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Legge Ddl Zan spiegata per punti: cos’è, cosa prevede e cosa accadrà

Legge Ddl Zan spiegata per punti: cos’è, cosa prevede e cosa accadrà  in Senato

È da tempo ormai che si parla della legge Ddl Zan, tema che sta creando non pochi contrasti. Nonostante i numerosi dibattiti a riguardo, però, a volte risulta un po’ complesso comprendere le idee alla base delle opinioni favorevoli e contrarie all’approvazione di questo disegno di legge. Vediamo quindi cos’è la legge Ddl Zan, cosa prevede e cosa accadrà in Aula al Senato.

Cos’è

  • La legge Ddl Zan è un disegno di legge (N. 2005) che mira ad abolire le discriminazioni e la violenza per ragioni basate su sesso, genere, orientamento sessuale, identità di genere e disabilità.
  • Il testo è stato proposto dal deputato del Partito Democratico Alessandro Zan, primo firmatario del Ddl, durante il Governo Conte.
  • Questa legge andrebbe ad estendere l’attuale Legge Mancino (che oggi punisce le discriminazioni basate su razza, religione e nazionalità) anche all’omofobia e alla transfobia. La Legge Mancino è il principale strumento legislativo offerto dal sistema legislativo italiano contro i crimini d’odio e dell’incitamento all’odio.
  • Il testo Ddl Zan è stato approvato dalla Camera dei Deputati, il 4 novembre 2020, con 265 voti favorevoli di Pd, M5S, Leu, Italia viva e 5 deputati di Forza Italia, 193 contrari e un astenuto. Il 5 novembre 2020 è poi passato in esame in Aula al Senato, dove è rimasto bloccato in Commissione Giustizia in attesa di una calendarizzazione.

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La legge Ddl Zan nel Codice Penale

Con l’approvazione della legge Ddl Zan, verrebbe modificato l’articolo 604-bis del Codice Penale, sul reato di Propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa:

“È vietata ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi”.

integrando la frase:

oppure fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere o sulla disabilità.”

La stessa integrazione vale per la pena derivante dal reato, punito con:

“la reclusione fino ad un anno e sei mesi o con la multa fino a 6.000 euro per chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull’odio e da sei mesi a quattro anni per chi istiga a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi  *oppure fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere o sulla disabilità.”

Subirebbe poi una modifica anche l’articolo 604-ter riguardante le circostanze aggravanti:

Per i reati punibili con pena diversa da quella dell’ergastolo […] ovvero al fine di agevolare l’attività di organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi che hanno tra i loro scopi le medesime finalità.”

Cosa prevede

Il Ddl Zan si presenta con il titolo:

Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità“.

ed è composto da 10 articoli, di cui menzioniamo i tre che stanno generando più contrasti sul fronte politico e non.

Articolo 1

Definisce i concetti di identità di genere, orientamento sessuale, sesso e genere:

  1. sesso: si intende il sesso biologico o anagrafico;
  2. genere: si intende qualunque manifestazione esteriore di una persona che sia conforme o contrastante con le aspettative sociali connesse al sesso;
  3. orientamento sessuale: si intende l’attrazione sessuale o affettiva nei confronti di persone di sesso opposto, dello stesso sesso, o di entrambi i sessi;
  4. identità di genere: si intende l’identificazione percepita e manifestata di sé in relazione al genere, anche se non corrispondente al sesso, indipendentemente dall’aver concluso un percorso di transizione (punto molto criticato soprattutto dal centrodestra)

Articolo 4

Riguarda il pluralismo delle idee e libertà delle scelte:

«Ai fini della presente legge, sono fatte salve la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee o alla libertà delle scelte, purché non idonee a determinare il concreto pericolo del compimento di atti discriminatori o violenti».

Articolo 7

Istituisce il 17 maggio come giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia. Possono essere organizzate iniziative pubbliche, anche nelle scuole, nel rispetto della loro autonomia.

«Al fine di promuovere la cultura del rispetto e dell’inclusione nonché di contrastare i pregiudizi, le discriminazioni e le violenze motivati dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere».

Qui è possibile leggere il disegno di legge Ddl Zan con tutti i suoi 10 articoli.

Il Vaticano sul Ddl Zan

L’intervento del Vaticano ha contribuito a riaccendere il dibattito. Secondo la Santa Sede, il Ddl Zan metterebbe in discussione la libertà di organizzazione della Chiesa, sancita dagli accordi di revisione del vecchio Concordato Stato-Chiesa del 1984, che modificava i Patti Lateranensi del 1929. Questo perché non prevede la possibilità, per le scuole private cattoliche, di essere esentate dalle attività in previsione del 17 maggio (che diventerebbe la giornata contro l’omofobia). Le altre preoccupazioni sono inerenti alla libertà di pensiero e di espressione dei fedeli cattolici, con il rischio di ripercussioni giudiziarie.

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Politica: favorevoli e contrari

Favorevoli:

  • PD
  • Movimento 5 Stelle
  • Liberi e Uguali
  • Azione

Il PD con Enrico Letta, il Movimento 5 Stelle,Liberi e Uguali sostengono il Ddl originale così com’è stato presentato da Alessandro Zan. Questo è il motivo per cui il Pd ha rifiutato categoricamente qualunque ipotesi di modifica al testo (gli articoli 1, 4 e 7).

“E a chi dice che questo mette a rischio la legge, dico che noi abbiamo più a cuore la piena tutela delle persone dall’odio e dalla violenza e per questo vogliamo che il ddl Zan venga approvato senza mediazioni al ribasso, sulla pelle delle persone. Chi vuole davvero proteggere le persone, voti il ddl Zan così com’è”.   -Monica Cirinnà (Pd)

Contrari:

  • Lega Nord
  • Fratelli d’Italia
  • Forza Italia

Il centrodestra è notoriamente contrario soprattutto alla questione “identità di genere” espressa nell’articolo 1 del Ddl. Questo tema è molto spinoso e secondo molti sarebbe difficilmente gestibile anche nei confronti dei bambini. Forza Italia e Fratelli d’Italia si sono dichiarati favorevoli a votare una legge sull’omotransfobia purché ci siano delle differenze sostanziali rispetto al Ddl Zan. La Lega ha infatti recentemente presentato un testo alternativo:

“Accogliamo l’invito della Santa Sede, condividiamo insieme un testo che aumenti le pene per chi discrimina o aggredisce due ragazzi o due ragazze che si amano, la libertà di amare è sacra. Se dal DDL Zan togliamo l’ideologia, il coinvolgimento dei bambini e l’attacco alla libertà di pensiero, intervenendo sugli articoli 1, 4 e 7, si smette di litigare e si approva una norma di protezione e civiltà” -Matteo Salvini (Lega)

“Noi chiediamo vengano modificati gli articoli 1, 4 e 7 che riguardano la creazione di definizioni confuse, l’introduzione di un reato di opinione e la giornata sull’omotransfobia nelle scuole. Vogliamo superare queste criticità per approvare una legge che sia di tutti e non solo di una parte”. -Licia Ronzulli (Forza Italia)

In forse

  • Italia Viva
  • Gruppo Misto

Il partito di Matteo Renzi, che ha teso la mano verso la Lega, ha presentato una sua proposta di mediazione, denominata Ddl Scalfarotto, che elimina i riferimenti all’identità di genere dal testo firmato dal deputato Pd Alessandro Zan e sottolinea l’autonomia delle scuole per la giornata nazionale contro l’omofobia, la bifobia, la transfobia. Questa manovra di Italia viva ha fatto infuriare Pd e 5 Stelle.

“La legge va fatta, è urgente, ma non le va affidata una finalità pedagogica. Proprio perché deve colpire gli abusi, i crimini, le prevaricazioni, deve essere scritta bene e non dare adito ad alcun dubbio interpretativo. Il ddl Zan così com’è difficilmente diventerà legge dello Stato, se modificato come indicato da Scalfarotto invece sì. -Davide Faraone (Italia Viva)

In riferimento all’articolo 4, Italia Viva teme un rischio per la libertà di espressione:

“La libertà di pensiero e di espressione sono già tutelati dalla nostra costituzione, non può essere degradata in una legge ordinaria”.

Cosa accadrà  in Senato

Dopo un lungo periodo di attesa, martedì 13 luglio la legge Ddl Zan approderà in Aula al Senato per l’approvazione definitiva.

Sulla base delle forze politiche che hanno approvato il Ddl Zan alla Camera, i voti perché la legge passi potrebbero esserci. Il blocco PD-M5S-LeU può infatti contare al Senato su 141 voti, contro i 135 del centrodestra. Detto questo, le recenti manovre di Renzi comportano inevitabilmente una grande incognita soprattutto nell’eventualità del voto segreto. In questo caso, infatti, molti componenti di Italia Viva potrebbero decidere di fare un’inversione di rotta, votando contro il disegno di legge. Ad ogni modo, ad essere decisivi saranno i 17 senatori di Italia Viva, che fungeranno da guardiani del destino del Ddl Zan, la cui sorte, stabilita per il 13 luglio, pende tra il diventare una legge e l’essere definitivamente archiviata.

L’affossamento in Senato della Legge Zan

Scrutinio segreto e legge tagliola: il tallone di Achille che ha portato al blocco della Legge Zan. I partiti Lega con Roberto Calderoli e Fratelli d’Italia con Ignazio La Russa hanno richiesto alla presidente del Senato Elisabetta Casellati di utilizzare il voto segreto e la presidente ha ritenuto la richiesta “puramente giuridica”. La Casellati ha prima accettato la proposta di votare con segretezza e subito dopo si è passati al voto. In aula in Senato PD, M5S e Leu hanno dimostrato la loro contrarietà alla richiesta dei senatori Calderoli e La Russa. La tagliola, alla fine, è stata approvata con 154 voti a favore, 131 contrari e 2 astenuti. Sono esattamente 23 i voti che hanno fatto la differenza.

Cos’è la tagliola

La tagliola è un meccanismo proposto dall’articolo 96 del Regolamento del Senato in base al quale si può proporre di non passare all’esame degli articoli.

  1. Prima che abbia inizio l’esame degli articoli di un disegno di legge, un Senatore per ciascun Gruppo può avanzare la proposta che non si passi a tale esame.
  2. La votazione della proposta ha la precedenza su quella degli ordini del giorno.

La tagliola ha quindi affossato il Ddl Zan votato dalla maggioranza dei senatori. Un nuovo disegno di legge può essere proposto solamente tra 6 mesi.

Il blocco del Ddl Zan, le reazioni e le proteste

Il 27 ottobre 2021 è la data che segna l’affossamento al Ddl Zan. Alessandro Zan aveva espressamente richiesto di non votare per la tagliola, perché questa avrebbe potuto portare alla morte stessa della legge. Subito dopo la commissione svoltasi in Senato le reazioni sui social sono state tantissime e nei giorni seguenti i pro Ddl Zan hanno organizzato svariate manifestazioni nei maggiori centri italiani.

  • Alessandro Zan si è sfogato su Instagram dopo la vittoria dei partiti di centrodestra: “Chi per mesi, dopo l’approvazione alla Camera, ha seguito le sirene sovraniste che volevano affossare il Ddl Zan è il responsabile del voto di oggi al Senato. è stato tradito un patto politico che voleva far fare al Paese un passo di civiltà. Le responsabilità sono chiare”. “Noi vogliamo un paese migliore, non dell’odio ma dei diritti”.
  • Fedez e la moglie Chiara Ferragni si scagliano sui social: “Senza parole, siamo governati da pagliacci senza palle” e ancora “Il senatore Renzi in questi mesi, ci ha raccontato quanto gli stesse a cuore il Ddl zan e lui oggi vola in Arabia Saudita. Non ci è dato sapere chi ha votato cosa, trattandosi di voto segreto ma sicuramente Renzi aveva di meglio da fare”.
  • “Mi viene da vomitare” scrive Caterina Biti guardando il centrodestra esultare. Senatrice del PD dal 2018 in un post su Twitter condivide il suo rammarico.
  • Elio Vito, responsabile del dipartimento Difesa e sicurezza di Forza Italia, si dimette dal partito attraverso una lettera per il presidente Silvio Berlusconi. Sostenitore del Ddl Zan si è dimesso con rammarico, dopo la scelta presa in Senato da Fratelli d’Italia.
  • Migliaia di persone hanno deciso di protestare i giorni seguenti l’affossamento della Legge Zan nelle maggiori città italiane, principalmente a Milano e a Roma.  I cittadini sono scesi in piazza per dare voce ai propri diritti.

L’assenza di Renzi in Senato

L’affossamento del Ddl Zan ha provocato ripetute polemiche nei confronti di Matteo Renzi e del suo partito Italia Viva. L’assenza di Matteo Renzi in Senato sembra essere una delle cause del blocco della legge Zan, anche se avendo votato per il voto segreto non sappiamo con esattezza chi ha votato cosa. Sicuramente la partenza del politico per l’Arabia Saudita non ha fatto piacere ai presenti: Alessandro Zan, infatti, ha provato ad analizzare i voti che per lui parlavano chiaro. Tra i voti che mancavano ci sono stati sicuramente quelli dei senatori di Italia Viva con Matteo Renzi. L’ex presidente del Consiglio, però, attraverso un tweet del 2 novembre è convinto che l’affossamento della legge sia dato dalle scelte di PD e 5stelle. Anche se per molti la causa resta nei suoi “viaggi d’affari”.

Cosa c’entrano con Zan le future elezioni al Quirinale

Il 3 febbraio 2022 sarà l’ultimo giorno per Sergio Mattarella a presiedere la carica di Presidente della Repubblica. Ma i partiti di centrosinistra guardano avanti e sanno che la mossa di Italia Viva e di chi si è schierato con il centrodestra contro la legge Zan non è stata fatta casualmente, ma anzi è sembrata una trappola. Italia Viva che aveva votato alla Camera per la legge Zan, al Senato si è appunto tirata indietro. Forse per le prossime elezioni del Presidente della Repubblica? Queste sono le ipotesi che Alessandro Zan ha fatto dopo il blocco della legge, preoccupato per i futuri voti al Quirinale. Dopo l’elezione di Mario Draghi sembra che Matteo Renzi abbia iniziato a flirtare con la Lega. Sicuramente Sergio Mattarella non ricoprirà ancora la carica di Capo dello Stato.

Walter Veltroni è intervenuto sull’argomento facendo una comparazione tra Ciampi e Draghi. Ciampi diceva “Io non sono politico” e poi prendeva parola facendo discorsi politici. Lo stesso vale per Mario Draghi. Il presidente del Consiglio dice anche lui “non sono un politico” ma, invece, sta facendo politica. Per esempio, con Fini e Casini, Veltroni continua “erano miei esponenti avversari, ma concordammo di fare una scelta che non era una scelta di un non politico, ma di buon servitore dello Stato“.

  • “I buoni politici sono i servitori dello Stato e i buoni servitori dello Stato hanno sempre un’anima politica.”

Se Draghi arrivasse al Quirinale, Veltroni sostiene che ci arriverebbe non perché è un marziano, ma perché ha dimostrato di saper servire e corrispondere agli interessi generali. Quello che conta è che l’Italia non perda l’appuntamento con le riforme che deve fare.

La trattativa che non c’è stata

Walter Veltroni, presente in puntata a “di Martedì” su La7,  è intervenuto sul Ddl Zan: “Il voto a scrutinio segreto su una questione procedurale è un’anomalia, è la maschera per i franchi tiratori” e ancora “L’idea che muoveva il centrosinistra non era quella di chiudersi davanti alle discussioni, anzi anche il segretario del PD aveva affidato al relatore Zan il compito di trovare una mediazione. La legge è stata bocciata da chi non voleva nemmeno discutere il tema e non voleva trovare una soluzione”.

Rifiutando di fare trattative, han portato la legge alla sua morte. La legge per molti era da rivedere. Anche Letta, aveva perso dialogo anche con quelli di sinistra e alcuni della comunità LGBTQ+.  Avrebbe dovuto aprire un negoziato con quelli del centrodestra, che volevano estendere la legge Mancino sui reati legati al sesso, ma non al genere.

Lady Gaga a “Che tempo che fa”

Il 14 novembre 2021 Lady Gaga è stata ospite a “Che tempo che fa” programma condotto da Fabio Fazio su Rai 3. In Italia per presentare il film “House of Gucci”, durante la puntata ha diffuso il suo sostegno nei confronti della comunità LGBTQ+ italiana. “Siete i più coraggiosi” dice “Dovete essere protetti come tutti gli esseri umani che vivono su questa Terra. Continuerò a scrivere musica per voi.”

 

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