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Gas russo, dalla “tempesta globale” alle borse in calo

La borsa di Milano apre in forte calo a seguito delle minacce russe all’Europa. La “tempesta globale” e la chiusura del Nord Stream 1 anticipano le mosse dell’EU e i mercati finanziari crollano

Questa mattina le borse europee, quella di Milano in particolare, sono state affossate della guerra non guerreggiata tra l’EU e la Russia attorno al gas. In attesa di nuove sanzioni dell’EU, Mosca gioca d’anticipo chiudendo il gasdotto Nord Stream 1 e minaccia che le azioni europee porteranno a una “grande tempesta globale”.

Il prezzo del gas sale, le borse scendono

La borsa italiana a Milano è quella che preoccupa di più. Poco dopo l’apertura ed ecco che perde già il 2,28% e segna 21.422 punti. Le vendite nel listino colpiscono soprattutto le banche: Unicredit perde il 4,4%, Banco Bpm il 3,8%, Bper il 3,6% e Intesa il 3,5%.

Non molto meglio le altre borse europee principali. Il Ftse 100 di Londra cede lo 0,74%, il Cac 40 di Parigi il 1,93% a 6.048 punti e il Dax di Francoforte l’1,71% a 12.827 punti.

Contemporaneamente, l’Euro tocca il minimo storico del 2002 sul dollaro a 0,98 e si attesta a 0,99. Il calo dell’Euro sul dollaro è ormai una tendenza consolidata da inizio anno che riduzione la capacità d’acquisto degli europei sul mercato globale.

Con la chiusura del gasdotto Nord Stream 1, prima per controlli di routine per tre giorni poi per tempo “indefinito”, la Russia ha di fatto interrotto la fornitura di gas all’Europa. Di conseguenza il prezzo del gas, scambiato al TTF di Amsterdam, raggiunge i 290 euro al megawattora (+30% circa) per poi scendere a 254,70 euro al megawattora. La mancanza di gas russo contrae le borse in attesa di una risposta coordinata come la proposta del tetto al prezzo del gas che sta trovando consensi anche in Germania e nei Paesi Bassi.

Come riporta l’Ansa, lo stoccaggio di gas in Europa ha raggiunto l’81,55% della capacità totale con la Germania all’85,55% e l’Italia all’83,74%.

La tempesta globale

Secondo il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, sta per abbattersi una “grande tempesta globale” per colpa dell’Occidente delle sanzioni contro la Russia in seguito alla guerra in Ucraina.  L’interruzione del gasdotto, secondo i russi, è dovuta alle sanzioni che hanno impedito la corretta manutenzione in particolare delle stazioni di compressione di Portovaya, nei pressi di San Pietroburgo. Secondo il premier ucraino Zelensky, Putin utilizza questo guasto come arma per minacciare l’Europa intera: “La Russia vuole distruggere la vita normale di ogni europeo, in tutti i Paesi del nostro continente. Vuole indebolire e intimidire tutta l’Europa, ogni Stato”. L’unica arma per contrastare la mancanza di gas è colpire le entrate economiche di Mosca e il tetto al prezzo del metano, non a caso, è una mossa sul tavolo a Bruxelles.

Foto di copertina: Reuters

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Editor: Lorenzo Bossola

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