Patrick Zaki libero
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Patrick Zaki libero, ma le accuse non sono cadute

Patrick Zaki è stato scarcerato, ma le accuse non sono ancora cadute. “Grazie a chi mi ha sostenuto, e ha tenuto la luce accesa”

Patrick Zaki libero da ieri. Ad accoglierlo fuori dal carcere un team al femminile: mamma, sorella, fidanzata e un’amica, il papà invece si è fatto aspettare a casa.

Patrick Zaki libero dopo 22 mesi di carcere

Patrick Zaki ieri all’improvviso è stato rilasciato dal carcere. In un’intervista, alla domanda sulle modalità in cui si è svolta la scarcerazione, ha risposto:

Non mi hanno annunciato che sarei stato rilasciato. All’improvviso mi hanno portato al commissariato, e hanno iniziato a prendermi le impronte. Non capivo cosa stesse succedendo, non c’erano segnali che mi stessero per scarcerare. Ero confuso. Non posso dire tutti i dettagli e preferisco non parlare delle condizioni di detenzione. Ma poi ho capito che c’era una speranza. È la speranza, sai, la cosa più difficile da tenere in vita quando ti tolgono la libertà.

Patrick Zaki dopo la scarcerazione, al momento dell’abbraccio con le sue donne, si è limitato a ripetere: “grazie” e “Temam”, che significa “va tutto bene”. Ha detto di tenerci molto a rassicurare i suoi familiari, perché una delle cose che l’ha fatto più soffrire mentre era in carcere era sapere di star procurando loro tanto dolore.

Per Patrick Zaki libero, si sono battuti non solo molti politici italiani, ma anche molti cittadini. Patrick ha affermato di essere stato informato di questo movimento popolare, e di esserne profondamente colpito

Vedere in aula i vostri rappresentanti diplomatici durante le udienze mi ha dato forza. E sono sicuro che ci sono decine e decine di altre persone cui dovrò stringere la mano. Non dimenticherò mai tutte le volte in cui durante le visite mi venivano raccontato delle manifestazioni, delle piazze. E di tutte le iniziative organizzate per chiedere il mio rilascio in questi quasi due anni.

Patrick Zaki libero

Quando tornerà in Italia Patrick

Patrick ha detto di voler tornare in Italia al più presto. Non vede l’ora di tornare a Bologna per riabbracciare i suoi compagni di università e la sua mentore, Rita Monticelli.

La professoressa Rita Monticelli. È la mia mentore al master Gemma a Bologna (quando Patrick è stato arrestato nel 2020 stava frequentando il primo semestre). Una persona che mi ha trattato come un figlio. E non mi ha trasmesso solo conoscenza ma anche valori. L’empatia, il rispetto. E l’ascolto. E poi mia sorella Marise. Ma sicuramente così faccio arrabbiare qualcuno, mi fermo qui.

Oltre che rivedere i suoi compagni di classe e i docenti, Patrick ha detto che vorrebbe conoscere Liliana Segre. Liliana Segre infatti, ha votato per la richiesta di cittadinanza dicendo di essere in Aula idealmente come sua nonna, come persona che sa cosa vuole dire stare chiusa dentro stanza da cui non si può uscire.

Patrick Zaki adesso è libero, ma in carcere ha detto di essersi fatto compagni leggendo romanzi: Dostoevskij, Saramago. E poi L’amica geniale di Elena Ferrante. Il sua preferito.

Patrick ha detto che una delle prime cose che vuole fare in Italia è andare a visitare Napoli:

Napoli. Non ci sono mai stato. La mia bisnonna Adel veniva da Napoli. Non parlo così bene l’italiano, ma l’accento di quella parte del Paese mi ha sempre affascinato. Amo molto gli autori napoletani

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