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Kurt Cobain Nirvana: 54 anni dalla sua nascita

Kurt Cobain Nirvana: oggi avrebbe compiuto 54 anni

«Here we are now, entertain us» gridava Kurt Cobain sulle note di uno dei più grandi successi della band Nirvana ‘Smell Like Teen Spirit’ (Nevermind, 1991).

Icona del grunge degli anni ’90, rock star idolatrata da molti e uomo problematico: nel giorno dell’anniversario della sua nascita, ripercorriamo insieme la sua vita e i suoi successi.

La vita di Kurt Cobain Nirvana

Kurt Donald Cobain nacque il 20 febbraio 1967 ad Aberdeen, US. Figlio di un meccanico e di una segretaria passò un’infanzia serena fino al divorzio dei genitori. Questo evento infatti lo segnò tanto profondamente che da bambino curioso e vivace divenne introverso e aggressivo.

Negli anni i rapporti con i genitori si sfaldarono fino a che fu cacciato da casa e visse per strada per un certo periodo. Da adolescente, Kurt iniziò a dedicarsi più attivamente alla musica, sua grande passione sin da piccolo, registrando un demo e fondando due band, prima con Dale Crover poi un’altra con Krist Novoselic.

 

Il successo con i Nirvana

Nel 1987 Cobain e Novoselic fondarono i Nirvana. In due anni la loro popolarità crebbe sempre di più nell’ambiente del Rock di Seattle e i loro concerti attiravano sempre più persone. Fu in questo periodo che iniziarono a rompere gli strumenti alla fine dei concerti: divenne poi il loro ‘marchio di fabbrica’. Nel 1989 registrarono il loro primo album Bleach con l’etichetta indipendente Sub Pop Records. Il gruppo divenne il principale rappresentante del grunge, sottogenere del rock alternativo.

Nel 1990 David Grohl sostituì come batterista Chad Channing. I Nirvana registrano il loro secondo album Nevermind (1991) che li consacrò definitivamente come celebrità del rock. Addirittura il grunge divenne il genere musicale dominante della prima metà degli anni Novanta.

Le canzoni scritte da Cobain riflettevano alla perfezione lo stato d’animo di una generazione. Molti ragazzi come lui si sentivano apatici e ribelli, insofferenti e frustrati. Il leader dei Nirvana era in grado di scrivere testi poetici che raccontassero il “male di vivere” suo e di tantissimi ragazzi dell’epoca. Un esempio è ‘Come As You Are’, canzone rappresentativa della band che è stata anche il titolo di una mostra svoltasi a Firenze nel 2020.

Kurt Cobain Nirvana
Cover dell’album Nevermind

Con questo album raggiunsero la fama mondiale e intrapresero anche un tour per Stati Uniti, Australia e Giappone.

Il successo e l’attenzione dei media lo mettevano però a disagio come si nota bene dai testi di In Utero (1993). Il terzo album del gruppo riconfermò l’eccezionalità di Cobain nella scrittura, ma viene anche definito come il suo canto del cigno.

 

L’amore per Courtney Love e la figlia

Nel 1992 Kurt Cobain sposò Courtney Love, leader e cantante del gruppo rock Hole. Nello stesso anno i due ebbero la loro unica figlia, Francis Bean Cobain. A causa di problemi di droga però la custodia della bambina venne tolta ai genitori. Solo dopo la disintossicazione e un lungo processo la figlia venne riaffidata alla coppia.

Mentre i giornali riportavano di episodi di violenze e parlavano di una relazione instabile e malsana, Cobain ha sempre smentito sfruttando anzi molte occasioni per difendere la moglie e dichiarare il loro amore reciproco.

 

La morte

Il leader dei Nirvana soffrì per tutta la sua vita di disturbi sia fisici sia mentali. Per alleviare il dolore iniziò presto a fare uso di droghe e ciò lo portò a sviluppare una dipendenza, in particolare dall’eroina.

I Nirvana erano sempre più famosi e amati, i versi scritti da Cobain si cantavano in tutto il mondo. Ma il frontman di questa rock band soffriva per questo loro successo vivendolo come una mercificazione della sua musica.

Il culmine della sofferenza venne raggiunta nel marzo del 1994 durante un tour europeo. La depressione e l’abuso di eroina minacciavano il suo rapporto non solo con la moglie ma anche con gli altri membri del gruppo. Durante una settimana di riposo dal tour con la famiglia andò in overdose. Dopo questo episodio prese una decisione fatale: dopo un mese di tentativi di disintossicazione, scappò dall’ospedale e si suicidò con un colpo di fucile. Kurt Cobain morì a soli 27 anni.

 

Il lascito di Cobain

Famosissima divenne la sua lettera d’addio. In quello che sembrava più un discorso di abbandono alla musica che alla vita, il leader dei Nirvana spiegava di non provare più gioia nel creare musica. Pur essendo grato per il successo, i fan e la sua famiglia, soffriva troppo a causa della sua empatia. Scriveva infatti: “C’è del buono in ognuno di noi e penso che io amo troppo la gente, così tanto che mi sento troppo fottutamente triste”.

Non solo icona rock, per tutta la sua vita Cobain lottò contro le discriminazioni e il sessismo. Fu anche un aperto sostenitore della comunità LGBT+ dichiarando: “Ho persino pensato di essere gay. Ho pensato che sarebbe stata la soluzione ai miei problemi”. 

Numerosi sono i documentari e i film che hanno trattato di questo straordinario e controverso musicista. Qui un elenco completo.

 

 

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