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Processo Bataclan: tutte le tappe del processo del secolo sulla strage di Parigi fino ad oggi

Il Processo Bataclan, definito il “processo del secolo” da Emmanuel Carrère: le tappe sulla strage di Parigi dall’inizio ad oggi

Sulla strage di Parigi, continua il maxi processo Bataclan, da settembre e per altri 9 mesi.  Definito il processo del secolo da Emmanuel Carrère, ha visto le testimonianze delle vittime, delle parti civili, dell’ex Presidente Hollande e ora degli imputati. Vediamo tutte le tappe fino ad oggi.

Il processo: le origini

Il processo denominato Bataclan, arriva dopo 6 anni dagli attentati terroristici di Parigi del 2015. Il 13 novembre 2015, 130 persone morirono in una serie di attacchi jihadisti da parte di islamisti fondamentalisti affiliati alle forze ISIS. Iniziato mercoledì 8 settembre 2021, il processo durerà almeno nove mesi. Il processo vede la partecipazione di 1800 parti civili e 14 imputati e si terrà nella sala adibita appositamente nel Palazzo di Giustizia sull’Ile-de-la Cité. Soprannominato il processo del secolo da Emmanuel Carrère, il celebre scrittore, sceneggiatore e regista francese, che sta seguendo il processo sulla strage di Parigi da vicino e riportando le più toccanti, sincere e da pelle d’oca testimonianze dei sopravvissuti.

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Sala del maxi processo Bataclan

Chi sono gli imputati

Gli indagati erano circa una ventina: 14 sono finiti a processo, mentre sei saranno giudicati in contumacia, ovvero senza l’obbligo di presentarsi dinanzi al giudice in aula. I 14 imputati hanno in comune una cosa: non sono morte, ma non hanno nemmeno ucciso. Infatti i 9 colpevoli e responsabili diretti delle 130 vittime e della strage di Parigi, sono di fatto morti negli attacchi stessi, tranne uno: Salah Abdeslam, che è “sopravvissuto” e sarà al centro del processo. In ogni caso, compariranno nelle note biografiche del decreto di rinvio a giudizio, sia i vivi che i morti. Un dettaglio particolare, è come questi nomi compaiono: i soldati della jihad infatti si danno dei nomi di guerra, le kunya. La kunya comincia sempre con Abu, e termina con Al-qualcosa, in base alle origini.  Difatti quattro dei nove membri del commando erano belgi, e quindi “Al-Belgiki”; tre erano francesi “Al-Faransi” e due iracheni “Al-Iraqi”. Per i 14 imputati invece che si sono presentati in aula al processo Bataclan, invece, non compaiono più i loro nomi di guerra. Resta il fatto che Salah Abdeslam, con la kunya stroncata a Abu Abderrahman, rimarrà al centro dell’attenzione. Particolari sono anche le condizioni di detenzione descritte: isolamento totale, circondato da celle vuote e sorvegliato via telecamere h24. Il tutto per il timore che possa suicidarsi, privando così il processo del suo contributo.

Le testimonianze dei sopravvissuti

Per prima cosa, per 14 giorni, è stato fatto il punto della situazione, tramite le testimonianze di poliziotti e esperti, che hanno descritto ciò che hanno visto dopo gli attacchi, al Teatro Bataclan soprattutto, dove era in corso il concerto degli Eagles of Death Metal. Successivamente sono iniziate le testimonianze delle parti civili, i sopravvissuti e i congiunti delle vittime della strage di Parigi. Una quindicina di testimonianze al giorno, da mezzogiorno alle 7 e mezza di sera e oltre: non si vede più la luce del giorno, solo l’aula del processo Bataclan. Moltissime sono le testimonianze dei sopravvissuti, da brividi. Descrivono i dettagli di ciò che hanno visto, toccato, sentito sulla loro pelle dopo gli spari e le esplosioni: solo corpi, insanguinati, non più persone. Un sopravvissuto Aristide, 32 anni, si interroga:

Ho cercato di capire che cosa può portare dei ragazzi a decidere di sparare su altri ragazzi, in quel modo. Non capisco, forse non c’è niente da capire. Ma sono felice che possano essere ascoltati. Sono felice che questo processo abbia luogo. Penso che la mia generazione e quella futura abbiano un bisogno enorme di credere nella giustizia.

Dopo cinque settimane di testimonianze, è il turno degli imputati.

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Teatro Bataclan – uno dei luoghi degli attacchi terroristici

Gli interrogatori agli imputati

È arrivato il turno degli imputati: dopo cinque settimane di testimonianze strazianti delle vittime e delle parti civili tocca a loro. Gli interrogatori agli imputati, responsabili della strage di Parigi, sono definiti “di personalità”, per i fatti invece si vedrà da gennaio, secondo l’agenda del processo.

Anche l’ex Presidente Hollande ha testimoniato al processo Bataclan

L’ex presidente francese, Francois Hollande, in carica al momento degli attentati del novembre 2015 a Parigi, ha fatto sapere che parlerà “non per il bene della politica francese, ma per le vittime degli attacchi”. Hollande ha riferito di aver sentito in modo intenso il peso della responsabilità quella notte e per i giorni e le settimane successivi all’attacco. L’ex Presidente infatti, al momento degli attacchi, era a guardare la partita allo Stade de France, e da li fu subito portato all’Eliseo, per comunicare uno stato di emergenza nazionale. Ed è così che arriva la tanto attesa testimonianza di Hollande al processo Bataclan:

Mi rendo conto della sofferenza delle vittime. Ho sempre avuto tutte le informazioni sulla minaccia, sulla determinazione dei gruppi che ci facevano la guerra, sulle atrocità. Abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare. Purtroppo, non avevamo l’informazione che sarebbe stata decisiva per impedire gli attentati del 13 novembre. Gli individui li conoscevamo, ma non potevamo immaginare che fossero pronti ad agire.

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Ex Presidente francese – Francois Hollande

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