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Mario Draghi stufo delle liti tra i partiti: «O si mettono d’accordo o non c’è più il Governo»

Mario Draghi mette alle strette i partiti: fisco, concessioni e linea Ue non negoziabili. Mariastella Gelmini e il rischio di abbandonare Forza Italia

Mario Draghi mette alle strette il Governo: concessioni, fisco e linea europea non sono negoziabili. Mariastella Gelmini rischia di lasciare Forza Italia, ma per ora nessuna conferma.

Mario Draghi: i tre cardini del Governo non sono negoziabili

I tre cardini di esistenza del governo – delega fiscale, riforma della concorrenza, politica estera con collocazione europea dell’Italia – sono temi non negoziabili. Mario Draghi non intende arrivare a compromessi con i partiti.

Sono 45 gli obiettivi da mettere in atto entro fine giugno. A fine aprile ne sono stati realizzati 14. Entro fine maggio si punta a raggiungerne 25, se non 30. L’intero pacchetto verrà poi completato a giugno.

«Le raccomandazioni della Commissione Ue al nostro Paese riguardano provvedimenti fondamentali, che non possiamo fare a meno di realizzare» ha sottolineato il Premier Draghi ieri pomeriggio a Palazzo Chigi.

Poi aggiunge: «O le forze politiche si mettono d’accordo e fanno approvare in Parlamento la concorrenza e la delega fiscale che contiene la riforma del catasto, o non c’è più il governo».

Se non arriva un accordo tra i partiti, il rischio è una crisi di governo. Ma l’Italia non può permettersi in un momento come questo di rallentare il Pnrr e i miliardi a cui è legato.

La preoccupazione sale, soprattutto, per quanto riguarda il Ddl Concorrenza, bloccato da Lega e Forza Italia. I due partiti hanno fatto saltare l’accordo di introdurre le gare aperte per le concessioni a partire dal 2024.

Ma se il Governo non troverà un’intesa, sarà necessario il ricorso alla fiducia.

Mariastella Gelmini e il rischio di addio a Forza Italia

C’è il rischio, inoltre, che Mariastella Gelmini lasci Forza Italia. I rapporti con Silvio Berlusconi negli ultimi giorni si sono incrinati, a causa delle ultime dichiarazioni fatte dal leader del partito. L’ambiguità del leader forzista ha portato la Gelmini ai ferri corti.

Tanto che è dovuto intervenire il leader della Lega per cercare di placare la situazione: «Prima di criticare Silvio Berlusconi qualcuno dovrebbe contare fino a cinque. Con tutto il rispetto Silvio Berlusconi è Silvio Berlusconi, con tutto quello che ha fatto nella vita. A uno può piacere o meno, ma lascia traccia nella storia del nostro Paese».

Ma l’intervento di Matteo Salvini su Silvio Berlusconi altera ancora di più gli equilibri all’interno di Forza Italia.

mario draghi

La fusione tra Lega e Forza Italia è, infatti, un’opzione possibile e spaventa i forzisti.

Ma a preoccupare Mariastella Gelmini c’è qualcos’altro: il Ddl Concorrenza e il voto sulle balneari. E se anche qui Forza Italia prenderà la stessa strada della Lega, l’addio al partito potrebbe essere imminente, ma per ora Gelmini non ha piani B.

«Insomma, Gelmini ha la seconda carica nel partito dopo quella di Berlusconi, è più importante di me. Ma di che si lamenta?» è sbottato così Antonio Tajani.

 

Editor: Vittoria Ferrari

 

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