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Le ambigue posizioni dei partiti italiani nei confronti di Putin: da M5S a Forza Italia

I partiti italiani con Putin: oggi qual è la loro posizione?

Nonostante l’evidente presa di posizione del governo di fronte all’invasione militare russa, ci sono ancora molti partiti italiani che mantengono una linea piuttosto ambigua di fronte a Putin. Va sottolineato, infatti, che l’attuale Zar ha avuto un ruolo fondamentale nell’ascesa dei partiti populisti in Italia.

I casi più eclatanti vengono dal Movimento 5 Stelle, per anni al fianco del presidente russo. Ma chiari esempi provengono anche dalla Lega di Salvini o dalla personalità di Silvio Berlusconi, amico di vecchia data dello stesso Putin.

Il caso Cinque Stelle, tra i partiti italiani vicini a Putin

Il Movimento 5 Stelle ha fatto il proprio ingresso sulla scena politica italiana con le elezioni del 2013. All’epoca, il partito fondato da Beppe Grillo promuoveva l’avvicinamento con Mosca, soprattutto a sostegno degli interessi delle imprese italiane.

Oggi, Grillo sul suo blog parla di energia alternativa, di reddito di base universale, ma anche degli innovativi veicoli autonomi degli Stati Uniti. Insomma, parla di tutto tranne dell’invasione russa in Ucraina. Eppure, era solo il 16 febbraio scorso, quando la crisi tra i due Paesi era ormai evidente, che pubblicava: “Basta con la russofobia“. Da quando, pochi giorni dopo, sono partiti i missili anche contro i civili, forse per imbarazzo rispetto alle posizioni finora tenute, il blog di Grillo è rimasto in silenzio sulla guerra.

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«La politica internazionale ha bisogno di uomini di Stato forti come loro. – ovvero Putin e Trump [ndr.] – Li considero un beneficio per l’umanità. Putin è quello che dice le cose più sensate in politica estera». Queste le parole dell’ex leader Cinque Stelle del 22 gennaio 2017. Parole che facevano rima con il suo fedelissimo Alessandro Di Battista, il quale nel 2019 affermava: «Per la pace mondiale meno male che c’è Putin».

Cambio di rotta, invece, per Luigi Di Maio, che ancora nel 2020 non si preoccupava di lesinare elogi verso Putin per gli aiuti russi all’Italia durante la pandemia. E che oggi, invece, arriva addirittura a definirlo un animale in televisione. Insomma, una posizione fin troppo dura rispetto alle sue precedenti dichiarazioni, che gli ha garantito una notevole figuraccia a livello internazionale.

Grillo e il silenzio assordante sulla guerra

Ma come ha denunciato anche Aldo Grasso, è il silenzio di Beppe Grillo di questi giorni a far inorridire. Lui, che aveva sempre una buona parola nei confronti di Putin, ora tace e non paga il conto delle sue posizioni. Si nasconde nella sua villa insieme ai suoi spettacoli di sub-politica e sub-cultura che ha per anni proposto e da cui ora addirittura alcuni dei suoi sembrano prendere le distanze.

Un silenzio assordante che, tuttavia, non passa inosservato e fa notizia. Anche perché, bisogna ricordarlo, Grillo si trova ora in un momento di grande difficoltà. Tra la gestione del Movimento con Giuseppe Conte coinvolto in ricorsi giudiziari. E, non di minore importanza, il processo al figlio Ciro con l’accusa di stupro.

Matteo Salvini e la Lega: i partiti italiani pro Putin

Matteo Salvini è stato in questi anni sicuramente il maggior sostenitore di Putin tra i politici italiani. Ancora oggi i suoi profili social conservano alcune foto e omaggi al presidente russo. “Cedo due Mattarella in cambio di mezzo Putin” oppure “Secondo me Renzi non vale neanche un mignolo del presidente russo. Secondo voi?”.

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Oggi, invece, Salvini e il suo partito si trovano in uno stato di “sonno” per evidenti motivi di opportunità. Dopo un lungo silenzio, il leader leghista si è cautamente espresso solo rispetto alle sanzioni europee verso la Russia. «La domanda è: quanto sono servite le passate sanzioni? – ha detto – Quanto hanno risolto? E quanto sono costate alle aziende italiane? Spero non ci sia nessuno che tifi per la guerra».

Sta di fatto, che il tentativo di Salvini di mostrarsi vicino al popolo ucraino, con la sua “missione di pace” in Polonia, si è dimostrato del tutto fallimentare. E non solo agli occhi degli Italiani. Tornare indietro, dopo anni trascorsi con indosso la t-shirt raffigurante Putin, sarà per lui praticamente impossibile.

La posizione di Berlusconi

Ma sicuramente la figura politica più vicina al leader del Cremlino, anche dal punto di vista privato, è Silvio Berlusconi. Più che un semplice rapporto tra uomini di governo. Il loro è sempre stato prima di tutto un rapporto umano e di amicizia.

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Dunque, alla luce dell’invasione militare, è presto comprensibile l’evidente posizione di disagio in cui si ritrova ora il Cavaliere. Tra la necessità di allinearsi alla condanna espressa dal governo e il legame che appunto lo tiene legato a Putin.

Riguardo all’opinione di Berlusconi sul conflitto, trapelano i “retroscena” delle posizioni di Forza Italia. A parlare in pubblico è, al suo posto, Antonio Tajani, che pone soprattutto l’accento sui danni alla nostra economia. Una posizione sicuramente meno netta rispetto a quella di altri partiti, conseguenza forse dell’amicizia di Berlusconi.

 

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Editor: Susanna Bosio

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