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Perché il Regno Unito ha una posizione così dura nella guerra ucraina? Motivazioni e conseguenze

La dura posizione del Regno Unito nella guerra ucraina

Il Regno Unito di Boris Johnson sembra aver acquisito un ruolo di leadership tra i Paesi occidentali, al fianco degli Usa, per rispondere alla guerra in Ucraina. Infatti, si è verificata una forte escalation, almeno a parole, del rapporto critico tra il governo inglese e quello russo.

Ma perché Londra ha assunto questa posizione così determinata in Europa? E quali conseguenze potrebbe avere?

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Regno Unito: ruolo guida contro la guerra ucraina

Pochi giorni fa, il sottosegretario alla Difesa britannico, James Heappey, ha definito come “pienamente legittimo” il bombardamento degli obiettivi militari russi con le armi fornite dal Regno Unito all’Ucraina. Il Cremlino aveva allora reagito con una minaccia di colpire i Paesi Nato. E Sergei Lavrov aveva anche evocato il rischio di una terza guerra mondiale.

All’indomani di questo botta e risposta è poi intervenuta Liz Truss, ministra degli Esteri britannica. Secondo lei, il conflitto in corso deve essere un incentivo per l’Occidente ad adottare un nuovo approccio verso la sicurezza globale: puntare a più strette alleanze, a una più forte deterrenza e una più grande cooperazione economica. “Diciamo la verità: in Ucraina è fallita l’architettura disegnata per garantire pace e stabilità”, ha affermato.

Inoltre, ha aggiunto che se Putin avrà successo in questa invasione, ci saranno gravi problemi in Europa e l’Occidente dovrà impegnarsi in un lungo confronto con Mosca. Nel frattempo, però, è bene aumentare gli aiuti militari a Kiev e le sanzioni contro la Russia.

“Vogliamo vivere in un mondo in cui le nazioni libere sono assertive e in ascesa e dove gli aggressori vengono contenuti. Nel lungo termine il premio sarà una nuova era di pace, sicurezza e prosperità”. Ma perché questa posizione così dura?

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Liz Truss

Il Regno Unito duro contro la guerra in Ucraina: ragioni e conseguenze

Ci sono alcune ragioni che spiegano la posizione di guida dell’Occidente assunta dal Regno Unito nello scontro con la Russia. La prima tra che queste è che è stato il paese occidentale al centro del mirino russo negli ultimi vent’anni. Vi sono stati due attacchi con armi non convenzionali: l’assassinio dell’ex-agente russo Litvinenko e l’attentato all’ex spia russa Skripal. Ma anche un’attenta attività spionistica e alcune manipolazioni via social durante il referendum sulla Brexit.

La seconda è che Boris Johnson sta da anni riassegnando un nuovo ruolo globale al suo Paese negli affari mondiali. Una posizione di leadership occidentale che dalla Seconda guerra mondiale è stata via via presa dagli Stati Uniti e che ora Londra vuole recuperare.

Infine, è probabile che il primo ministro stia cercando di risollevare la propria immagine politica, anche sul piano estero, a causa delle multe ricevute per i suoi party illegali a Downing Street in tempi di quarantena.

Come conseguenze, sicuramente nel breve termine assisteremo a un sempre maggiore impegno britannico nell’invio di armi all’Ucraina. E in questo verranno coinvolti tutti i Paesi occidentali, anche se dietro a questa iniziativa vi sono soprattutto gli Stati Uniti. Infatti, il loro progetto è quello di coinvolgere i ministri di altri 40 Paesi per un maggiore impegno militare e permettere all’Ucraina di vincere la guerra.

 

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Editor: Susanna Bosio

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