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Le condizioni di Vladimir Putin per sbloccare l’export del grano

 Guerra del Grano, Vladimir Putin dichiara: «Garantiremo l’export». Poi detta le condizioni

L’Ucraina è uno dei più grandi produttori mondiali di grano insieme alla Russia. A causa del conflitto Russia-Ucraina, circa 20 milioni di tonnellate sono bloccate nei silos del Mar Nero. Grano, orzo, mais, e cereali vari, principalmente destinati a paesi asiatici e africani, si trovano nelle mani dei russi da settimane. Come conseguenza la preoccupazione di un’imminente crisi alimentare globale. Ma Vladimir Putin nelle ultime ore ha dichiarato: «Garantiremo l’export». Poi ha dettato le condizioni del trasferimento del grano. Si tratta, quindi, dell’ennesimo inganno del Cremlino?

Per capire se si tratta effettivamente di un bluff ulteriore del presidente russo, bisognerà aspettare l’8 giugno, giorno in cui Sergej Lavrov, ministro degli Esteri russo, andrà ad Ankara per incontrare Mevlut Cavusoglu. Servirà, infatti, l’appoggio di quest’ultimo per aprire eventuali corridoi marittimi nel Mar Nero.

Guerra del Grano: Putin garantisce l’export, ma Kiev non si fida

«Garantiremo un passaggio pacifico, garantiremo la sicurezza degli approcci a questi porti, garantiremo l’ingresso di navi straniere e il loro movimento lungo l’Azov e il Mar Nero in qualsiasi direzione» ha dichiarato Vladimir Putin nelle ultime ore. Kiev, però, non si fida delle parole del presidente russo. Infatti, il ministro degli Affari Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, ha dichiarato: «La Russia è pronta a creare le condizioni necessarie perché riprendano le esportazioni dal porto di Odessa. Ma potrebbe approfittare della rotta commerciale per attaccare la città».

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Le condizioni di Vladimir Putin per esportare il grano

Il presidente russo ha dichiarato che Mosca garantirà l’esportazione del grano, bloccato nei porti ucraini. Poi, però, ha dettato alcune condizioni per riaprire i canali commerciali.

La Russia consentirà «il passaggio sicuro delle navi nelle acque internazionali» attraverso i porti ancora sotto il controllo ucraino, come Odessa. Vladimir Putin ha, però, indicato la premessa: Kiev dovrà sgomberare le acque, rimuovendo le navi deliberatamente affondate e sminando i fondali. «Siamo pronti a farlo, non sfrutteremo la situazione di sminamento per lanciare attacchi dal mare» ha assicurato Vladimir Putin.

La seconda possibilità, invece, sarebbe attraverso i porti ucraini di Mariupol e Berdjansk che si affacciano sul Mar d’Azov che sbocca nel Mar Nero, conquistati da Mosca nei primi cento giorni di “operazione militare speciale”.

Un’altra soluzione per l’esportazione del grano è quella del trasporto sul Danubio: «Via Romania, via Ungheria o via Polonia. Ma la cosa più semplice, facile ed economica, sarebbe l’esportazione attraverso il territorio della Bielorussia» ha evidenziato il presidente russo. «Da lì puoi andare nei porti baltici, poi nel Mar Baltico e poi in qualsiasi parte del mondo. Ma è necessario rimuovere le sanzioni dalla Bielorussia».

 

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Editor: Vittoria Ferrari

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