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IL DUOMO DI PIACENZA AFFRESCATO DAL GUERCINO

Il Guercino affrescò la cupola del Duomo di Piacenza tra il 1626 e 1il 1627. Oggi con una salita di 160 gradini, per antiche scale interne medioevali, si possono vedere da vicino gli affreschi a 40 metri di altezza.

Il Guercino realizzò otto vele in tutto, con i profeti, episodi dell’infanzia di Gesù e sensuali Sibille. Un opera visibile dal 4 Marzo fino al 4 Giugno.

La salita richiede pazienza, ammessi solo piccoli gruppi di visitatori per ogni ascensione, e buone capacità motorie perchè alcuni passaggi delle scale sono stretti e ripidi ma grazie ad una organizzazione attenta non c’è nulla di difficile.  Precede la salita una camera multimediale  con uno schermo avvolgente dove si proietta un filmato che scandisce i tempi di realizzazione degli affreschi, le tecniche ed i particolari riprodotti.

La giornata a Piacenza si apre con la visita di una piccola mostra ma con opere selezionate a Palazzo Farnese, una ventina in tutto scelte dai curatori, Antonella Gigli e Daniele Benati.

La mostra, collocata, all’interno della Cappella ducale di Palazzo Farnese, ha opere molto importanti come  Et in Arcadia ego (1618), il San Matteo e l’angelo (1622), il Cristo risorto che appare alla Madre (1628-30),  La morte di Cleopatra (1648).

A margine della presentazione dell’evento abbiamo intervistato il Dott. Massimo Toscani,  Presidente della Fondazione Piacenza e Vigevano, che ha fortemente voluto questo evento:

Domanda: Dott. Toscani come è nato questo evento?

“La nostra idea era quella di un intervento attivo per valorizzare le risorse locali, cosa che ha permesso alla Fondazione Piacenza e Vigevano di essere la capofila di numerosi enti e privati che hanno investito nel progetto. Ben diverso dall’acquistare una mostra già chiusa ed impachettata, semplicemente da sponsorizzare, senza alcuna ricaduta positiva sul territorio se non l’afflusso di visitatori alla sola mostra.

Al contrario dopo questo progetto il percorso in Duomo resterà, così come la camera multimediale per valorizzare qualcosa che possediamo”.

D: Altri benefici per il territorio?

“Certamente, l’idea è quella di creare un occasione non solo per restare a Piacenza il tempo stretto da dedicare alla mostra al Farnese e alla ascensione in Duomo. Lavoriamo perchè i visitatori dedichino una giornata intera o due, si stanno allestendo pacchetti per la visita ai castelli del piacentino, ci saranno una serie di eventi collaterali per motivare la permanenza come concerti serali in Duomo.

Le anticipo anche che come Fondazione del Notariato siamo riusciti ad organizzare dal 21 di Aprile una mostra dei Testamenti dei grandi italiani tra i quali Garibaldi, Cavour per finire al testamento di Gianni Agnelli. Lo spirito è quello di creare tanti eventi di contorno a quello principale per motivare sempre più la visita di Piacenza e del suo territorio.

Come ho evidenziato nel mio intervento alla conferenza stampa abbiamo creato un evento che apra al turismo regionale, non esiste solo il turismo della grandi città. Dobbiamo far conoscere anche all’estero il patrimonio della provincia italiana che è straordinario e poco conosciuto persino agli stessi abitanti”.

 

 

 

 

 

 

 

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