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TRUMP-BIDEN: il duello in tv e la volata ai Proud Boys

TRUMP-BIDEN: il duello in tv e la volata ai Proud Boys

Colpi bassi e ombre neonaziste nel primo faccia a faccia tra i candidati alla Casa Bianca

Trump – Biden e il riferimento ai Proud Boys.

Torna attuale la polemica neonazista col primo confronto televisivo Trump-Biden.

Già nel 2016, il giorno dopo la prima elezione di Trump, l’argomento era venuto a galla, quando le New Balance erano state individuate come scarpe “trumpiane”. Questo perché un rappresentante del marchio aveva trovato più vantaggiose le sue politiche per il libero scambio, rispetto a quelle di Obama. Da quel momento la notizia del brand “Pro-Trump” è diventata virale, causando il caos sui social. In molti non si sono limitati a tweet furibondi ma hanno iniziato una vera e propria campagna per boicottare New Balance, pubblicando e condividendo foto in cui davano fuoco alle loro scarpe da ginnastica, dichiarando che non le avrebbero mai più indossate e invitando tutti a fare lo stesso.

 

Proud boys, stand back and stand by

Ora più che mai si parla dei movimenti legati al suprematismo bianco, tanto da essere uno dei passaggi più menzionati nel dibattito tra i candidati alla Casa Bianca. Il moderatore Chris Wallace ha chiesto a Trump: “È disposto stasera a condannare i suprematisti bianchi e i gruppi di milizia e a dire che devono ritirarsi e non aumentare la violenza?”. Trump ha risposto “certo, certo”. Incalzato, ha replicato, “Cosa volete che dica?” e “A chi devo parlare?”. Il candidato democratico ha citato i Proud Boys, noto gruppo armato di estrema destra. Trump però non ha denunciato il gruppo, anzi: la sua frase sibillina ha scatenato il panico sui social.

“Proud Boys, state fermi e state pronti. Ma vi dico una cosa: qualcuno deve fare qualcosa contro l’estrema sinistra”.

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Proud Boys

Anti-Defamation League, gruppo ebraico di contrasto all’antisemitismo e al razzismo, definisce i  Proud Boys come un gruppo d’odio violento. I membri dell’organizzazione di estrema destra hanno marciato al raduno del 2017 “Unite the Right” a Charlottesville, in Virginia. Uno degli slogan era proprio “Jews will not replace us”, ossia “Gli ebrei non ci rimpiazzeranno”.

 

Hunters, la serie tv che attualizza il tema

La polemica neonazista si dimostra tutt’altro che acqua passata. Non lo dimostrano solo i recenti avvenimenti; la serie tv di Amazon Prime Video Hunters ha alimentato le polemiche sul tema dell’antisemitismo, riscuotendo comunque parecchio successo. D’altronde, la presenza di Al Pacino non poteva che incuriosire il pubblico.

Fa discutere, ma attualizza ancora di più il tema della violenza. Ambientato nella New York del 1977, Hunters racconta di un gruppo di cacciatori di nazisti. I Cacciatori hanno scoperto che centinaia di ufficiali nazisti di alto rango si nascondono tra le persone comuni, cospirando per creare il quarto Reich negli Stati Uniti. Il team si avventura in una sanguinosa ricerca per assicurare i nazisti alla giustizia e ostacolare il loro nuovo piano di sterminio.

La critica da un lato giustifica la violenza degli ebrei nei confronti dei nazisti, dall’altro la ritiene eccessiva, un “occhio per occhio, dente per dente” portato all’estremo.

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Hunters – I cacciatori

Questo per dire che la ferita dell’umanità sembra essersi rimarginata, ma che in realtà non è così. Quando viene fuori fa male, tanto da non risparmiare nemmeno uno dei due contendenti alla Casa Bianca, Donald Trump. E questo è stato solo il primo confronto di tre, vedremo cosa ci riserveranno gli altri due, ammesso che si tengano.

 

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