esher scale
Arte,  Cinema

ESCHER SCALE VERSO L’INFINITO MATEMATICO

 

ESCHER SCALE VERSO L’INFINITO

Escher viaggio nell’infinito, è in sala il documentario dedicato al grande incisore olandese  famoso in tutto il mondo per le sue opere, ispirate ai principi della matematica.  Sono spesso caratterizzate da una moltiplicazione apparentemente infinita di punti di vista, come nelle famose “scale”.

Il film è diretto e prodotto da Martin Lutz in collaborazione con la Fondazione Escher e distribuito in Italia da Feltrinelli Real Cinema e Wanted Clan. Escher viaggio nell’infinito ripercorre la biografia dell’artista e analizza la sua produzione creativa, seguendone l’evoluzione  fino alla realizzazione delle sue opere più complesse.

 

ESCHER SCALE, SFERE, VOLTI : LE OPERE

Tra le opere analizzate ci sono  Mano con sfera riflettente, Vincolo d’amore, Metamorfosi I e II e soprattutto Relatività, l’opera più famosa in cui si incrociano scale metafisiche in ogni direzione.

Grazie ad un sapiente utilizzo dell’animazione, Escher viaggio nell’infinito permette allo spettatore di entrare nella complessità tridimensionale delle opere.

Il documentario mostra la ricerca ossessiva della rappresentazione dell’infinito attraverso le regole matematiche e racconta la sua influenza sulle arti grafiche e visive successive, anche negli aspetti più pop.

FILM SU E.M. ESCHER CAST

Escher viaggio nell’ l’infinito, nel documentario il regista ha scelto di far parlare direttamente l’artista, ricostruendo la sua vita attraverso lettere, interviste e appunti.  Secondo Escher, infatti, “c’è una sola persona capace di fare un film su di me e la mia opera: io stesso”. A dare voce ad Escher è l’attore britannico Stephen Fry.

Per mantenere la dimensione privata del racconto, le interviste si limitano ai figli dell’artista George e Jan, rispettivamente di 93 e 81 anni, e la nuora Liesbeth. L’unico personaggio pubblico coinvolto è Graham Nash, musicista inglese appartenente alla famosa band Crosby, Still & Nash nonchè fotografo.

Nash dichiara come la scoperta dell’opera di Escher gli abbia cambiato la percezione delle cose. Racconta poi di una telefonata avuta con l’artista olandese che negò decisamente di essere un artista, definendosi con orgoglio “un matematico”.

BIOGRAFIA DI E.M. ESCHER

E.M. Escher (1898 -1972), inizialmente avviato dalla famiglia alla carriera di architetto, riuscì grazie all’intervento di un suo insegnante a scoprire la passione per la grafica e l’incisione del legno e a farne la sua professione. Tutti ormai conoscono le sue opere ma pochi sanno che l’artista olandese visse in Italia, dove incontrò la futura moglie Jetta.

Abitò più di dieci anni a Roma, che abbandonò a metà degli anni ‘30 in polemica con il regime fascista. Si recò quindi in Svizzera per poi tornare definitivamente in Olanda. La fortuna internazionale di E.M. Escher come artista arriva dopo la seconda guerra mondiale, grazie alle interviste sulle riviste americane Time e Life. Le sue incisioni influenzano molti artisti, come gli esponenti della pop art. Affascinano i giovani degli anni ’70 che vi ritrovano tracce di psichedelia.

Diventano velocemente oggetto di merchandising, anche non autorizzato, cosa su cui lo stesso Escher ironizza bonariamente. Dopo la sua morte nel 1972, le sue opere continuano ad essere oggetto di culto per i suoi ammiratori e di studio da parte di scienziati, matematici e cristallografi.

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