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Opera,  Spettacolo

LA TOSCA DI PUCCINI DOMANI SU RAI5: TRAMA E SCHEDA

Tosca: l’opera di Puccini domani alle ore 10 su Rai5: trama, storia e scheda completa

Per il programma un’opera al giorno della Rai, torna domani 24 aprile alle ore 10 su Rai5 la Tosca di Giacomo Puccini. Sicuramente Tosca è una delle opere più celebri del compositore, nonché una delle opere più conosciute di sempre. Quest’anno, inoltre, ha segnato l’apertura della stagione operistica del Teatro alla Scala di Milano, sotto la direzione del maestro Riccardo Chailly e la regia teatrale di David Livermore.

Ecco un resoconto della trama e della storia del celebre dramma Pucciniano, che ci ha regalato arie memorabili come E lucevan le stelle o Vissi d’arte.

La storia della Tosca: genesi e critica

La trama della Tosca di Puccini è ripresa dal dramma Tosca di Victorien Sardou, rappresentato a Parigi nel 1887. A questo si ispirò Giacomo Puccini, che terminò il lavoro, su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, nell’ottobre 1899. L’opera fu rappresentata al Costanzi di Roma il 4 gennaio 1900. Seguendo la trama di Sardou, la vicenda è legata ad avvenimenti storici. Nel 1798, dopo le vittorie di Napoleone Bonaparte nella prima campagna d’Italia, truppe francesi avevano occupato Roma, soppresso il potere temporale dei papi e proclamato la repubblica. Ma allontanatosi Napoleone per la spedizione in Egitto, l’esercito napoletano di Ferdinando IV di Borbone aveva scacciato da Roma il presidio francese, abbattuto la repubblica, processato i suoi esponenti. Tosca si rifà a questi avvenimenti.

Malgrado l’ottimo esito della prima rappresentazione e di quelle che immediatamente seguirono (in due anni quarantatré, in teatri italiani e esteri), Tosca disorientò una parte della critica. Anche perché, si scrisse più tardi, Puccini era incorso in un verismo sfrenato o addirittura nel grand-guignol, un genere teatrale che porta alle estreme conseguenze la formula naturalista-verista della cosiddetta tranche de vie, e la sfruttava inscenando torture e delitti d’ogni genere.

Certamente talune scene del secondo atto sono violente; e anche truci. Truce è la scena della fucilazione di Cavaradossi, ma ancor più lo quella della uccisione di Scarpia per mano di Tosca, che poi si prolunga per le implorazioni di soccorso della vittima e per il macabro cerimoniale che vede la cantante nettarsi le mani, ravviarsi i capelli, togliere il salvacondotto dalle dita raggrinzite dell’ucciso e infine accendere due candele e deporre un crocifisso sul petto della sua vittima. Ma mentre questo avviene, l’Andante sostenuto della piena orchestra, lugubre e ossessivo, rende scenicamente eloquente il silenzio di Tosca.

Inoltre, molto più che nella Bohème, Puccini gioca, in quest’opera, sui motivi ricorrenti.

Tosca: scheda dell’opera

Tosca è un dramma lirico in tre atti, di Giacomo Puccini, con libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa.

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Atto primo

È il primo pomeriggio del 17 giugno 1800, nella chiesa di Sant’Andrea della Valle. Il pittore Mario Cavaradossi sta ritraendo in un quadro Maria Maddalena e le dà il volto della marchesa Attavanti, che ha visto più volte entrare in una cappella. Da questa cappella esce Cesare Angelotti, già console della repubblica romana soppressa dalle truppe napoletane e fratello della marchesa.

Angelotti è evaso poco prima da Castel Sant’Angelo, dove il barone Scarpia, capo della polizia, l’aveva imprigionato. Cavaradossi, di sentimenti liberali, gli offre rifugio nella propria villa. Sopraggiunge Tosca, cantante tanto famosa quanto avvenente e amante di Cavaradossi. Il quadro che ritrae l’Attavanti l’ingelosisce, ma, rassicurata da Cavaradossi, Tosca s’allontana.

Cavaradossi e Angelotti lasciano la chiesa, nella quale entra poco dopo Scarpia, che ha iniziato le ricerche dell’evaso. Torna Tosca, per avvertire Cavaradossi che la sera dovrà eseguire a Palazzo Farnese una cantata per festeggiare la vittoria che l’esercito austriaco ha riportato a Marengo su Napoleone. Non trovando l’amante è ripresa dalla gelosia, che d’altronde Scarpia rinfocola. Da tempo desidera Tosca, e ordina al poliziotto Spoletta di pedinarla.

Atto secondo

Scarpia arresta Cavaradossi per interrogarlo e scoprire dove si nasconde Angelotti.

Ha inizio l’interrogatorio: il pittore nega di conoscere il nascondiglio di Angelotti e impone il silenzio a Tosca, nel frattempo sopraggiunta. Scarpia lo sottopone a tortura e Tosca, disperata, rivela che Angelotti è nascosto in un pozzo del giardino della villa di Cavaradossi.

Rimasto solo con Tosca, Scarpia la ricatta: se gli si concederà, potrà salvare Cavaradossi e lasciare Roma con lui. Tosca chiede a Scarpia, in cambio di ciò che egli pretende, un salvacondotto per Cavaradossi e per sé. Scarpia acconsente, ma precisa che, non avendo egli la facoltà di graziare Cavaradossi, occorrerà simularne la fucilazione, con un plotone che sparerà a salve. Mentre compila il salvacondotto, Tosca impugna un coltello scorto sul tavolo al quale Scarpia stava cenando all’inizio dell’atto, e lo uccide.

Atto terzo

Cavaradossi è in attesa di essere giustiziato, ma Tosca lo raggiunge e gli mostra il salvacondotto. Tosca esorta Cavaradossi a fingersi colpito quando il plotone di esecuzione sparerà a salve: ma Scarpia la ha ingannata. La scarica dei soldati uccide Cavaradossi, e Tosca, disperata, sfugge a Sciarrone e a Spoletta, che hanno scoperto l’uccisione di Scarpia, e si getta nel Tevere che scorre sotto Castel Sant’Angelo, invocando la giustizia divina.

Buona visione!

Illica, Giacosa Sardou, chi erano costoro? Leggi le nostre voci del dizionario dello spettacolo:

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