Ponte Morandi: il quarto anniversario del crollo
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Ponte Morandi: il quarto anniversario del crollo, l’amarezza dei parenti delle vittime

Ponte Morandi: il quarto anniversario del crollo .l’amarezza dei parenti delle vittime

Ponte Morandi: il quarto anniversario del crollo L’udienza preliminare per il crollo del Ponte Morandi si è conclusa con il rinvio a giudizio di tutte e 59 le persone imputate. Nella tragedia avvenuta il 14 agosto 2018 avevano perso la vita 43 persone. La prima udienza del dibattimento sarà il 7 luglio 2022 di fronte al primo collegio della prima sezione penale.

La portavoce del comitato parenti delle vittime, Egle Possetti, si è detta soddisfatta del lavoro della Procura. «È la giornata più importante di questi quattro anni», ha detto ai cronisti all’uscita dal Tribunale.

 Ponte Morandi: il quarto anniversario del crollo

La gup di Genova, Paola Faggioni, ha accolto le richieste di patteggiamento presentate da Spea Engineering (che si occupava delle manutenzioni) e Autostrade per l’Italia. Le due società, imputate sulla base della legge riguardante la responsabilità amministrativa degli enti, avevano chiesto di uscire dal processo concordando l’applicazione della pena. E avevano ottenuto l’ok della Procura.

L’importo complessivo che dovranno pagare ammonta a quasi 30 milioni di euro. Entrambe le società, dunque, evitano le sanzioni interdittive che avrebbero rischiato tramite il processo. Ma dovranno comunque versare delle sanzioni pecuniarie pari a 1 milione e 800 euro. Inoltre, Autostrade ha risarcito in via extragiudiziale quasi tutti i parenti delle vittime del disastro. Soltanto due delle famiglie, Possetti e Battiloro, hanno rifiutato l’accordo per conservare il diritto a costituirsi a parte civile nel giudizio.

ponte morandi

l’amarezza dei parenti delle vittime

Tutti i 59 imputati per il crollo del ponte, dunque, sono stati rinviati a giudizio, compreso l’allora amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Giovanni Castellucci. Le accuse, a vario titolo, sono di omicidio colposo plurimo, omicidio stradale, attentato alla sicurezza dei trasporti, omissione d’atti d’ufficio e omissione dolosa di dispositivi di sicurezza sui luoghi di lavoro.

Per giungere alle richieste di rinvio a giudizio sono stati necessari due incidenti probatori. Il primo, sullo stato del viadotto durante la tragedia. E il secondo sulle cause del crollo. Le precedenti udienze si erano svolte anche nel corso della pandemia, con delle apposite strutture allestite nell’androne del palazzo di giustizia.

Dalle indagini sul crollo si sono poi sviluppati altri tre filoni d’inchiesta. Uno sui falsi report riguardante lo stato dei viadotti, un altro sulle barriere fonoassorbenti pericolose e, infine, un terzo sui falsi report delle gallerie.

Tra i discorsi ufficiali, quello più amaro, è stato quello della rappresentante delle vittime, per l’impunità concessa ai Benetton

 

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Editor: Alessandro Dalai

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