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Marmolada, le notizie della tragedia: i nomi e il bilancio delle vittime

Notizie dalla Marmolada: chi sono le vittime della tragedia -La promessa di Draghi: “Evitare che succeda di nuovo”

Dalla Marmolada non arrivano buone notizie, anzi: la tragedia che si è consumata nella giornata di domenica è destinata ad aggravarsi nel bilancio delle vittime. E si fa sempre più concreta la possibilità di dover rinunciare al ritrovamento dei corpi rimasti sotto l’enorme quantità di detriti e ghiaccio. L’unico modo per i soccorritori di individuare un qualsiasi elemento utile a rintracciare i nomi dei dispersi è il monitoraggio dall’alto attraverso l’utilizzo dei droni.

Il bilancio ad oggi è ancora parziale. Le vittime accertate sono 7, di cui 3 i corpi identificati, altri 3 in fase di riconoscimento e 1 sconosciuto. Le speranze di ritrovare i dispersi, scesi a da 13 a 5 nel corso delle ore, sono invece molto basse.

Vite spezzate dal ghiaccio, da una natura che da tempo ci è sfuggita di mano. E la responsabilità è solo nostra.

Tragedia della Marmolada: chi sono le vittime

I tre corpi identificati che hanno perso la vita nel crollo sulla Marmolada sono quello di Filippo Bari, di Paolo Dani e di Tommaso Carollo. Di tutti e tre rimangono solo più fotografie e ricordi.

Filippo Bari, 27 anni, era residente a Malo, in provincia di Vicenza. Proprio domenica, a poche ore dalla tragedia, aveva inviato ad amici e parenti un selfie sorridente mentre scalava la montagna. Si era da poco trasferito a Malo per lavorare in una ferramenta, con la compagna e un bambino piccolo.

Paolo Dani, 52 anni, era guida alpina di Valdagno, nel vicentino. Era considerato tra i più noti esperti di scalate nella zona. C’era proprio lui a guidare il gruppo di alpinisti di cui facevano parte Bari e altri due dispersi. “Come può una tragedia già immensa diventare ancora più grande…A noi sta succedendo questo”, hanno scritto sui social i suoi amici del Soccorso alpino.

Tommaso Carollo era un export manager di 48 anni proveniente da Thiene, nell’alto vicentino. Da sempre appassionato di montagna e natura, lascia un bambino di appena 9 anni che spesso portava con sé durante qualche piccola escursione.

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Marmolada, le ultime notizie: i dispersi dopo la tragedia

La provincia di Vicenza ha pagato il prezzo più alto di questa strage. Tra i 5 dispersi figurano il nome di Davide Miotti, guida alpina e titolare da oltre 20 anni del negozio “Su e giù sport” di Tezze sul Brenta, e quello della compagna Erica Campagnaro. Lasciano due figli, uno di 26 e l’altro di 15 anni.

Compare anche il nome di Nicolò Zavatta, 22enne, insieme a quello di una coppia di giovani della provincia di Treviso, Emanuela Piran e Gianmarco Gallina. Gli stranieri dispersi sarebbero 3, tutti provenienti dalla Repubblica Ceca.

Marmolada, le notizie dopo la tragedia: Draghi in visita ai parenti delle vittime

Il procuratore di Trento che ha aperto un’inchiesta per disastro colposo, Sandro Raimondo, si è preso l’impegno di dare una risposta ai parenti delle vittime. “Faremo di tutto per capire cosa è successo e per accertare se ci siano delle responsabilità penali. Ora, però, dobbiamo lasciare lo spazio ai soccorritori”, ha fatto sapere.

Ieri è arrivato in visita a Canazei il premier Mario Draghi, che si è voluto fermare qualche minuto con le famiglie delle vittime e dei dispersi. “Oggi l’Italia piange queste vittime e si stringe a loro con affetto – ha poi detto con estrema commozione di fronte alle telecamere – sono qui per esprimere la più sincera vicinanza alle famiglie, agli amici e alle comunità che sono stati colpiti da questa tragedia”.

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Poi, è arrivata la promessa, un impegno politico di cui si è fatto carico lui stesso. “Questo – ha spiegato – è un dramma che ha delle imprevedibilità, ma sicuramente dipende dalla situazione climatica. Il governo deve riflettere su quanto accaduto e prendere provvedimenti, affinché questa tragedia abbia una bassissima probabilità di succedere ancora e, anzi, possa essere evitata“.

Insomma, ben poco può risolvere una promessa politica di fronte a una tragedia di questa portata. Era davvero necessario arrivare a questo punto prima che ci accorgessimo della gravità della crisi climatica in cui ci ritroviamo? Servivano altre vittime e altro dolore a svegliare la politica affinché faccia davvero qualcosa per la transizione ecologica e ambientale?

 

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Editor: Susanna Bosio

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