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Moda

London Fashion Week 2022: il meglio delle sfilate di Londra autunno-inverno 2022/2023

Di politica e nostalgia, la moda alla London Fashion Week 2022 tra emergenti e grandi nomi

Tra New York e Milano, dal 18 al 22 febbraio, i riflettori della moda puntano su Londra. Le sfilate di Londra si caratterizzano sempre per una certa originalità e per la capacità di osare, molto più di quanto non accade nelle altre capitali della moda. Alla London Fashion week di febbraio 2022, vanno in scena stilisti emergenti e nomi affermati. Tutti portano in passerella una visione molto personale del vestire puntando su mix di stili diversi tra loro, con look eccentrici e riferimenti ad un passato nostalgico.

Gli emergenti della London Fashion Week 2022

Poster Girl, per il suo debutto londinese, porta in passerella il trionfo degli anni 2000 e del Y2K. Abiti e tutine cut-out, pantaloni a zampa o a vita bassissima. Una collezione ironica e divertente, caratterizzata da sfumature al neon a contrasto con toni terrosi.

modelle in abiti fluo alla sfilata poster girl london fashion week 2022
Poster Girl London Fashion Week 2022 ai 22/23

Anche Conner Ives, fresco di laurea della Central Saint Martins, sfila per la prima volta alla Fashion Week di Londra. Dopo aver vestito Adwoa Aboah con un tailleur destrutturato per il MET del 2017 e aver collaborato per il marchio di Rihanna, lo stilista di origini newyorkesi porta in passerella “Hudson River School”: una sfilata ispirata al movimento artistico della metà del XIX secolo. Abiti pop, coloratissimi e stravaganti, mix di fantasie e slogan irriverenti. Ives, inoltre, sembra suggerirci che gli stivali in vinile siano il prossimo must have della stagione invernale.

modelle prima della sfilata di Conner Ives alla London Fashion Week 2022 look y2k
Look Conner Ives alla London Fashion Week ai 22/23

Talento emergente già noto per le passerelle londinesi, Nensi Dojaka continua a mietere vittime nel fashion system. Trasparenze, tagli, scolli e abiti lingerie sono le sue cifre stilistiche. Tra sperimentazione e sensualità, l’autunno inverno 2022/2023 di Dojaka rimane coerente alla sua estetica ma presenta delle novità come i body indossati sotto ai pantaloni, i tailleur abbinati e l’utilizzo di nuovi materiali come la pelle, il velluto e le paillettes. La palette cromatica si allontana dal nero ma resta sui toni neutri del tortora, beige, vinaccia e terra di siena.

look in velluto e tulle di Nensi Dojaka ai22/23 alla london fashion week 2022
Look in velluto e tulle di Nensi Dojaka ai 22/23

Un altro nuovo nome in questa stagione è SS Daley, il marchio di Steven Stokey-Daley, appena nominato semifinalista nel premio LVMH. Ha debuttato a Londra durante la scorsa stagione. Per Daley la moda è politica e attraverso la moda indaga su temi come la sessualità, la classe sociale e la mascolinità. Sottolineando il suo amore per il teatro, ha presentato una performance con ballerini al posto delle modelle. Il tema è “rompere le costrizioni di un mondo codificato e le repressioni di chi è intrappolato nei suoi privilegi”. Ciò si manifestata in una performance in due parti: prima all’interno di una dimora signorile, poi all’esterno. Il passaggio è riflesso nell’abbigliamento. Si passa così da capi di lussuriosi e lussureggianti come gilet in pelle, abbinato ad alcuni slip a cardigan a trecce e camicie a righe che strizzano l’occhio all’abbigliamento della classe operaia.

sfilata SS Daley ai 22 london fashion week 2022 (2)
sfilata SS Daley ai 22 london fashion week 2022 (2)

Volti noti, grandi ritorni e riconferme: i big della London Fashion Week

Si ispira a “60 Years A Queen” di MaxWell, la sfilata AI 22/23 di Harris Reed. La storia della regina Vittoria arriva in passerella. Lo stilista ha dichiarato:

Questa non è tanto un’interpretazione diretta dell’inclinazione sartoriale della monarchia britannica, ma uno sguardo a come la scena da club ha a lungo preso in prestito dal guardaroba regale. Gorgiere, maschere e corone

Preppy style dal sapore dark e retrò, invece, per Bora Aksu, lo stilista turco famoso per i suoi abiti a balze e le influenze femministe. Per questa sfilata, Aksu ha reso omaggio alla scrittrice, poetessa e storica Christine de Pizan, una nobildonna italiana del XIV secolo che prestò servizio presso la corte del re Carlo VI di Francia e i cui testi sono riconosciuti come alcuni dei primi scritti femministi della storia.

look bora aksu ai 22/23
look dalla sfilata di Bora Aksu ai 22/23

Edward Crutchley gioca con mix and match di forme, tessuti e colori interpretati in chiave gotica, mentre Halpern abbraccia la sperimentazione, con look che sembravano incompiuti loro costruzione. Halpern porta in scena una demi-couture sperimentale.

halpern sfilata ai 22
halpern sfilata ai 22

Richard Quinn, ormai presenza fissa nel calendario della London Fashion Week, propone stampe a macro fiori dal gusto rétro mixate con capi in vinile. Per la stagione invernale propone soprattutto una serie di cappotti cocoon in stile anni ’60 e grandi cappelli strutturati. I copricapi sono stati i veri protagonisti della collezione: maxi cappelli e cappucci hanno dominato la sfilata che lo stilista stesso ha definito “una lettera d’amore alla silhouette e all’artigianato”. È proprio per questo senso di struttura e corporeità che da Richard Quinn i cappucci diventano un prolungamento del corpo, strutturato nel look e non un accessorio opzionale.

sfilata Richard Quinn ai 22/23 cappuccio
Sfilata Richard Quinn ai 22/23, look con cappuccio

Romanticismo gotico da Erdem e divagazioni pop da Molly Goddard. Quest’ultima sfila con abiti che fondono lo stile di Marilyn Monroe e quello di Mick Jones. Vaporosi abiti di tulle si alternano a capi ispirati ai mercatini di Camden e Portobello.

Molly Goddard ai 22/23 tulle e maglieria
Molly Goddard ai 22/23

Simone Rocha è bon ton gotico. Ripropone look romantici caratterizzati da volumi, applicazioni scintillanti, vinile e ricami a contrasto. Trae ispirazione dalla leggenda irlandese, Children of Lir, una favola noire come lo sono i look proposti in passerella.

Simone Rocha sfilata ai 22/23
Simone Rocha sfilata ai 22/23

Mansione speciale per 16Arlington che torna in passerella dopo la scomparsa della co-fondatrice Federica Cavenati. La sfilata è stata un toccante tributo alla stilista di origini italiane e non ha caso è stata intitolata “Tears”.  Il fidanzato e co-fondatore Marco Capaldo ha portato in scena una collezione luminosa, sexy, delicata e destrutturata allo stesso tempo. Un amore spezzato rivive negli abiti. Pertanto,  agli abiti lingerie con paillettes trasparenti si accostano minigonne in nappa e pantaloni a gamba larga. Le piume, firma di 16Arlington, trionfano su sciarpe, cappelli e cappotti. Capaldo ha rappresentato le lacrime anche negli abiti stessi realizzando abiti sottoveste con paillettes iridescenti e cristalli a forma di goccia.

16Arlington ai 22 london fashion week sfilata tears
16Arlington ai 22/23, abito con cristalli a goccia

Gran finale: Vivienne Westwood, Roksanda

Per l’ultima giornata di sfilate, Vivienne Westwood sfila in digitale con “Wild beauty”. La collezione rende omaggio all’anno cinese della tigre. Le stampe sugli abiti sono ispirate al quadro di Brueghel Lotta tra Carnevale e Quaresima e a Matisse. Roksanda sfila con abiti a metà tra sogno e realtà. Abiti fluidi e abiti sartoriali, semplicità ed estro creativo creano una collezione variegata all’insegna del color block. La vera chicca da Roksanda sono i pezzi in collaborazione con Fila.

Roksanda e Fila, sfilata ai 22
Roksanda e Fila, sfilata ai 22/23

di Flavia Iride

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Nensi Dojaka è la vincitrice del LVMH Prize. La protégé di Alessandro Dell’Acqua conquista il mondo della moda

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