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Inchiesta plusvalenze fittizie Juve: quali sono e che cosa rischia il club bianconero?

Plusvalenze fittizie Juve: le 42 operazioni sospette e cosa rischia davvero il club bianconero

Calcio, il caso plusvalenze Juve: il club bianconero è sotto inchiesta per 42 affari fittizi. Ecco quali sono e cosa rischia la Juventus in caso di conferma delle operazioni sospette.

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Plusvalenze Juve: quali sono le operazioni sospette?

La recente storia del calciomercato include numerose operazione sospette, spesso volte a nascondere problemi di natura economico-finanziaria. Da alcuni anni la questione plusvalenze è stata regolamentata e tutte le operazioni sono sempre sotto l’attenzione degli organi federali. È in questo contesto che si inserisce l’inchiesta che è stata aperta su ben 42 operazioni sospette della Juve attuate negli ultimi anni e finite nel mirino degli investigatori: una delle principali indagini riguarda la trattativa che nel 2020 portò Miralem Pjanic al Barcellona e Arthur Melo in bianconero: il bosniaco, iscritto a bilancio per 17,5 milioni, fu ceduto a 63, generando una plusvalenza da 44 milioni circa. Il tutto, senza incassare un euro, perché fu contestualmente acquistato il brasiliano, valutato 73 milioni. Clicca qui per scoprire la lista delle 42 operazioni sospette della Juventus.

L’obiettivo della Guardia di Finanza è quello di accertare se i valori assegnati ai giocatori oggetto degli scambi sono stati “fraudolentemente maggiorati“. Fra gli indagati ci sono i vertici del club bianconero: dal presidente Andrea Agnelli, al vicepresidente Pavel Nedved, oltre che all’ex direttore sportivo Fabio Paratici, ora trasferitosi al Tottenham. Il giro di affari su cui si stanno concentrando gli investigatori ammonta a 282 milioni di euro in tre anni (ma secondo gli ultimi aggiornamenti la cifra si alzerebbe a 322 milioni).

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Paratici, Nedved e Agnelli
È quanto scritto nel decreto di perquisizione disposto dalla Procura di Torino:

 “Sin dai primi accertamenti sono emersi indizi precisi e concordanti per ritenere che i valori sottesi ai trasferimenti in questione non siano stati oggetto di una fisiologica trattativa di mercato ma che si sia di fronte a operazioni sganciate da valori reali di mercato, preordinate e attestanti ricavi meramente ‘contabili’ in ultima istanza fittizi. Da ciò conseguono evidenti ricadute in tema di bilancio e di rappresentanze veritiere e corretta, della situazione patrimoniale, economica e finanziaria della società. Le operazioni descritte, nel momento in cui consentono la registrazione per intero del ricavo nell’esercizio in corso e la ‘spalmatura’ dei costi negli esercizi successivi, determinano un miglioramento fraudolento degli indici di bilancio. In particolare della voce del conto economico denominata ‘altri ricavi e proventi-plusvalenza da cessione diritti pluriennali prestazione calciatori’ e della voce dello stato patrimoniale ‘diritti pluriennali delle prestazioni dei calciatori.'”

Il caso CR7

Sotto la lente d’ingrandimento della Procura di Torino e della Guardia di Finanza riguardo alle pluvalenze della Juve, spunta anche il nome di Cristiano Ronaldo. Il giocatore portoghese non risulta indagato, ma sarebbero in corso accertamenti sui rapporti economici tra il club bianconero e il fuoriclasse portoghese. I militari hanno ricevuto dai magistrati l’incarico di cercare “documenti e scritture private” relative al contratto e alle retribuzioni arretrate di CR7. L’esistenza del documento, sempre secondo quanto si è appreso, è stata ipotizzata per via del contenuto di una conversazione intercettata dagli inquirenti.

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Cristiano Ronaldo

Che cosa rischia la Juve in caso di conferma di plusvalenze fittizie? Precedenti e possibili sanzioni

La domanda ricorrente di questi ultimi giorni è: che cosa rischia la Juve nel caso l’inchiesta “Prisma” della Procura di Torino? Occorre ricordare che Inter e Milan, finiti sotto la lente della magistratura nel 2008 in riferimento alle plusvalenze sospette relative al bilancio della stagione 2003-2004, hanno ottenuto l’assoluzione perchè il fatto non costituì reato. C’è però il caso del Chievo e del Cesena del 2018. La società veronese ricevette una condanna con tre punti di penalizzazione (la Procura ne chiese 15) per reiterata violazione ed eslusione delle norme di prudenza e correttezza contabile. L’inchiesta sul club romagnolo invece non si concluse a causa del fallimento della società.

Per quanto riguarda la Juventus bisogna quindi tenere conto di due cose. La 1° riguarda i reati di falso bilancio illustrati negli articoli 2621 e 2622 del Codice Civile, e del decreto legislativo 74/2000, che portano a pene a seconda della gravità della violazione. Riguardo alla 2° si entra nell’ambito della giustizia sportiva, ma è ancora tutto da delineare e definire.

 

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Editor: Marta Colletto

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