Teatro

Mucche ballerine a Gallarate

 

Mucche ballerine .Lo spettacolo di Marco Bosonetto, vincitore del Premio Eolo 2008, in scena giovedì 23 aprile al Teatro del Popolo

Mucche ballerine .Lo spettacolo di Marco Bosonetto, vincitore del Premio Eolo 2008, in scena giovedì 23 aprile al Teatro del Popolo
La guerra partigiana sulle Alpi aostane, vista con gli occhi… di una mucca. È questo l’originale contesto dello spettacolo Mucche ballerine, di Sinequanon Teatro, in scena giovedì 23 aprile al Teatro del Popolo di Gallarate (Va). Lo spettacolo, vincitore dei premi Il Gioco del Teatro 2007 ed Eolo Award 2008 (entrambi dedicati al teatro ragazzi), si basa su un monologo teatrale di Marco Bosonetto, il primo da lui scritto. In precedenza, Bosonetto era stato autore dei romanzi Il sottolineatore solitario (Einaudi), Nonno Rosenstein nega tutto e Morte di un diciottenne perplesso (entrambi Baldini Castoldi Dalai editore).

Interpretato da Alessandra Celesia, Mucche ballerine è ambientato in un alpeggio nel 1944, durante la guerra di Liberazione, tra forme di fontina, balle di fieno e odore di villaggi dati al rogo. L’esistenza delle bovine (fra le quali Regina, la “mucca-narrante”) è sconvolta d’un tratto dall’arrivo di un gruppo di partigiani, che lì istallano la loro stazione radio.

Regina, Marquisa e Ardita

Regina, Marquisa e Ardita (innamorata persa del toro Tornado, che però – essendo un toro da monta – è “professionalmente infedele”), imparano dunque a dimenare gli zoccoli con le canzonette del Trio Lescano e si appassionano alle vicende degli umani ascoltando Radio Londra.

Mucche ballerine. Oltre al surreale intreccio, l’originalità dello spettacolo, diretto da John McIlduff, risiede nella presenza in scena di tre musicisti – Christian Thoma, che è anche l’autore delle musiche, agli ottoni; Roberto Bongianino alla fisarmonica e Stefano Risso al contrabbasso. È utile sapere che lo spunto per l’elaborazione teatrale proviene da fatti realmente accaduti, come reale è la cosiddetta ” batailles des reines”, che ogni anno oppone le “mucche da combattimento” allevate negli alpeggi della Valle d’Aosta, con lo scopo di designare la “regina”. Tale consuetudine fu vietata durante il regime fascista perché non “autarchica”, ma – a testimonianza dell’attaccamento dei valligiani alle loro tradizioni – venne ripristinata subito dopo la fine del conflitto. Indovinate come si chiamava la prima “reine” del dopoguerra? Bravi, Regina.

Www: Teatro del Popolo

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