Lombardia zona gialla: la soglia è stata superata
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La Lombardia rischia la zona gialla? I numeri parlano

La Lombardia ha superato il 15% dei ricoveri per Covid. Fontana “Aspettiamo i numeri giovedì”

La Lombardia ha tutti i numeri per cambiare colore. Oggi il Cts per discutere sull’eventuale riduzione della quarantena per i vaccinati. Per ora le regioni in zona gialla sono: Calabria, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Veneto, province autonome di Trento e di Bolzano. Il resto d’Italia è in zona bianca

LOMBARDIA ZONA GIALLA: I NUMERI

La Lombardia rischia la zona gialla. Sono i numeri a dirlo: la Regione ha superato i limiti per ricoveri, terapie intensive e contagi. Tra i ricoverati negli ospedali il 55% è No vax con polmoniti e insufficienze respiratorie gravi. I vaccinati contagiati, invece, non presentano sintomi preoccupanti. La Lombardia è oltre il 15% di ricoveri ordinari per Covid, oltre il 10% d’occupazione delle terapie intensive, innanzi ai 250 casi settimanali ogni 100 mila abitanti. Ieri erano 950. A confermarlo il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana:

“Siamo ai limiti tra la zona bianca e la zona gialla. Abbiamo superato alcuni parametri della zona bianca, ma siamo in una situazione di non particolare gravità. Bisogna vedere i numeri che saranno raccolti giovedì”

Il cambio di colore non porterebbe grandi cambiamenti, visto che già ora la mascherina è obbligatoria all’aperto per tutti.

REGOLE ZONA GIALLA

Quando si passa in zona gialla? Il passaggio dalla zona bianca a quella gialla avviene sulla base di tre parametri: l’incidenza settimanale di nuovi positivi deve superare i 50 casi ogni 100mila abitanti per tre settimane di fila, il tasso di occupazione in area medica deve essere oltre il 15%, il tasso di occupazione in terapia intensiva deve essere oltre il 10%. Le mascherine in zona gialla sono obbligatorie all’aperto anche dove non ci sono assembramenti.

Gli spostamenti sono tutti consentiti: all’interno del proprio Comune, tra Comuni diversi e tra Regioni. Decade anche il coprifuoco, quindi non ci sono più limiti orari alla circolazione e non è più necessaria l’autocertificazione. I ristoranti sono aperti, anche le sale al chiuso, resta sempre consentito il servizio di asporto e la consegna a domicilio. Ci si può spostare per raggiungere le seconde case fuori regione, a prescindere dal colore della regione di provenienza e di quella di arrivo.

Cinema, i teatri e i musei, le sale da concerto sono aperti. Parrucchieri e barbieri non subiscono alcuna restrizione. Tutti i negozi e quelli nei centri commerciali sono aperti nel weekend e nei giorni festivi. La didattica in presenza al 100 per cento per le scuole primarie e secondarie di primo grado, mentre per le scuole superiori la didattica in presenza comprenderà dal 70 al 100% delle ore di lezione.

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