Cattelan milano
Arte,  Mostra

Maurizio Cattelan in mostra al Pirelli Hangar Bicocca di Milano

Maurizio Cattelan torna in mostra all’ Hangar Bicocca di Milano con “Breath Ghosts Blind, in cui l’artista riflette sul ciclo della vita.

Maurizio Cattelan torna in mostra, una personale a Milano dopo un decennio. È “Breath Ghosts Blind”, a cura di Roberta Tenconi e Vicente Todolì, in programma all’Hangar Bicocca fino al 20 febbraio 2022, in cui l’artista padovano riflette sul ciclo della vita.

Breath Ghosts Blind” è la nuova mostra di Maurizio Cattelan a Milano. Titolo che racchiude in realtà i nomi delle tre opere esposte, la mostra si propone come un “dramma in tre atti”, una sorta di discesa negli inferi che agisce in maniera catartica e accompagna il visitatore verso una nuova consapevolezza. In un percorso spirituale concepito proprio per gli spazi dell’Hangar. 

Lo spazio milanese dell’Hangar tra il sacro e il profano.

Lo spazio espositivo, interpretato dall’artista come se fosse una chiesa con un’unica navata, e lo strategico posizionamento delle opere fanno in modo che il visitatore compia un percorso circolare che lo porta ad entrare in contatto con il divin-profano di Cattelan per poi tornare indietro e uscire con occhi nuovi. 

I titoli scelti sono poi emblematici, come sempre nelle opere dell’artista; “respiro, fantasmi, cecità”, tre parole evocative di una realtà che richiama il surreale e che rimandano ideologicamente a qualcosa di cupo ed evanescente, così come è cupa ed evanescente l’atmosfera che si crea all’interno dei padiglioni in cui si sviluppa la trilogia : spazi immensi che circondano il visitatore facendolo sentire in gabbia, altezze vertiginose che ricordano la piccolezza di ognuno di noi ed un serrato dialogo tra due corpi che rappresenta la distanza ma anche la necessità dell’altro. 

Breath (2021)

Il percorso della mostra si apre con Breath, statua in marmo bianco di Carrara, materiale storicamente usato nella scultura antica e durante il periodo del neoclassicismo. Un uomo con le fattezze dell’artista, sembrerebbe un clochard, e un cane. Non ci è dato sapere nulla sulla natura del rapporto dei due, ma la posizione dei due corpi è esplicativa, uno di fronte all’altro nella loro solitudine, ma faccia a faccia e uniti da un gesto vitale : il respiro. Fa da contraccolpo però la simbologia legata all’animale che lo vorrebbe accompagnatore dell’uomo dal mondo dei vivi a quello dei morti. 

 

Cattelan milano
Breath (2021)

Ghosts (2021)

I piccioni tornano per la terza volta nell’arte di Cattelan. Inizialmente c’era stata Tourists (1997), presentata alla quarantasettesima Biennale di Venezia del 1997, dove l’artista dispose i volatili (e i loro escrementi) sui condotti di aerazione del Padiglione Italia, curato da Germano Celant; nuovamente alla Biennale di Venezia del 2011, a cura di Bice Curiger, Cattelan presentò una nuova versione del lavoro, dal titolo Others. Questa volta migliaia di piccioni in tassidermia sono esposti all’interno dell’edificio, pronti ad osservare ogni nostra mossa come nel finale del film di hitchcockiana memoria; un gioco di contrasti per cui i pennuti si trovano in un luogo opposto a quello a loro normalmente destinato, l’edificio chiuso contro la piazza, l’interno contro l’esterno, gli schemi contro la libertà.

 

Cattelan milano
Ghosts (2021)

Blind (2021)

Chiude il trittico Blind, monolitico in resina esposto qui a Milano per la prima volta, sulla sommità del corpo è intersecato un aeroplano, dando vita ad un esplicito richiamo all’attentato dell’undici settembre. Dalle dimensioni monumentali, l’opera sovrasta lo spettatore, creando un senso di disorientamento. Essa racchiude poi due temi fondamentali della poetica di Cattelan, l’interpretazione di eventi storici e la morte, in un memoriale che cristallizza il momento in cui la storia del mondo ha definitivamente cambiato strada.

 

 

La mostra di Cattelan a Milano è visitabile gratuitamente al Pirelli Hangar Bicocca dal giovedì alla domenica, dalle 10:30 alle 20:30. La prenotazione è obbligatoria ed è disponibile sul sito dell’ Hangar.

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