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Storia

I due Kennedy e l’assassinio di Marilyn: a 60 anni dalla sua morte, il caso è ancora aperto

La morte di Marilyn Monroe e il mistero durato 60 anni: riapriamo il caso sulla base del libro di Franck Capell

Sono passati 60 anni dalla misteriosa morte di Marilyn Monroe, attrice e sex symbol internazionale amatissima in tutto il mondo. Eppure, il caso sulla scomparsa è tutt’altro che chiuso. Deceduta a soli 36 anni di età la notte tra il 4 e il 5 agosto del 1962, Marilyn Monroe è infatti andata incontro a una morte che cela tuttora grandi interrogativi.

Ad offrire spunti interessanti sul caso, però, c’è La strana morte di Marilyn Monroe di Frank Capell. Sulla pubblicazione di questo libro, che risale al 1964, si appuntano alcune delle carte desecretate da Trump sul caso Kennedy. L’autore, direttore responsabile di Herald of Freedom, un periodico di forte impostazione anticomunista, ha interessato parecchio l’Fbi e gli apparati di sicurezza degli Stati Uniti, che ne hanno esaminato le idee e le ipotesi sulla scomparsa dell’attrice.

Secondo Capell, si sarebbe trattato di una cospirazione che vedeva convergere gli interessi dei sovietici e la necessità di coprire la relazione della Monroe con Bob Kennedy, il kid brother, fratello minore di John Fitzgerald e da questi voluto nella carica di General Attorney, Ministro della Giustizia.

Ecco che cosa è successo davvero e come è Morta Marilyn Monroe: nel giorno dell’anniversario della sua scomparsa, la ricordiamo così.

Marilyn innamorata e il caso sulla sua morte della Monroe

Marilyn innamorata di John il presidente a lui cantava«Happy birthday to you, Happy birthday Mr. President…» il 29 maggio 1962 al Madison Square Garden di New York, per festeggiare il quarantacinquesimo compleanno di John Fitzgerald Kennedy. Diventata imbarazzante per il Presidente sarebbe stata scaricata su Bob, il fratello, diventato il potentissimo General Attorney, Ministro della Giustizia. Già tre anni prima, l’esibizione di Marlyn in “A qualcuno piace caldo” (la famosa sequenza del brano I Wanna Be Loved by You, interpretato dalla stessa attrice tre anni prima) sembrava il prologo di quella storia d’amore impossibile tra i due, che finì con la morte di Marilyn. Ma fu un suicidio o omicidio?

Marilyn era stata dirottata a Bob il fratello pronto a missioni di copertura del Presidente, visto la straordinaria presenza nella scena americana di Marilyn l’amante che tutti gli americani avrebbero voluto avere.

Di certo i servizi di intelligence erano sul chi vive, vista la frequentazione di Marilyn di Arthur Miller, il drammaturgo autore di Morte di un commesso viaggiatore. Miller – che aveva dovuto sottoporsi alle udienze del al famigerato HUAC (House Committee on Un-American Activities, commissione d’inchiesta sulle attività anti-americane) del senatore McCarthy, responsabile della compilazione di vere e proprie “liste nere” che tolsero il lavoro a migliaia di persone –, al contrario di molti atri, affrontò i controlli senza tradire nessuno. Nello stesso periodo, Marilyn passava vorticosamente da un uomo all’altro.

La domanda spontanea viste le carte recentemente desecretate da Trump

La domanda spontanea viste le carte recentemente desecretate da Trump, è se ci sia stato un legame con l’assassinio di Dallas che avrebbe potuto includere le attività della Cia, la crisi cubana e la lotta alla criminalità organizzata dal Generale Attorney Bob Kennedy.

Tutta  la carriera di Marilyn Monroe si è sviluppata nella fase più acuta della Guerra Fredda. Nel 1954 la si ritrova a Seul, per intrattenere i Marines che combattevano in Corea. Ovvero nel primo di quei conflitti in tempo di pace che vedevano gli Stati Uniti reagire militarmente all’avanzata del comunismo in Asia e nei Paesi del Terzo Mondo.

I  Kennedy con la “dottrina della controinsurrezione”, cercavano di’evitare la guerra nucleare con una contrapposizione  ai tentativi di espansione sovietica attraverso le  guerre di liberazione nazionale. Per finire all’estremo, con l’America a impegnata  nel Vietnam, in una guerra dagli esiti disastrosi.

Il presunto omicidio, mascherato da suicidio, di Marilyn Monroe è stato il tragico effetto secondario di qualcosa di complesso che avrebbe potuto includere le attività della Cia, la crisi cubana e la lotta alla criminalità organizzata da Generale Bob Kennedy?

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Marlyn Monroe

Dottrina della controinsurrezione: la morte di Marilyn Monroe avvolta nel mistero dopo 60 anni

Essa consisteva nell’evitare la guerra nucleare con una contrapposizione capillare a ogni tentativo di espansione sovietica attraverso le cosiddette guerre di liberazione nazionale. Portata all’estremo, la dottrina spinse l’America a impegnarsi disastrosamente nel Vietnam. Sulla morte di Marilyn non si è mai riusciti a fare chiarezza definitiva.

La scena e le circostanze della sua fine non convinsero mai completamente. Perché, se era morta a mezzanotte, il dottor Ralph Greenson, psichiatra, e Eunice Murray, un’infermiera diplomata che lavorava da poco per la Monroe, chiamarono la polizia solo alle 4 del mattino? Che ci faceva uno psichiatra e non un medico generico a casa dell’attrice?

Era solo una coincidenza che un figlio della Murray fosse agente della CIA? Si tenga conto che è prassi consolidata per l’Agenzia ricorrere alla collaborazione fra parenti in operazioni speciali, perché la cosa garantirebbe un margine maggiore di sicurezza. Perché Bob Kennedy convocò Pat Newcomb, l’assistente della Monroe, nella tenuta di famiglia di Hyannis Port? Perché lo assunse al Dipartimento della Giustizia inviandole biglietti galanti firmati “Charlie Pleasant”?

Sotto il profilo necroscopico: le incongruenze sul caso Marilyn Monroe

Sotto il profilo necroscopico poi, le incongruenze erano incredibili. Causa ufficiale della morte di Marilyn Monroe furono il Nembutal e l’idrato di cloralio. Ma il dottor Thomas Noguchi non trovò tracce di queste sostanze nell’apparato digerente della donna. Ultimamente è spuntata l’ipotesi di una supposta velenosa. Il che non sarebbe in contrasto con l’inspiegabile scomparsa degli organi intestinali dal cadavere.

Quali, infine, gli esecutori e i mandanti.

Le ipotesi fin qui emerse sono tre. La prima è quella di un coinvolgimento diretto dei Kennedy. Dopo che anche Bob l’ha scaricata, si vogliono evitare le minacciate dichiarazioni pubbliche della Monroe. La seconda vede in azione la Cia, che attraverso le intercettazioni ha scoperto che l’attrice sa di troppe “sporche faccende” dalle sue conversazioni con Bob. La terza, più elaborata, si riferisce a Jimmy Hoffa e la mafia.

Per incastrare il Procuratore Generale

Per incastrare il Procuratore Generale e convincerlo a desistere dalla sua lotta alla criminalità organizzata, lo si sarebbe attirato a casa di Marilyn Monroe. Marilyn sarebbe stata piena di barbiturici per inscenarne un tentativo di suicidio e filmare la scena con la presenza di  Bob Kennedy. Secondo questa tesi, il Procuratore Generale non si presentò, fiutando la trappola.

Con la pubblicazione delle carte secretate, la morte della Monroe viene collegata all’assassinio di Kennedy. E, per una delle altre inquietanti coincidenze che Jung definì sincronica, la Monroe assistette in Tv all’insediamento del Presidente Kennedy mentre lei si trovava all’aeroporto di Dallas.

A 60 anni dalla sua morte, dunque, non possiamo ricordare Marilyn Monroe per il mito che è stata e che rimane. Nonostante la nebbia che ancora avvolge la sua scomparsa.

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