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Inchiesta Fondazione Open: per Renzi è fuorilegge e viola la Costituzione

Nuovi dettagli dell’inchiesta su Fondazione Open: Renzi accusa i magistrati per incostituzionalità

Da alcune settimane si è tornati a parlare dell’inchiesta sulla Fondazione Open, che dal 2012 al 2018 finanziò parte delle attività di Matteo Renzi, ex segretario del PD. Aperta dalla procura di Firenze, l’inchiesta si è arricchita di dettagli con la pubblicazione da parte di vari giornali delle 92mila pagine dell’indagine.

L’inchiesta ha preso il via nel 2018 e si è chiusa a metà dell’ottobre scorso: tra gli indagati vi sono Renzi e alcuni dei suoi più stretti collaboratori. L’accusa principale è che il leader di Italia Viva abbia usato la Fondazione Open come appendice del PD per riceverne dei finanziamenti illeciti.

Inchiesta Fondazione Open: le accuse a Renzi

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La procura di Firenze ritiene che vi siano 7 milioni di euro raccolti dalla fondazione per “sostenere l’attività politica di Renzi, Lotti e Boschi e della corrente renziana”. Secondo la pubblica accusa, Open avrebbe dovuto seguire le norme sui finanziamenti ai partiti, ma questo non sarebbe avvenuto.

L’inchiesta è stata spesso al centro di critiche per la natura invasiva delle indagini. Per due anni sono state intercettate una serie di persone del circolo più vicino a Renzi. Certi dettagli, come i dati dell’estratto conto di Renzi, sono anche finiti su alcuni giornali. Lo stesso leader di Italia Viva l’ha definito come un danno alla propria immagine pubblica.

Anche la Corte di Cassazione ha avuto da ridire sull’approccio acquisito dalla procura del capoluogo toscano.

Fondazione Open: per Renzi non c’è illegittimità

Da due anni Renzi respinge tutte le accuse. Secondo lui Fondazione Open non si può considerare come un partito perché non finanziava solo attività politiche, ma anche di altra natura, come ad esempio la Leopolda.

Nell’inchiesta sono presenti anche altre accuse. Ad emergere sono stati dei pagamenti ricevuti da Renzi in qualità di conferenziere in Arabia Saudita, un Paese governato da monarchia autoritaria. Dai dati del conto corrente di Renzi si quantificano circa 87 mila euro ricevuti dalla monarchia saudita per alcuni suoi discorsi tra il 2018 e il 2020.

È inusuale che un politico che fa ancora attività nel proprio Paese, per altro come senatore, abbia certi contatti con un Paese estero. In riferimento a quest’accusa, Renzi ricorda di non aver violato nessuna legge e di aver intrapreso questa carriera di conferenziere dopo aver lasciato il governo.

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Renzi: inchiesta che viola la Costituzione

Il leader di Italia Viva contesta quello che indica un “accerchiamento pregiudiziale” messo in atto dalla procura e da alcuni giornali. Ha ritenuto inaccettabili le persecuzioni e le violazioni della sua privacy, alludendo anche al consenso di alcuni magistrati che cercherebbero di accanirsi su di lui.

Renzi vorrebbe una certificazione che attesti la violazione della Costituzione da parte della procura fiorentina sulle leggi democratiche. Se questo dovesse avvenire, si verificherebbe uno scontro tra politica e magistratura che si risolverebbe solo presso la Corte Costituzionale.

 

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