Cinema,  Spettacolo

QUELLA STUPIDA GENIALE IDEA DI FARGO

L’attesa è finita, da oggi torna su Sky Atlantic la seconda stagione di Fargo. La serie televisiva, una fra le più cult del momento, ispirata ai film dei fratelli Coen, qui solo nelle vesti di produttori esecutivi.

La prima, già vincitrice agli Emmy e ai Golden Globe 2015, si rinnova per il secondo anno con una sceneggiatura ambientata nel 1979. Una storia vera in ogni dettaglio, come riportato all’inizio di ogni puntata, al cui centro è la vicenda dell’incidente nella cittadina di Sioux Falls, nel Sud Dakota, già menzionato nella precedente stagione.

Protagonisti la famiglia mafiosa dei Gerhardt e i loro malaffari, insieme al giovane agente della polizia di stato Lou Solverson e lo sceriffo Hank Larsson costretti a indagare su una serie di omicidi. Personaggi, colpevoli e non, tutti indistintamente ordinari e obbligati a vivere situazioni straordinarie e tragiche. Come la stessa Kirsten Dunst, nei panni di Peggy Blumquist, tozza e ingrassata, lontana anni luce dalla splendida e sfavillante Marie Antoniette di Sofia Coppola.

Perché Fargo è sì un giallo, un thriller, ma è anche una commedia nera con del macabro e dell’assurdo. È un film che dura poco meno di dieci ore, una storia che si vorrebbe consumare in una giornata, è la serie nata da una stupida, ma geniale idea di Noah Hawley.

 

 

 

 

 

 

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