Moda e pubblicità in Italia Parma
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Parma: “Moda e pubblicità in Italia. 1850-1950”

“Moda e pubblicità in Italia. 1850-1950”: racconta, a Parma, la storia della moda prima che diventasse come noi la intendiamo oggi.

A Parma è visitabile fino all’11 dicembre 2022 Moda e pubblicità in Italia. 1850-1950, all’interno dei saloni contigui a quelli che ospitano permanentemente opere capitali di Tiziano, Dürer, Van Dyck, Goya, Canova, Renoir, Monet, Cézanne, Morandi e altri. Questo percorso illustrativo – che racconta la nascita della moda italiana – si trova nella celebre Villa dei Capolavori a Mamiano di Traversetolo, vicino Parma.

 

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“Moda e pubblicità in Italia. 1850-1950” esposizione

Sono più di 150 le opere scelte dai curatori Dario Cimorelli, Eugenua Paulicelli e Stefano Roffi. La moda attraverso la pubblicità negli anni è diventata un sogno collettivo: dalle misteriose dame fin de siècle proposte da Aleardo Villa, Leopoldo Metlicovitz, Marcello Dudovich nei manifesti dei Magazzini Mele, la cui sontuosa eleganza riflette le ambizioni di una nuova classe borghese in crescente ascesa, alle sottili, diafane “donne-crisi” degli anni Venti, che vogliono vedersi finalmente liberate dalla schiavitù dei corsetti e delle stecche di balena, fino alla vigorosa, sportiva e dinamica donna moderna, quale tratteggiata dallo stesso Dudovich nelle pubblicità degli anni Trenta per La Rinascente.

La moda e la sua storia in mostra

Agli inizi del Novecento le lotte femminili per la conquista di maggiore indipendenza incidono sulla lunghezza delle gonne, sul taglio dei capelli, sui gesti, sul linguaggio del corpo, come incideranno le limitazioni dettate dalle sanzioni economiche all’Italia, a seguito della sua politica coloniale, alla fine degli anni Trenta, dando origine a nuove regole, nuovi vincoli di “decoro” e all’uso di materiali autarchici. In questo arco di tempo, la moda, le mode, diventano, attraverso i manifesti, figurazione immediata di uno status e lo specchio nel quale si riflettono rapidissimi cambiamenti sociali ed economici, umori, tendenze, capricci, sogni.

La concorrenza tra i brand

La mostra racconta anche la concorrenza e la competizione tra i marchi, allora come oggi, molto agguerrita e scandita da manifesti promozionali, poster, volantini, affidati dagli stilisti e dai produttori principali ai migliori artisti in circolazione che dovevano attrarre l’attenzione delle clienti.

Lo sviluppo della moda

Tra il XIX e il XX secolo ci sono due fattori che portano ad un miglioramento dello sviluppo del mercato dell’abbigliamento: «il farsi avanti, con la seconda rivoluzione industriale, di nuove parti sociali che ambiscono a partecipare e a rimarcare il proprio ruolo sul palcoscenico della società, e la nascita conseguente di una nuova forma di offerta al consumo, i grandi magazzini, nati in Francia e diffusi in breve tempo in Italia così come in tutta Europa e negli Stati Uniti» afferma Dario Cimorelli.

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