Moriva il 21 dicembre del 2019
Moda

Moriva il 21 dicembre del 2019 Emanuel Ungaro, il re dell’eleganza

moriva il 21 dicembre del 2019  Emanuel Ungaro. Lo stilista pugliese aveva 86 anni

Moriva il 21 dicembre del 2019 Emanuel Ungaro.  È stato definito il re dell’eleganza, colui che ha regnato sulle passerelle con il suo stile raffinato. Emanuel Ungaro: lo “stilista che amava le donne” e che ha lasciato un segno indelebile nella Couture parigina.

Si è spento, il 21 dicembre del 2019 nella sua casa parigina, e senza tanto clamore, lo stilista Ungaro: un uomo di grande charme che ha saputo trasmettere il suo amore per la sartoria, al mondo.

Un vero maestro della classe. Un signore di vecchia scuola: di cartamodelli e imbastiture. Un gentleman che ha saputo manifestare, attraverso la sua creatività, l’innato gusto dell’italianità.

Emanuel Ungaro Collezione Haute Couture Fall 1991

Nato nel 1933, si forma nell’atelier di Balenciaga ma nel suo cammino incontra anche la perfezione stilistica di Courrèges: due mondi equidistanti che ben forgiano le sue qualità estetiche.

Lo spirito delle sue collezioni è certamente nutrito da una forte componente classica che si alleggerisce, talvolta, con l’ausilio di due capi maschili: il blazer e i pantaloni corti.

Egli è in grado, inoltre, di combinare colori e motivi diversi. La sua firma predilige gli accostamenti più disparati come le strisce ai polkadot (pois), i fiori ai quadri.

Ungaro è tra i pochi stilisti al mondo a realizzare i suoi abiti direttamente su stoffa senza il bisogno di creare bozzetti. Lavora direttamente sul tessuto, chiama a sé la modella che indosserà le sue creazioni. Destinando, per un solo capo, anche un’intera giornata lavorativa. E il tutto, facendosi ispirare dalla musica classica.

Ungaro, il suo addio all’Haute Couture.

I ricami di Ungaro. Haute Couture 1999

In un’intervista, sostenne: “ho consacrato più di 35 anni all’Alta Moda. L’ho amata con passione divorante. Assieme all’universo che rappresenta: laboratori, artigiani, ricamatori: tutti detentori di un savoir fair che rischia di morire. Se c’è un dramma è quello di questa gente che perde l’arte e il lavoro. Certe sarte erano con me dagli inizi. Ma bisogna tagliare i fili, disfare questa famiglia che si era formata nell’armonia.”

Dopo trentuno anni di lavoro, nel 1996 decide di passare l’azienda nelle mani di Ferragamo pur rimanendo nella posizione di direttore creativo.

Nel 1999 propone una sfilata Alta Moda ispirata ai suoi inizi ma rimodernata dallo stile hippye: gonne lunghe con volants tagliati a sbieco, stampa a fiori abbinate a maglioncini a coste; pantaloni ricamati e giacche o stole con codine di pelo.

Lascia definitivamente il mondo della moda il 26 maggio del 2o04

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2 commenti

    • Stefania Carpentieri

      Certo. Ma per essere ancor più pignoli è nato in Francia da genitori pugliesi. Quindi nazionalità acquisita di diritto in Francia ma di fatto, un italiano (geneticamente). Saluti cordiali. Stefania Carpentieri.

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