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Le armi dell’Italia inviate all’Ucraina sono troppo vecchie per la guerra: le prime impressioni dei soldati

Insoddisfazione per le armi dell’Italia inviate all’Ucraina

Evidentemente le armi che l’Italia ha inviato all’Ucraina per difendersi nella guerra di Putin sono state accolte con poco entusiasmo. Il nostro contributo bellico, infatti, non spicca per innovazione tecnologica ed è stato duramente criticato sui social sotto le immagini riguardanti il primo approccio dei soldati ucraini alle nostre armi.

Armi dall’Italia all’Ucraina risalenti alla Seconda Guerra Mondiale

Le prime foto diffuse sui social ritraggono l’esercito ucraino intento a prendere confidenza con le nostre mitragliatrici, che con il treppiede obbligano a una posizione di tiro diversa da quella tradizionale sovietica.

I commenti sui social hanno ironizzato sulle armi. Apparentemente, infatti, si tratta di mitragliatrici identiche a quelle della Seconda Guerra Mondiale. Si è parlato di arnesi vecchi e difficili da usare. Ma in poco tempo sono arrivate anche le smentite. Infatti, sono mitragliatrici pesanti che usano anche gli Americani in tutto il mondo. Uno storico modello, tipico dei film sullo sbarco in Normandia, ma riprodotto in epoca più recente.

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Armi poco avanzate quelle dell’Italia all’Ucraina

Ad ogni modo, il contributo italiano all’esercito ucraino non sembra spiccare per tecnologia. Sicuramente, a superare le nostre mitragliatrici sono i missili di ultima generazione Javelin e Nlaw, ceduti da Americani e Inglesi. Sono le armi che gli Ucraini stessi preferiscono esibire. Il sistema “spara e dimentica” di questi missili, infatti, è molto efficace per dirigerli in maniera automatica contro i tank russi.

Anche l’esercito italiano è dotato di missili, gli Spike. Anzi, sono considerati i migliori. Tuttavia, anche se il governo di Mario Draghi era intenzionato a spedirli in Ucraina, il produttore israeliano non ne ha concesso l’autorizzazione. Dietro vi sarebbero motivi diplomatici o la paura che venissero presi dai Russi.

Tra i missili forniti dall’Italia vi sono anche i controcarro Milan. Si tratta di ordigni datati al 1993, ma ritenuti ad oggi ancora efficienti. C’è, tuttavia, una difficoltà d’uso, considerato che il personale ucraino dovrebbe essere addestrato al loro utilizzo.

I blindati Lince tra le armi dell’Italia all’Ucraina

Il sistema italiano che più gli Ucraini stanno attualmente lodando è quello dei fuoristrada blindati Lince. Non glieli abbiamo dati direttamente noi, ma li hanno catturati all’esercito russo. Infatti, nel 2011, durante il governo di Silvio Berlusconi, Mosca aveva firmato un ordine per costruirne 1.700 esemplari su licenza.

Una produzione che è continuata fino al 2016. Centinaia di questi vengono utilizzati dalle forze speciali russe soprattutto nelle zone del Donbass e di Mariupol. Durante i vari combattimenti, una decina è caduta nelle mani dei soldati ucraini di Kiev. Questi ultimi, poi, li riutilizzano quando possono, anche con grande soddisfazione per la resistenza che questi mezzi dimostrano di avere in battaglia.

 

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Editor: Susanna Bosio

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