller nel segno di ‘Elle’, film d’autore di Paul Verhoeven e ‘La cura del benessere’ di Gore Verbinski. Si ride invece con ‘Non è un paese per giovani’ e lo spensierato ‘Slam’, tratto da un romanzo di Nick Hornby

ELLE: Se scrivessimo un tema su come condensare, con successo, il fisique di role di Isabelle Huppert e il cinema di Verhoeven, che da sempre tratta dei conflitti e delle inesplorate affinità tra violenza, sessualità e potere, il risultato perfetto sarebbe proprio ‘Elle’, uno psicodramma che racconta della vittima di uno stupro che si ritrova a dover convivere quotidianamente con la minaccia del suo assalitore. Ecco ‘Elle’, ed ecco una dinamica servo-padrone non certo nuova cinematograficamente (‘Il portiere di notte’ sale in mente a tutti, ovviamente) che racconta un mondo alla Michael Haneke, liberato però del suo sadico pessimismo e restituito alla spettacolare galleria visivo-ormonale di ‘Basic Istinct’, certo il film più noto del regista olandese. ‘Elle’ è un film provocatorio che arriva dritto al bersaglio: un viaggio tortuoso, fosco e affascinante nella perversione umana, con una splendida direttrice d’orchestra, Isabelle Huppert, dotata di un’aura attoriale che diventa sempre più forte, di anno in anno, di film in film.

NON E’ UN PAESE PER GIOVANI: Da Franco e Ciccio fino a Ficarra e Picone passando per la storia dei due brillanti laureati senza futuro raccontata in ‘Santa Maradona’ e in (quasi) tutti i film del primo Salvatores. ‘Non è un paese per giovani’ non è un film per giovani, ma per perenni ex-giovani che non ne vogliono sapere di invecchiare e mantengono costante nella loro testa l’idea di un isola, Cuba, luogo mitico in cui le donne sono avvenenti e disponibili e l’economia nazionale ha un desiderio insaziabile di baracchini sulla spiaggia gestiti da italiani con la sindrome di Peter Pan. Certo, Veronesi ridicolizza lo stereotipo, inevitabile farlo, ma la commedia si apre e chiude nel gesto della caricatura e va poco oltre.

LA CURA DEL BENESSERE: Fortuna vuole che Gore Verbinski abbia abbandonato il progetto legato al seminale ‘The Ring, naufragato ormai al suo secondo, inutile, sequel. Non avrebbe forse avuto l’occasione di dirigere questo interessante body horror: In ‘La Cura del Benessere’ riscopriamo, proprio come in The Ring, il tema della minaccia del corpo-fantasma, l’elemento acquatico che rende indistinguibili le dimensioni di vita e morte e che conserva la vita a costo di cassarla. Il tutto aggiornato ad una delle nuove frontiere del cinema di genere, fuoriuscito dalla covata malefica di David Cronenberg: i (meno) talentuosi allievi alla Tom Six (‘Human centipede’) ed Eli Roth.

LIFE – NON OLTREPASSARE IL LIMITE: Un team di scienziati a bordo della spedizione dell’International Space Station scopre una forma di vita capace di evolversi a velocità straordinaria capace di causare estinzione su Marte e minacciare la truppa e la Terra stessa. Lo spazio come minaccia (il tema dell’alieno-diverso, la metafora del vuoto, della dissoluzione, i pericoli della maternità) sta tornando in auge, si veda tra i tanti i film ‘Gravity’, ‘Arrival’ e il ritorno di ‘Alien’. ‘Life’ è meno filosofico dei citati; si ferma e si accontenta della superficie della suspense.

SLAM: TUTTO PER UNA RAGAZZA: Nick Hornby e i suoi romanzi, intelligenti e leggeri, sono stati già ‘preda’ di adattamenti dalla macchina da presa nel corso degli ultimi anni, con ‘Alta fedeltà’, ‘Febbre a 90°‘, ‘About a Boy’ ed altri ancora. Con ‘Slam‘ passiamo dai trentenni nostalgici e ‘dolcemente complicati’ dei suoi romanzi più famosi alle avventure di un teenager che ama lo skateboard e si complicherà la vita salendo sulle montagne russe dell’amore. Il film (tutto italiano) di Molaioli è allegro, sorridente e merita la visione.

VICTORIA: Victoria’ è la storia di una ragazza spagnola traferitasi a Berlino, dove vivrà un incubo con il suo neo fidanzato tedesco. Un thriller – che esce con colpevolissimo ritardo nelle sale italiane – innovativo e al cardiopalma. Fa centro nel film il personaggio, disegnato alla perfezione, e la gelida atmosfera berlinese, che ribalta il luogo comune che vuole la capitale tedesca come il naturale nido dei giovani rifugiati creativi di tutta Europa.  Da vedere.

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