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Proposta di legge sul fine vita: oggi il ritorno alla Camera, tra barricate e modifiche (del centrodestra)

Proposta di legge fine vita: una dura battaglia

La proposta di legge sul fine vita torna oggi in Aula alla Camera, dove il 13 dicembre scorso il provvedimento che attua la sentenza della Corte Costituzionale è stato incardinato. Sperando che questa volta gli scranni non siano completamente deserti, si entrerà nel vivo della discussione sugli emendamenti contenuti nel disegno di legge.

Sono già oltre 200 le modifiche presentate, per la maggior parte dal centrodestra, il quale ha già annunciato che presenterà il suo “no” alla legge. La Lega, in particolare, è sulle barricate. In un momento in cui ha aperto la discussione anche in merito alla maternità surrogata: il ricorso all’utero in affitto è già vietato in Italia, ma secondo i leghisti sarebbe da punire anche se praticata all’estero.

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Il centrodestra pronto a bloccare la proposta di legge fine vita

Per quanto riguarda il suicido assistito, la Lega non intende fare ostruzionismo, ma ritiene che la legge vada fermata e si batteranno in Aula per questo. «Non possiamo accettare che la medicina sia usata per permettere che una persona si tolga la vita», queste le parole di Roberto Turri, capogruppo della Lega in commissione Giustizia. Ha sottolineato che la maggioranza per far passare il testo, che la sinistra considera già troppo annacquato, c’è, ma la Lega metterà paletti in ogni modo.

Si oppongono al disegno di legge anche Fratelli d’Italia e Coraggio Italia. Forza Italia, invece, potrebbe dare la libertà di voto in merito.

Nicola Provenza, dei 5 Stelle, è il relatore del testo insieme al dem Alfredo Bazoli, e rivendica la “sintesi raggiunta”. Secondo lui «ognuno deve assumersi la propria responsabilità» anche alla luce della «dignità su cui ha insistito il Presidente Mattarella». «Il Parlamento – ha aggiunto – dia prova di saper dare risposta con una legge attesa da tempo».

Parliamo di una legge in ritardo da decenni ormai. Abbiamo visto casi come quello di Dj Fabo e di Marco Cappato, colui che lo aiutò a morire e che poi venne processato e assolto. Ma anche il caso di “Mario“, tetraplegico, a cui il Tribunale ha autorizzato la fine della propria sofferenza.

Proposta di legge sul fine vita: le parole di Papa Francesco

Proprio oggi Papa Francesco ha espresso delle parole importanti in merito alla questione. «Non c’è un diritto alla morte», ha sottolineato. Inoltre, ha affermato che «non dobbiamo confondere questo aiuto con derive inaccettabili che portano ad uccidere». Perché «dobbiamo accompagnare alla morte, ma non provocarla o aiutare qualsiasi forma di suicidio».

Il Pontefice ha ricordato un modo di dire molto semplice: “Lascialo morire in pace, aiutalo a morire in pace, quanta saggezza!”. Appoggiando le cure palliative, Bergoglio ha detto che «dobbiamo essere grati per tutto l’aiuto che la medicina ci sta dando, affinché ogni persona che si appresta a vivere l’ultimo tratto di strada della propria vita, possa farlo nella maniera più umana possibile».

 

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Editor: Susanna Bosio

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