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La storia degli incidenti in F1: una vita in pista

La storia degli incidenti in F1: una vita in pista. E Grosjean…

“Ci sono due cose che l’uomo non ammetterà mai di non saper fare: guidare e fare l’amore.”

Così si pronunciò Stirling Moss, pilota inglese di F1 venuto a mancare quest’anno, detentore del record per aver vinto il maggior numero di GranPremi (16), senza aver vinto poi un mondiale. La velocità ed il pericolo, binomio costante delle corse a quattro ruote. Binomio, però, non privo di tragici avvenimenti. La storia degli incidenti in F1: una vita in pista.

 

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Il più recente: Romain Grosjean

Domenica 29 Novembre 2020, GP del Bahrain. Lewis Hamilton (tanto per cambiare) vince il GP, accompagnato sul podio da Verstappen e Albon. Male le Ferrari: Leclerc 10° e Vettel 13°. Una “normale” domenica di motori, non fosse per l’incidente, per fortuna non mortale, del pilota francese Romain Grosjean. La dinamica dell’incidente è stata da incubo. Primo giro, esterno della curva 4, Grosjean viaggia a 221 km/h quando sbaglia manovra e si tocca con Kvat perdendo il controllo. La sua Haas (scuderia con cui corre dal 2016) colpisce la barriera di protezione. A peggiorare il tutto c’è l’angolazione del guardrail: doveva essere posizionato in maniera diversa.

Come detto un bruttissimo incidente, per fortuna non mortale: dopo l’impatto si sono scaturite violente fiamme, da cui il pilota è riuscito a scappare in appena 60 secondi, venendo subito aiutato.

Ma a salvare Grosjean è stato soprattutto l’Halo, ovvero una barra circolare posta attorno alla testa dei piloti: senza, l’urto sarebbe stato fatale.  L’Halo fu introdotto nel 2018 per volere della Fia, su spinta di Jean Todt, nonostante molti piloti (tra cui, ironia della sorte, Grosjean) fossero contrari. Questo supporto ha già salvato molte vite: in titanio, pesa circa 9 kg ed è agganciato al telaio della macchina con tre punti di attacco. Fu sviluppato dopo il terribile incidente del Gp del Giappone del 2014, quando Jules Bianchi colpì ad alta velocità un trattore: per le conseguenze del tremendo impatto il pilota francese morì qualche mese dopo.

storia degli incidenti in F1

Ma Grosjean non è il solo: la storia degli incidenti in F1

Storie di velocità, di pericoli e di sorpassi. Storie di piloti di F1, giovani che hanno sfidato il destino. Ma, ahinoi, non sempre “la fortuna aiuta gli audaci”.

  • Von Trips. È il 1961 ed il pilota tedesco arriva a Monza in lizza per il mondiale, con 2 punti di vantaggio sul secondo. Ha 33 anni. Alla Parabolica, dove arriva con Jim Clark, avviene la tragedia: le due monoposto si toccano, Von Trips finisce nella via di fuga, col pubblico che si trovava dietro. La Ferrari investe 15 spettatori: un evento drammatico.
  • Peterson. Gran premio d’Italia 1978. La partenza è errata: Peterson va a sbattere contro un muretto a seguito di una carambola innescata da James Hunt e la sua monoposto prende fuoco. I soccorsi sono lenti e intralciati dai Carabinieri. Trasportato all’ospedale Niguarda, verrà operato ma morirà per un’embolia il giorno dopo a 34 anni.
  • Nicky Lauda. 1º agosto 1976, si corre Gran Premio di Germania: un incidente che gli lasciò gravi danni fisici e il volto sfigurato. La gara iniziò male per Lauda: avendo piovuto, il pilota optò per gomme da pioggia, per poi cambiarle. Ma alla prima curva ebbe un incidente a causa della poca aderenza fornita dalle gomme ancora fredde. Lauda colpì una roccia e finì in pista, privo del casco. La monoposto prese fuoco per la fuoriuscita di benzina e il pilota rimase intrappolato nella vettura in fiamme, ma riuscì a salvarsi.
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Niki Lauda a colloquio con James Hunt: i due, acerrimi rivali, hanno ispirato il film Rush (2013)
  • Ayrton Senna. Il Gran premio di San Marino 1994 sarà ricordato per sempre per ben due morti. Per primo Roland Ratzenberger, alla guida della Simtek. La sua auto perde l’ala anteriore, Roland non se ne accorge e sbatte contro il muro. Rimbalza in pista con il casco insanguinato: rianimato, morirà all’ospedale di Bologna poco dopo. Aveva 34 anni. Il giorno tocca ad Ayrton Senna: l’impatto è figlio della rottura del piantone dello sterzo. La sua Williams colpisce il muro e un braccetto della sospensione trafigge il casco, uccidendolo. Da allora, la Formula 1 ha innalzato gli standard di sicurezza (si veda l’introduzione, appunto, dell’Halo).
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Ayrton Senna, uno dei piloti più famosi della storia di questo sport

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