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Opera,  Spettacolo,  Storia

La Royal Opera House veniva edificata 288 anni fa a Covent Garden

Il 7 dicembre 1732 apriva per la prima volta uno dei teatri d’opera più importanti al mondo

La Royal Opera House di Londra, situata a Covent Garden fu inaugurata 288 anni fa. Nei secoli ha visto numerosi cambi di nome, incendi e ristrutturazioni, ma si erge ancora oggi come uno degli edifici più splendidi del capoluogo inglese.

Royal Opera House o Covent Garden?

Il maestoso edificio che si affaccia oggi su Bow Street, a Londra, vanta una lunghissima storia. Nel 1732 infatti, grazie ad un grosso investimento, l’attore e impresario teatrale John Rich edificò quello che nacque inizialmente come Her Majesty’s Opera House, o semplicemente Covent Garden, prendendo il nome dal luogo in cui sorgeva.
Due anni dopo Marie Sallè si esibì nel primo balletto, Pygmalion, mentre la prima opera presentata fu, nel 1735, Il pastor fido” di George Frideric Handel, il quale ebbe un forte legame con la struttura, sia in vesti di compositore che di organista.

Nacque come teatro di prosa, ma nel 1737, insieme al Theatre Royal, Drury Lane, divenne l’unico ad avere la licenza per mandare in scena il “dramma parlato” (spoken drama) – ma ospitò sempre anche balletti e opere musicali. Nel 1743 ci fu un’esibizione reale del Messia di Handel, che scrisse spesso le sue composizioni appositamente per Covent Garden (o comunque furono mandate per la prima volta in scena lì o nel vicino teatro). Alla sua morte, nel 1759, l’organo del maestro venne lasciato in eredità a John Rich, e fu collocato in una posizione di rilievo sul palco.

Il primo incendio

Quell’organo e molti altri oggetti di valore vennero però distrutti nel grave incendio londinese del 1808. I lavori di ricostruzione partirono subito, alla fine dell’anno, quando il principe del Galles pose simbolicamente la prima pietra.
Alcuni mesi dopo, nel settembre 1809, l’edificio fu riaperto con un’esibizione di MacBeth di Shakespeare. Per recuperare il costo della ricostruzione il costo dei biglietti fu aumentato; ciò provoco proteste popolari che interruppero le esibizioni, e la direzione accettò alla fine le richieste del pubblico.

Durante questo periodo, gli intrattenimenti furono vari: principalmente opera e balletto, ma anche qualche pantomima (messe in scena soprattutto dal clown Joseph Grimaldi). La grande innovazione a livello di sistema fu l’introduzione delle luci teatrali nel 1837, da parte dell’allora manager William Charles Macready.

Il Theatres Act del 1843 pose fine al monopolio delle sale teatrali e aumentò la concorrenza. Ai tempi, il Teatro di Sua Maestà nell’Haymarket era la principale residenza del balletto e dell’opera; ma nel 1846 il direttore d’orchestra Michael Costa spostò la sua fedeltà a Covent Garden, portando con se gran parte della compagnia.

Seconda e terza ristrutturazione

L’auditorium venne completamente ristrutturato e riaperto il 6 aprile 1847 come Royal Italian Opera (in onore del modello a cui si era ispirato) con una performance della “Semiramide” di Gioacchino Rossini. Solo 9 anni dopo però le fiamme avvolsero di nuovo l’edificio, ed Edward Middleton Barry ricevette l’incarico della nuova ricostruzione. Il sipario si rialzò nel 1858 con Les Huguenots (Gli Ugonotti) di Meyerbeer. Tra le tante opere rappresentate, si ricorda il debutto di Adelina Patti ne “La Sonnambula” di Bellini del 1861.

Il teatro venne rinominato Royal Opera House nel 1892. È conosciuto così ancora oggi – anche se per gli appassionati del settore questo nome e Covent Garden sono praticamente sinonimi interscambiabili. Da allora, numerose furono le interpretazioni e anche le prime, come la “Tosca” e “Madama Butterfly” di Puccini, rispettivamente nel 1900 e nel 1905.

Durante la Prima Guerra Mondiale il Governo usò l’edificio come deposito, mentre nel Secondo Conflitto divenne una sala da ballo. Sarebbe probabilmente rimasto tale se alla fine della guerra il contratto d’affitto non fosse stato rilevato dagli editori musicali Boosey & Hawkes. L’austriaco Karl Rankl fu nominato direttore musicale e la Royal Opera House riaprì il 20 febbraio 1946 con “La Bella Addormentata” di Ciajkovskij, a cui partecipò una delle migliori e più importanti ballerine dell’epoca, Margot Fonteyn.
Dal 1956 Covent Garden ospita il Royal Ballet e e dal 1968 la Royal Opera – oggi anche l’Orchestra.

Le riqualificazioni e la Royal Opera House oggi

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Dagli anni Sessanta furono apportate alla struttura alcune piccole modifiche, ma l’intervento più importante si ebbe alla fine del secolo. Dopo una lotteria nazionale per raccogliere fondi, nel 1996 fu affidata all’architetto Jeremy Dixon l’opera di ristrutturazione che mutò gran parte dell’aspetto dell’edificio. Tra le altre cose, il progettò servì a rinnovare gli impianti tecnici e a introdurre altre sale prove, oltre che a riqualificare la Floral Hall (caduta ai tempi in rovina) come grande spazio di ritrovo pubblico.

Ad oggi, la Royal Opera House si qualifica come uno dei teatri d’opera più prestigiosi a livello mondiale (oltre che della capitale britannica). Con una capienza di oltre 2.200 posti, è monumento nazionale dell’English Heritage e ospita spettacoli ed eventi che vanno oltre le sole – incredibili – performance teatrali.
Dal 2002 Antonio Pappano è il direttore musicale di una delle più grandi compagnie d’opera del mondo, all’interno della quale si sono esibiti anche Maria Callas e Luciano Pavarotti. Il Principe del Galles è il Patrono della Royal Opera.
Riaprirà l’11 dicembre con The Nutcracker (Lo Schiaccianoci), famosissimo balletto di Ciajkovskij, a cui seguiranno i Royal Opera Christmas Concerts dal 18 al 20 di questo mese.

Nonostante la pandemia, uno dei templi sacri dell’arte è pronto per riaccendere le luci e alzare il sipario ancora una volta.

Autore: Chiara Anastasi

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