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Gucci, Alessandro Michele lascia: “Finisce uno straordinario viaggio”

Ora è ufficiale, Alessandro Michele non è più il direttore creativo di Gucci

Ieri sera il gruppo Kering, di cui fa parte Gucci, ha rilasciato un lungo comunicato che conferma il “divorzio” con il direttore creativo Alessandro Michele.

Alessandro Michele fa un passo indietro

Dopo le indiscrezioni arriva anche la conferma ufficiale del gruppo Kering. Ieri, infatti, alle 20.30, a borsa chiusa, il gruppo, cui fa capo Gucci, comunica l’interruzione del rapporto lavorativo con Alessandro Michele.

“Gucci annuncia che Alessandro Michele lascia il ruolo di Direttore Creativo di Gucci. Alessandro Michele è stato alla guida del team creativo della Maison dal 21 gennaio 2015 e ha ricoperto un ruolo fondamentale nel rendere Gucci quella che è oggi, grazie alla sua creatività rivoluzionaria e sempre nel rispetto dei codici del brand”, si legge nel comunicato.

“Ho avuto la fortuna di incontrare Alessandro alla fine del 2014. Da allora abbiamo avuto il piacere di lavorare fianco a fianco, mentre Gucci tracciava il suo percorso di successo, nel corso di questi ultimi otto anni. Voglio ringraziare Alessandro per il suo impegno ventennale in Gucci e, per la sua visione, dedizione e amore incondizionato per questa Maison unica, negli anni da Direttore Creativo”, dice il presidente e CEO di Gucci Marco Bizzarri.

Il presidente e CEO di Kering, François-Henri Pinault, ha aggiunto: “La strada che Gucci e Alessandro hanno percorso insieme negli ultimi anni è unica e rimarrà un momento eccezionale nella storia di questa Maison. Sono grato ad Alessandro per aver portato così tanto di sé in questa avventura. La sua passione, la sua immaginazione, il suo ingegno e la sua cultura hanno messo Gucci al centro della scena, al posto che merita. Gli auguro tutto il meglio per il prossimo capitolo del suo viaggio creativo”.

Le dichiarazioni di Alessandro Michele

Alessandro Michele ha deciso di affidare le sue parole anche a post su Instagram.

“Ci sono momenti in cui le strade si separano in ragione delle differenti prospettive che ciascuno di noi può avere. Oggi per me finisce uno straordinario viaggio, durato più di venti anni, dentro un’azienda a cui ho dedicato instancabilmente tutto il mio amore e la mia passione creativa. In questo lungo periodo Gucci è stata la mia casa, la mia famiglia di adozione. A questa famiglia allargata, a tutte le singole persone che l’hanno accudita e sostenuta, va il mio ringraziamento più sentito, il mio abbraccio più grande e commosso. Insieme a loro ho desiderato, sognato, immaginato. Senza di loro niente di tutto quello che ho costruito sarebbe stato possibile. A loro quindi il mio augurio più sincero: che possiate continuare a nutrirvi dei vostri sogni, materia sottile e impalpabile che rende una vita degna di essere vissuta. Che possiate continuare a nutrirvi di immaginari poetici ed inclusivi, rimanendo fedeli ai vostri valori. Che possiate sempre vivere delle vostre passioni, sospinti dal vento della libertà”.

 

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Le ragioni del divorzio

Alessandro Michele è entrato in Gucci nel 2002 e nel 2015 è diventato il direttore creativo della casa di moda. Da allora, ha aiutato il marchio a fatturare circa 10 miliardi di euro, quasi il 50% del fatturato del gruppo Kering. Ma le cose negli ultimi tempi non sono andate come sperato. Da una parte, c’è chi gli ha imputato, come François-Henri Pinault, una svolta troppo personalistica del brand con l’introduzione di fiocchi e pizzi per uno stile iper “romantico”. Il presidente di Kering gli avrebbe dunque chiesto un ripensamento della direzione creativa e stilistica senza trovare, però, il benestare di Alessandro Michele. Dall’altra parte c’è la questione finanziaria. Gucci nell’ultimo anno e mezzo ha fatturato sotto le aspettative e, soprattutto, ha performato peggio rispetto agli altri brand del gruppo, come Balenciaga, Saint Laurent e Bottega Veneta. Unendo la divergenza di visione al rallentamento delle prestazioni economiche il “divorzio” era l’unica soluzione possibile.

 

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Alessandro Michele

Gucci

Foto di copertina: Reuters

 

Editor: Lorenzo Bossola

 

 

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